da
Ivano
pubblicato il 2 Gennaio 2013
alle
9:40
Tralasciando le solite barzellette tipiche della sua parte, unico risultato insieme a troie, garga e malaffare, di 18 anni che hanno portato tutti ancor più nel guano e andando invece su fatti concreti, la informo, qualora la notizia sullo scoglio non sia ancora arrivata, che la nota ditta Bernini, concessionario ufficiale del marchio con le tre punte Mercedes con sede principale a Stagno, (LI), in dcembre 2012 ha chiuso, lasciando sul lastrico 56 dipendenti. Sempre per restare vicini alla ns. Isola felice, dove secondo lei evidentemente tutti sono straricchi con la Mercedes, (ecchec@zzo i mangiacartofel si e i Campesi no?), alla Mercedes hanno evidentemente già rinunciato Livornesi, Cecinesi, Piombinesi; le sorti dell'Arcelor e della Lucchini sono legate a un filo.
Agli operai Piombinesi di queste due aziende vada a illustrare la ricetta della Merkel e di Monti per fargli avere la Mercedes a tutti, però veda di dotarsi di buone mutande al carburo di tungsteno, perché le tre punte che si presenterà ad illustrare, dove cercheranno di mettergliele farebbero veramente male.
In ultimo, a proposito di aneddoti, voglio raccontargliene uno anche io.
Il 13/11/12, a un cena di lavoro con un cliente a Fabriano, un suo consulente dell'età di circa 60 anni, chiede il permesso di portare con se una sua collega, per caso, dice lui, di passaggio verso Roma, e anche lei con alloggio nello stesso Hotel.
Era una bella ragazza di 27 anni, Cubana. Nel corso della cena, conosciuta la mia origine, chiese se all'Elba c'erano opportunità di lavoro, se c'erano o meno e in che misura ragazze straniere e di che nazionalità. Al rientro in albergo la chiave che ritirarono per la camera fu una sola. Ecco, Dini, a Cuba quella ragazza probabilmente avrebbe fatto la commessa della boutique dell'albergo. Qui il suo palese mestiere, più che mai portato alla ribalta dal suo Silvio Berlusconi, si chiama Escort, o per dilla a la Riese, Tegame.
Mi raccomando il pesce azzurro.
Ivano
da
In edicola oggi, Dante
pubblicato il 2 Gennaio 2013
alle
8:50
Pd, volti nuovi e impresentabili
Le primarie premiano molti giovani e alcuni ‘fuori linea’: da Civati al renziano Richetti alla Idem alla precaria Cominelli. Ma tornano pure inquisiti, condannati, ras delle tessere e conflitti d’interessi. Crisafulli, Papania e Genovese in Sicilia. Oliverio in Calabria. E la Brembilla in Lombardia
da
"Loro non capiscono"
pubblicato il 2 Gennaio 2013
alle
8:47
''Parassiti, pidocchi, mignatte, zecche – continua Grillo – Virus che si spacciano per miracolosi medicinali mentre infettano il corpo della Nazione, certi della copertura vigliacca dei media e confidando nella memoria breve degli italiani. Se ne devono andare. In Parlamento non li vuole neppure l'italiano più mite, il più tollerante, il più distaccato dalla politica. L'Italia è in overdose dei Bindi, Finocchiaro, Cicchitto, Berlusconi, Monti, Bersani, Fini, Alfano, Casini, Maroni e delle centinaia di compari si ostinano a imporre la loro presenza''.
Infine, la citazione di Cromwell. ''Voi siete un gruppo fazioso, nemici del buon governo, banda di miserabili mercenari, scambiereste il vostro Paese come Esaù per un piatto di lenticchie; come Giuda tradireste il vostro Dio per pochi spiccioli. Avete conservato almeno una virtù? C'è almeno un vizio che non avete preso? Chi fra voi non baratterebbe la vostra coscienza in cambio di soldi? – conclude il post – E' rimasto qualcuno a cui almeno interessa il bene della Repubblica? Siete diventati intollerabilmente odiosi per l'intera Nazione; il popolo vi aveva scelto per riparare le ingiustizie ed ora siete voi l'ingiustizia! Ora basta! Portate via la vostra chincaglieria luccicante e chiudete le porte a chiave. In nome di Dio, andatevene!''.
