SONO ANCORA IN ATTESA PER SAPERE DOVE SARA' LA NUOVA SEDE DELL'EVENTUALE C. U O DEVO ANCORA CREDERE CHE SARA' A LACONA NEL COMUNE DI CAPOLIVERI? SE NON RICEVO RISPOSTA LO RICORDERO'
FINO AL GIORNO DEL REFERENDUM.
SONO ANCORA IN ATTESA PER SAPERE DOVE SARA' LA NUOVA SEDE DELL'EVENTUALE C. U O DEVO ANCORA CREDERE CHE SARA' A LACONA NEL COMUNE DI CAPOLIVERI? SE NON RICEVO RISPOSTA LO RICORDERO'
FINO AL GIORNO DEL REFERENDUM.
Grazie per l'attenzione
qualche mattina mi prendo vernice e pennello….voglio vedere chi mi ferma!!!!!! :bad: :bad:
[FONT=comic sans ms]Comitato " NO FAV" [/FONT]
[COLOR=darkblue]Ci è giunta notizia che questa notte un gruppetto di facinorosi ha sequestrato un esponente di spicco del Comitato per il Comune Unico e, dopo averlo legato ad una sedia ed avergli fatto bere . . . non olio di ricino di antica memoria, ma un paio di litri di scopolamina (siero della verità), gli hanno fatto scrivere una lettera indirizzata agli Elbani sul tema del Comune Unico. All’alba il prigioniero è stato liberato e questi è andato a rifugiarsi in un luogo segreto; non si capisce bene se per vergogna o per timore di rappresaglie. Nel frattempo alla nostra redazione è pervenuto in forma anonima il testo di tale lettera, che, pur con qualche perplessità, abbiamo deciso di pubblicare per dovere di cronaca.[/COLOR] Cari gorilla elbani,
state buoni e mettetevi a cuccia: tanto vi abbiamo già fregato. Il Comune Unico si farà, vi piaccia o no. Noi non siamo stupidi come voi: prima di mandare all’Elba i nostri uomini ed attivare gli ascari locali per realizzarlo, abbiamo già fatto quanto necessario per raggiungere il risultato. Infatti la legge Regionale che stabilisce le regole generali per la fusione dei comuni è stata fatta proprio bene e non vi lascia scampo. Vi abbiamo soltanto mentito nel farvi credere che la raccolta delle cinquemila firme fosse finalizzata ad indire un referendum fra voi elbani per decidere se volevate o meno la fusione degli attuali otto Comuni in uno solo: in realtà le firme erano necessarie per dare il via alla procedura per l’accorpamento. Per essere sicuri di non mancare questo primo e decisivo obiettivo, abbiamo previsto nella citata legge che le firme potessero essere apposte anche dai cittadini di tutti gli altri Comuni della Toscana. A questo punto avrete finalmente capito come è facile raccoglierne cinquemila in poco tempo: basta chiederle ai compagni di tutta la Regione, anche a quelli che non sanno neppure dov’è l’Isola d’Elba. Per indorare la pillola vi abbiamo detto che le firme sono tutte di Elbani: credetelo pure, se vi fa piacere: tanto non cambia niente. Per quanto riguarda il futuro referendum, non ce ne frega niente del risultato, in quanto si tratta di una pura formalità. Infatti la mai non abbastanza citata legge che stabilisce l’iter per la fusione dei Comuni prevede anche un referendum fra i loro cittadini per sentire come la pensano, ma non ha alcuna rilevanza pratica. In altri termini è un semplice sondaggio di opinioni che, per buttare un po’ di fumo negli occhi, è stato chiamato “referendum consultivo”, ma è la stessa cosa. Non crederete mica che, dopo esserci dati tanto da fare, ci interessi anche sapere come la pensate voi? Non ci importa nemmeno se andrete o non andrete a votare: in quella sottospecie di referendum non ha importanza neppure il numero dei votanti, non c’è nessun “quorum” da raggiungere, basta che si voti solo noi del Comitato. Ma anche se la maggioranza dei votanti si esprimesse per il “no”, noi andremo avanti lo stesso. Ma non vi è servita a niente l’esperienza del Parco? Eravate quasi tutti contro la sua istituzione; avete fatto una resistenza di cui non vi credevamo capaci (manifestazioni all’Elba, ma anche a Firenze ed a Roma, radio e giornali locali che ci sputtanavano in continuazione, e molto altro ancora) e non avete ottenuto nulla: il Parco l’abbiamo fatto. E adesso credete che se direte “no” alla istituzione del Comune Unico, dopo che noi ci abbiamo messo la faccia, che, per indorarvi la pillola, abbiamo perso il nostro tempo con i banchetti per la raccolta delle firme, che ci siamo impegnati personalmente e anche politicamente, noi faremo marcia indietro e rispetteremo la vostra volontà. Poveri illusi! Questo atteggiamento non sarebbe per noi naturale e soprattutto non lo è per il nostro Duce: Rossi, il rosso.
