Caro Dante ti rispondo con ritardo, perché ho dovuto ben ponderare le questioni . Tu dici che non sei d’accordo con Broscino, … affermando che la crisi attuale è italiana e mediterranea. Nel mio post affermo viceversa che la crisi è sistemica e mondiale. Preciso meglio: la crisi è sistemica perché sta colpendo l’economia del vecchio capitalismo (Europa e USA), dove la Grecia , la Spagna e Italia sono gli anelli più deboli della catena. E’ anche vero che, allargando lo sguardo a livello planetario, Cina, India e Brasile sono paesi dove i fondamentali economici vanno relativamente meglio, ma fino a quando? La caduta tendenziale del saggio di profitto, prima o poi, ma inesorabilmente, produrrà i suoi effetti anche in queste aree di giovane capitalismo. Ma non voglio polemizzare, non è nel mio stile e soprattutto non giova a nessuno, poiché un’analisi esaustiva del problema non può essere argomentata in un blog.
Comunque sottopongo i seguenti punti alla tua attenzione e a quella di tutti i camminatori e ti invito a considerare un’esigenza indiscutibile una risposta convincente alle domande seguenti:
– Perché, nonostante che il mondo non sia stato mai cosi ricco,la forza lavoro salariata non sia mai stata tanto formata e colta, le tecnologie permettano livelli di produttività senza precedenti e la scienza prometta ulteriori avanzamenti in tutti i campi, SIAMO IN CRISI?
– Perché non è possibile permettere a milioni di giovani di accedere al lavoro ?
– Perché non è possibile soddisfare i bisogni elementari di miliardi di individui che vivono nell’ indigenza ?
– Perché il sistema economico capitalista cade ciclicamente in crisi . Da dove ha origine questa malattia ?
– Perche periodicamente il sistema si inceppa, non permette a tutti di lavorare, nonostante ci siano bisogni individuali e collettivi da soddisfare. ?
– Perche periodicamente, come dimostra la prima e la seconda guerra mondiale imperialista, bisogna distruggere capitale e lavoro, per riprendere un nuovo ciclo di accumulazione ?
Broscino