Nei toni ricorda i 'Vaffa day', i primi incontri pubblici di Beppe Grillo quando il M5S non esisteva ancora: e' l'ultimo intervento del blogger a 'cinque stelle' che attacca tutta la classe politica attuale con un post dal titolo esemplificativo ''Nel nome di Dio, andatevene!'', una citazione che richiama il discorso del rivoluzionario Oliver Cromwell al Parlamento inglese nel 1653. ''Se ne devono andare tutti, dove non ha importanza – scrive Grillo – In un'isola delle Barbados, nell'appartamento monegasco del cognato, in un ospizio, nella tipografia romana del suocero, in Vaticano a pregare per lo Ior, in Europa al posto di Van Rompuy, a insegnare alla Bocconi a studenti inconsapevoli, in un tribunale a esercitare la loro professione, in uno dei loro studi legali a incassare milioni di euro. Se ne devono andare. Non li regge piu' nessuno''. ''Non capiscono che sono come Ceausescu al balcone, Mussolini nel camion verso la Svizzera vestito da soldato tedesco, Hitler nel bunker di Berlino mentre da ordini a divisioni che non esistono piu'. E' questione di tempo, ma la loro avventura politica e' terminata. La campanella del 2013 e' suonata, la ricreazione a spese di generazioni di italiani e' finita''.
[URL]http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/01/01/Grillo-se-devono-andare-sono-come-Ceausescu-Mussolini_8017011.html[/URL]
da
X Onesti avanti
pubblicato il 2 Gennaio 2013
alle
8:23
Nel tuo caso la fonte è il quotidiano Libero.
da
x Pasqualino
pubblicato il 2 Gennaio 2013
alle
8:04
Gianni
da
ONESTI AVANTI…
pubblicato il 2 Gennaio 2013
alle
7:22
"L'Italia giusta", dice Bersani. Ma il voto delle parlamentarie sancisce il trionfo di chi è rinviato a giudizio, condannato o sotto inchiesta. Ecco tutti i nomi, alla faccia del cambiamento
Ecco i nomi da evitare. Pier fa finta di niente e li lascia stravincere. Ora li mette in lista. Parlamentarie di plastica. Dov'è il cambiamento?
Alla fine come era facile prevedere ce l'hanno fatta. In barba a Pierluigi Bersani e alla sua finta voglia di rinnovamento. Parlamentarie di plastica come definirle se non così. Già qualche giorno fa avevamo lanciato l'allarme su i candidati alle primarie democratiche per il parlamento che erano prescritti, condannati, rinviati a giudizio e sotto inchiesta. Ma a quanto pare l'avviso non è servito. Il 29 e il 30 dicembre si è votato in tutta italia per decidere che del Pd deve giocarsi la partita per Roma ed essere inserito nelle liste. Ebbene alla faccia delle liste pultite Bersani porterà con sè tutti quelli che hanno ombra pesanti sulla loro moralità e sul senso di legalità. Ce l'hanno fatta tutti, nessuno escluso. Erano uscenti e ora si preparano ad un altro giro di giostra.
Ecco tutti i nomi – Cominciamo dalla Sicilia. Qui i nomi a rischio erano due: Francantonio Genovese e Vladimiro Crisafulli. Il primo, indagato per abuso d'ufficio e al centro di una polemica per una rete familiare piazzata negli enti di formazione regionale, si è piazzato primo a Messina con 19360 preferenze. Crisafulli ad Enna, sotto inchiesta per abuso d'ufficio, è arrivato anche lui in pole position con 6348 voti. Se andiamo verso ovest la musica è la stessa. A Trapani grande prestazione per Antonio Papania.Ha patteggiato una pena per abuso d'ufficio e si è preso il primo posto con 6165 voti. Un pò più su in Basilicata, Antonio Luongo, riviato a giudizio per corruzione passa senza problemi a Potenza il girone di qualificazione. Al centro le cose non vanno proprio bene. All'Aquila Giovanni Lolli si piazza secondo con 2598 preferenze. E' stato rinviato a giudizio per favoreggiamento, poi prescritto. Infine Bersani si porta uffcialmente in lista anche Andrea Rigoni, condannato in primo grado per abuso edilizio, prescritto. Con 5160 voti Rigoni arriva primo a Massa Carrara. Questi sono solo i dati sugli uscenti dal parlamento. E sono quelli più gravi. Almeno a loro non si doveva dare una seconda chance. Invece Bersani si porta in lista Piero Grasso per zittire tutti e in tutta Italia, da nord a sud, arrivano primi soggetti da "evitare".