[URL]www.elbanotizie.it[/URL]
[COLOR=darkred]Caro sig. Giovanni Muti, lei non sa spiegarsi perché quando scrive mi fa sentire un imbecille? Semplice, perché lei non sa leggere, nel senso che lei legge tutt’altro di ciò che è scritto, vale a dire ciò che lei vorrebbe fosse scritto. Le manca la predisposizione ad acquisire i dati reali, cosi come sono. E’ evidente! In questo caso io ho detto testualmente che “mi sono seccato di sentirmi dare dell’imbecille” e non che mi sento un imbecille come a lei sarebbe piaciuto avessi scritto. Le sembra per caso la stessa cosa? Pertanto, caro sig. Giovanni Muti, non me ne voglia, ma se lei si ritiene bravo nel sostenere l’insostenibile, io mi ritengo un genio anche solo per fatto di farglielo notare.
Ferajese [/COLOR]
Senta Ferraiese, rapidamente per non annoiare. In un testo quello che conta non è il significato letterale. Altrimenti io le avrei chiesto di mostrarmi dove io avrei trattato gli elbani da idioti, e la cosa sarebbe finiva lì. Perché lei mi accusava di una cosa che non ho scritto. Ma io non glie l’ho fatto notare perché ho capito che lei si riferiva non al significato letterale ma a quello che io scrivevo sul tema. Ed è a quello che ha risposto. Ed è esattamente quello che ho fatto anche io. Ho preso il suo testo letterale: “ mi sono seccato di sentirmi dare dell’imbecille e ne ho estratto il significato più profondo. Che è, secondo me, il seguente: “ Lei, con i suoi discorsi mi fa sentire un imbecille. Certo nel merito mi potrei sbagliare, ma non ho fatto una scorrettezza.
E qui potrebbe finire, ma voglio aggiungere qualcosa di più complicato, ma detto alla buona.
Io ho tradotto sentire, che lei non ha scritto. E sa perché? Se io chiamo qualcuno cornuto lui si arrabbia perché, per un attimo, vede sua moglie a letto con il postino. E allora si sente cornuto. Facciamo la riprova: se invece lo diciamo a uno che non è sposato, lui non vede la moglie con il postino, quindi non si sente cornuto e la prede a ridere. E’ cosi per tutte le altre offese. Facciamo un altro esempio. Se uno dice ad una bambina : “Sei brutta!!” . La bambina prima storce la bocca e poi si mette a piangere. Lo fa perché si sente Brutta. Detto alla buona, vuol dire che l’offesa fa scattare in chi ne è bersaglio, un involontario processo di immedesimazione che, magari per un attimo, lo fa sentire quello che è accusato di essere. Quindi se lei ha reagito è perché si è sentito un imbecille. Ma facendo un grave errore e non per colpa mia e le spiego perché
Perché io, come abbiamo visto, non solo non ho mai trattato gli elbani da idioti come dice lei, ma no ho neanche scritto cose dalle quali si poteva dedurre.
E qui veniamo alla cosa più grave. Se gli elbani si stanno facendo colonizzare, non dipende dal fatto che sono più scemi di chi li colonizza, come pensa lei, ma perché sono oggettivamente più deboli. Come erano i greci nei confronti dei romani, per fare un esempio. Pensare che i popoli colonizzati, lo furono perché erano più idioti di chi li colonizzava e un’idea pericolosa e che conosciamo bene. Cerchi di togliersela dalla testa, perché non le fa onore specialmente se vuole diventare un genio
Marco Lillo per "il Fatto Quotidiano"
Il Comune e la Provincia di Firenze da quasi 9 anni pagano i contributi per la pensione del dirigente di azienda Matteo Renzi. Il problema è che l'azienda che ha assunto il giovane Renzi come dirigente 8 mesi prima di collocarlo in aspettativa (scaricando l'onere previdenziale sulla collettività) è della famiglia Renzi. Lo si scopre leggendo un documento del 22 marzo scorso: la risposta a un'interrogazione presentata dai consiglieri Francesco Torselli (Fratelli d'Italia) e Marco Semplici (Lista Galli).