[COLOR=darkred]Caro Bersani questa non è "l'Italia giusta". Cambia slogan. E' meglio. [/COLOR]
da
PREFERISCO IVANO
pubblicato il 2 Gennaio 2013
alle
7:21
da
X Don Perignon
pubblicato il 1 Gennaio 2013
alle
23:05
E’ mia profonda convinzione che questi sono i pesi che impediscono di sollevarci di quel tanto per vedere più lontano e che in tutti i modi dobbiamo scrollarci di dosso. Vedi caro Don Perignon, ti ho offerto una rivoluzione Riese-casereccia che il Capitano Ernesto Che Guevara, approverebbe di sicuro.
Caruggine
da
hannibal
pubblicato il 1 Gennaio 2013
alle
21:54
tranquillo!! anch'io per andare a Portoferraio o per tornare a casa (Marciana) devo ogni volta vedere le bellezze di Marina di Campo, eppure non mi interessano………che ci vuoi fare??!!!!
da
comunista
pubblicato il 1 Gennaio 2013
alle
21:50
« Il comunismo è la dottrina delle condizioni della liberazione del proletariato [cioè di] quella classe della società che trae il suo sostentamento soltanto e unicamente dalla vendita del proprio lavoro, e non dal profitto di un capitale »
(Karl Marx e Friedrich Engels, Princìpi del Comunismo)
da
Gianluigi
pubblicato il 1 Gennaio 2013
alle
21:44
“Cambiamento, qualità, equità: sono le parole chiave che sostengono la riorganizzazione dell’intero sistema sanitario toscano , intrapresa non solo e non tanto per far fronte alla riduzione delle risorse, ma soprattutto per rendere il servizio sanitario più efficiente, appropriato, di qualità, eliminare sprechi e duplicazioni, rispondere in maniera sempre più adeguata ai bisogni di salute dei cittadini. E’ il senso della delibera che approva le “Linee di indirizzo alle aziende sanitarie ed alle Aree Vaste per il riordino del sistema sanitario regionale”, varata negli ultimi giorni dell’anno ieri dalla Giunta regionale”
Cambiamento, qualità, equità sono le parole usate dall’assessore Marroni.
Secondo l’assessore il riordino del sistema sanitario regionale, che si basa soprattutto su tagli, dovrebbe produrre QUALITA’ ed EQUITA’.
Non bisogna essere dei fini economisti per capire che una politica fatta di tagli, per quanto possa razionalizzare, non può produrre qualità né tantomeno equità.
Quello che dà veramente il senso dello sconcerto non è solo il contenuto della delibera quanto la demagogia con cui viene presentata, con una propaganda tale che, se non fosse per gli argomenti trattati, farebbe veramente ridere.
A proposito di equità, un esempio per tutti. Mentre va avanti lo smantellamento della Sanità in Val di Cornia e soprattutto all’Elba, con una netta riduzione di tutti i servizi, tra cui alcuni veramente essenziali, si sta procedendo alla costruzione di un nuovo nosocomio a Livorno.
Questo nuovo ospedale (che prevede un investimento enorme di risorse) va a collocarsi in una zona della regione che si caratterizza per un altissima densità di ospedali di medio-alto livello.
In poche decine di chilometri (senza mare di mezzo..) troviamo, oltre l’ospedale labronico, l’ospedale Santa Chiara, l’Ospedale di Cisanello (su cui la regione sta investendo milioni), il CNR (sempre a Pisa), l’ Ospedale della Versilia a Viareggio e cosi via.
Sappiamo benissimo che gli ospedali pisani (alcuni dei quali di livello nazionale) costituiscono spesso il punto di riferimento dei livornesi, che preferiscono fare pochi chilometri in più, bypassare l’ospedale cittadino e rivolgersi ai centri pisani che reputano possano erogare servizi sanitari di migliore qualità. Anche per tale vicinanza, sembra veramente inutile quanto assurda la costruzione del nuovo ospedale di Livorno.
Per meglio spiegare il concetto di equità dell’assessore, se un livornese ha un infarto del miocardio, può scegliere ben cinque ospedali nell’arco di pochi chilometri per farsi sottoporre ad un’angioplastica in urgenza (intervento che salva la vita e la qualità della stessa). Non può certamente fare lo stesso un elbano o un piombinese.