"Il dottor Matteo Renzi è inquadrato come Dirigente presso l'azienda Chil srl", scrive il vicesindaco Stefania Saccardi e aggiunge "alla società presso cui risulta dipendente in aspettativa il dottor Renzi sono erogati i contributi previsti all'art. 86 comma 3 del Testo unico sugli enti locali". La legge in questione impone all'Ente locale di provvedere al versamento dei contributi previdenziali, per gli amministratori locali che, in quanto lavoratori dipendenti, siano stati collocati in aspettativa non retribuita per assolvere al mandato.
La tentazione di farsi assumere poco prima dell'elezione per caricare sull'ente i versamenti pensionistici è forte. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, è stato al centro di uno scandalo perché era stato assunto da un Comitato legato al Pd il giorno prima del 16 febbraio 2008, data in cui comunicava la sua candidatura a presidente della Provincia. Ora si scopre che anche Renzi fruisce della stessa legge.
"Renzi", scrive il vicesindaco nella sua risposta all'interrogazione "risulta inquadrato come dirigente dal 27 ottobre 2003 nell'azienda CHIL srl, gestita – prosegue il vicesindaco – dai familiari fino al 2010. Dopo la cessione di ramo d'azienda la nuova società Eventi 6 Srl è costituita da soggetti privati estranei a rapporti di parentela". In realtà, come il Fatto ha già scritto, la Eventi 6, che fattura 4 milioni di euro all'anno nel settore della distribuzione della stampa, è di proprietà delle sorelle Matilde e Benedetta Renzi (36 per cento a testa), della mamma Laura Bovoli (8 per cento) e del fratello del cognato, Alessandro Conticini, 20 per cento.
L'assunzione di Renzi, a differenza di quella di Zingaretti, è avvenuta 8 mesi prima dell'elezione a presidente della provincia, il 13 giugno 2004. Fino a 8 mesi prima dell'elezione, la società di famiglia pagava molto meno di quanto poi provincia e comune verseranno per la sua pensione. Spiega il vice-sindaco Saccardi nella sua risposta: "Renzi ha avuto un contratto di collaborazione coordinata e continuativa fino al 24 ottobre 2003 presso la Chil srl. Dal 27 ottobre 2003 è stato inquadrato come dirigente".
Fonti vicine al sindaco spiegano al Fatto: "L'assunzione non era finalizzata a lucrare i contributi. La società della famiglia Renzi in quel periodo viveva una fase di ristrutturazione. L'acquisto della qualifica di dirigente da parte di Renzi era legata alla cessione delle sue quote. Prima era socio ed era inquadrato come collaboratore. Nel periodo in cui cede le quote diviene dirigente".
Io non ho detto che sono per il no, ma nemmeno per il si cioè vorrei, prima di fare il referendum, conoscere il programma del comune unico sottoscritto dai promotori, solo allora e dico allora poter esprimere la mia preferenza.
Bacco
La BCE ha chiesto al governo cipriota,un prelievo forzoso di
6 Miliardi,per bilanciare il debito pubblico.
Blocco delle banche cipriote x 10 giorni.L'Inglilterra,che ha molti cittadini sull' isola ha bloccato i pagamenti,trasportando via aerea i contanti.Mosca ha violentemente protestato,per la presenza di 25 Miliardi di euro depositati dagli oligarchi russi.
Il capo economico della tedesca COMMERZBANK, ha sostenuto che l' Italia, dovrebbe eseguire un prelevo forzoso di almeno il 15 % per riequilibrare i conti pubblici.
Evidentemente per l' illustre tedesco il prelievo forzoso
dell' IMU, non basta.
Vi rendete conto che ci stanno prendendo per il c..o, ci fanno votare cosa ? dobbiamo votare una cambiale in bianco per cosa ? quale è il programma del comune unico ? a cosa andiamo incontro ? quale sarà lo statuto ?
dopo avere votato noi saremo alla loro mercè e potranno decidere ciò che vogliono e sicuramente no per il nostro bene o il bene di tutta l'Elba. Visto come stanno andando le cose, trasporti, ospedale , viabilità, port authority ecc.ecc. prima di votare dobbiamo sapere .
Visto che ci sarà un commissario in primis mandato dalla regione e voi sapete la regione come si sta comportando con l'Elba, siamo già condannati in partenza.
Solo dopo faremo il mea culpa dicendo era meglio se non votavamo, quindi prima bisogna fare le regole e solo dopo votare.
Dante
Antonio