Questo è solo uno dei tanti grandi e piccoli esempi di assoluta diseguaglianza tra corregionali.
Così, mentre un’intera isola e sette sindaci scendono in piazza per reclamare il diritto ad avere un semplice ortopedico che possa coprire la guardia ospedaliera pomeridiana e non vedere smantellare due misere postazioni di guardia medica, la Regione costruisce cattedrali nel deserto laddove ci sono molti voti a disposizione, smantellando i servizi in quelle zone elettoralmente non significative.
Questo è il concetto di EQUITA’ della sinistra toscana.
Concetto che io fatico a capire perché forse sono di destra e probabilmente poco…democratico.
Gianluigi Palombi, Responsabile Provinciale Sanità, FLI
da
Alessandro Dini
pubblicato il 1 Gennaio 2013
alle
21:15
ora chiedo al buon Fabrizio di passarmi questa:
Ivano, non esageri con l'ammazza caffè, Le impasta la lingua.
Quando comprenderà che la teoria ha perso il confronto con la pratica e che milioni di esseri umani ne hanno sofferto e ne soffrono ancor'oggi, avrà fatto un passetto in avanti.
Vada a chiedere ai profughi che scappavano dalla Germania EST , se stavano meglio allora od oggigiorno con le chiappe sulla stella a tre punte.
All'Havana, nel 1998, una ragazza, forse della mia età, sposata con due figli, commessa della boutique dell'Hotel che ospitava la mia comitiva, mi domando' con un misto di speranza e rassegnzione: cosa c'è di là, cosa potete fare nel Vostro Paese?
Qui vi raccontano che siamo liberi, ma non è vero; siamo senza speranza se non cambia chi governa!!!
Va bene come come aleatico dell'Elba
al posto del suo procanico evaporato?
BUON ANNO
da
PER IVANO
pubblicato il 1 Gennaio 2013
alle
20:39
Torino, fermato ladro di champagne: in casa 983 bottiglie
Usciva da un supermercato torinese con sei bottiglie sotto braccio. Abbastanza per fermarlo. E scoprire che tra la macchina e la sua abitazione ne aveva quasi mille
Valter G., 51enne di Rivalta, paese in provincia di Torino, è stato fermato dai carabinieri dopo essere uscito da un supermercato con sotto braccio sei bottiglie di champagne. Un furto innocuo potrebbero avere pensato i carabinieri, portato a termine da una persona che non sapeva come brindare all'anno nuovo.
Un'ipotesi misericordiosa che – anche fosse stata pensata – è andata in frantumi quando le forze dell'ordine hanno trovato altre trentadue bottiglie nella macchina dell'uomo. Sospetto, a dir poco. Ma non è tutto qui. I carabinieri sono entrati anche nell'abitazione dell'uomo, dove hanno trovato 983 bottiglie di liquori, di cui Valter non ha potuto giustificare la provenienza.
da
Ivano
pubblicato il 1 Gennaio 2013
alle
18:44
Penso che i suoi ultimi svarioni siano iniziati con il sostituire l'ultimo dell'anno, un buon sciampagna nostrale, legittimo, con un "Don" Perignon, probabile pessimo clone di origine di un pessimo cosiddetto comunismo Cinese, che ha generato abbondante e puzzolente sciolta. Voglio evitare di scaricare guano che finirebbe per soffocarla senza farla arrivare a vedere i risultati finali della società che ammira. Mi limito pertanto a fare due semplici equazioni analoghe alla sue.
Comunismo = no Stalinismo, no Ceausescu, no Ungheria, no Albania, …;
Castro = no Batista; Lenin = no assolutismo medioevale zarista;
Capitalismo = Hitler = Mussolini = Van Thieu = Pinochet = Papadopoulos = … Berlusconi;
Cattolicesimo = inquisizione = sostegno ai governi di cui sopra = preti pedofili …
E ora? con solo questo, io e lei abbiamo forse dimostrato che un sistema è migliore dell'altro?
Guardi che neanche Berlusconi è ancora arrivato alla semplificazione del bambolo bollito da' comunisti; aspetti almeno LUI.
Lasci perdere il "Don" Perignon, preferisca un buon gotto di procanico con un abbondante piatto di pesce azzurro.
Ivano
da
GLI AMLETICI DUBBI
pubblicato il 1 Gennaio 2013
alle
18:35
Le parlamentari non sono andate bene a Luciano Guerrieri che è arrivato primo solo a Piombino e ultimo all’Elba. Che invece ha trattato bene Ballini e fornito i voti per far vincere l’ On. Velo. In una dichiarazione l’ attuale presidente dell’Autorità Portuale ha detto:
“il voto di Piombino è straordinario e mi riempie di orgoglio, insieme a quello della Val di Cornia dove ho prevalso in alcuni comuni e tenuto bene in altri. Fa riflettere il voto dell'Elba, dovuto certamente anche ai meccanismi elettorali (uomo-donna) ma che si è manifestato in percentuali di partecipazione quantomeno singolari. Comunque questo è il risultato e va accettato».
Guerrieri non spiega in che cosa le percentuali di partecipazione dell’Elba sono così diverse da quelle del Val di Cornia e Piombino tanto da apparire singolari. E’ un peccato perché percentuali singolari si può tradurre in percentuali sospette. Questo aspetto dovrebbe essere chiarito perché altrimenti rimane un’ ombra sulla correttezza dell’ primarie dell’Elba. Questo chiarimento dovrebbe esser chiesto dai volontari la cui opera ha permesso che le elezioni si svolgessero, ma anche dai candidati che hanno avuto una buona affermazione. Soprattutto dalla On. Velo che ha vinto con i voti dell’Elba. Se non ci sarà un chiarimento, il dubbio rimarrà. E a Piombino penseranno: “ non ci si può proprio fidare di questi elbani “. E questo non è giusto.
da
Monti e la numerologia
pubblicato il 1 Gennaio 2013
alle
18:33
[URL]http://www.youtube.com/watch?v=o-tFVx1A-Ok[/URL]
da
ORAZIO di Epicuro
pubblicato il 1 Gennaio 2013
alle
18:33
da
Elba, rendite pazze, ecco dove l’Imu fa più male
pubblicato il 1 Gennaio 2013
alle
18:18
I due comuni elbani presentano valori allarmanti e le amministrazioni confermano le anomalie.
A Campo le rendite catastali sono fra le più alte dell’Elba insieme a Capoliveri e Marciana Marina. Nel comune nord-occidentale si è deciso di aiutare chi possiede prime case, chi affitta o dà in comodato d’uso l’abitazione ai familiari fino al secondo grado di parentela, ma per gli altri (i proprietari di negozi, uffici e seconde e terze case non in affitto) l’aliquota decolla allo 0,9% con inevitabili brutte sorprese.
Inoltre è bene precisare che in futuro il calcolo sarà fatto sui metri quadri e non più sul numero dei vani. Per le case più grandi la tassa sarà ancora più salata.
[URL]http://iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2012/04/12/news/rendite-pazze-ecco-dove-l-imu-fa-piu-male-1.3926775[/URL]
da
Per Caruggine
pubblicato il 1 Gennaio 2013
alle
17:49
Citando EL CHE pur non essenso il mio mito ma di cui condivido alcuni principi, volevo a mio modo aprire una breccia su posizioni nostre a volte divergenti.
Non sempre serve il "muro contro muro", fra l'altro noi italiani amiamo parlare di imbracciare fucili (metaforicamente) mentre realisticamente siamo il popolo dell'armiamoci e partite.
Comunque anche Cuba apre al liberismo ed alla privatizzazione e questo perchè gestire tutto pubblicamente ha evidenziato i limiti.
Noi sempre alla ricerca del nostro Ernesto, abbiamo invece creato e foraggiato migliaia di parassiti politici ed allargato la forbice fra ricchezza e povertà.
Ecco perchè mi incazzo se in un confronto si cerca di dare del coglione o dell'estremista all'interlocutore di turno, senza motivarne la ragione, se non la visione diversa, lo trovo come lo sgambetto all'avversario che non riesci a fermare nel gioco.
Questa divisione settoriale falsamente ideologica, viene ad arte fomentata e mantenuta in essere, rappresenta la scappatoia a pericolose rivoluzioni civili e democratiche che manderebbe veramente a casa i fannulloni e gli incapaci.
Ci ho provato, dal mio piccolo….. e senza presunzione alcuna, come disse un tuo concittadino venendo a chiedermi un impiego per spiegarmi le sue esperienze "sono una mezza paiola".
Cordialità. D.P.
