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Sussidiare i lavoratori elbani stagionali o i politici?
pubblicato il 19 Settembre 2013
alle
9:49
Spesso su questo blog si leggono duri commenti ai sussidi di disoccupazione percepiti dai lavoratori dipendenti sull'isola nei mesi invernali.
Il sussidio in un'isola è fondamentale per evitarne lo svuotamento totale d'inverno, il rischio sarebbe di creare un enorme isola di Capraia senza servizi e con poche migliaia di abitanti nei mesi invernali. E' bene spiegare che il sussidio è percepito in maniera proporzionale ai mesi di impiego e all'importo della busta paga. Molta confusione è fatta anche sul perché tale sussidio debba essere dato anche ai congiunti di titolari di attività. Per motivi fiscali, previdenziali, sicurezza sul lavoro assumere un congiunto che presti opera nell'albergo o ristorante del capo famiglia è per forza di cosa obbligatorio, cosa accadrebbe in caso di infortunio grave senza assunzione? Cosa accadrebbe per un'ispezione della Finanza? Il sussidio di disoccupazione è proporzionale a quanto versato in busta e per i mesi di impiego. Si versano dei contributi previdenziali a norma di legge e a norma di legge se ne godono i benefici.
Se è vero e verosimile che un ragazzo assunto come cameriere d'estate possa fare dei piccoli lavori al nero durante l'inverno, sembra assai improbabile che una donna assunta come barista estiva poi possa trovare lavoro al nero come muratore. Esistono storture nel sistema, ma è un sistema da migliorare, anche attraverso le critiche, ma non è certo un sistema da abolire. Per esempio, il diffondere la cultura del pagamento con i voucher di lavori extra durante l'inverno garantirebbe una più corretta applicazione di strumenti a tutela del salario dei lavoratori e garantirebbe i datori di lavoro per brevi periodi per l'impiego saltuario di manodopera evitando al contempo il lavoro nero.
Pensando ai molteplici super vitalizi di Amato, alla segretaria di Bersani pagata profumatamente dalla Regione Emilia Romagna come dirigente per stare al seguito del capo di un partito presso Roma, pensando al “Cinziagate” dell'ex sindaco di Bologna, pensando alla Minetti e alla Carfagna, al fratello di Alfano, al cugino di Letta, ai figli di Mastella, al figlio di Di Pietro, alla Finocchiaro e consorte, alla famiglia Bossi… ecco direi che in Italia ci si dovrebbe arrabbiare di più per altre forme di “sussidio” e false assunzioni.
Tutta l'Elba utilizza come ammortizzatori sociali i sussidi di disoccupazione in misura minore di quanto percepiscono o hanno indebitamente percepito le poche persone e le poche famiglie sopra citate “impegnate” in politica.
Ipotizzando questo calcolo: 5.000 euro di sussidi a 5.000 dipendenti stagionali danno come risultato 25 milioni di euro, sembra una cifra astronomica? Questi soldi, che provengono da contributi regolarmente versati, servono per fare la spesa al supermercato, comprare i quaderni e grembiuli ai bambini, bersi i caffé e la birra al bar da dicembre a marzo e forse anche a fare una meritata vacanza!
La sola famiglia Mastella si sbarbava un milione di euro all'anno per finanziare il giornale di famiglia-partito dove lavorava tutta la famiglia Mastella, con quei soldi si pagavano la benzina per la Porsche Cayenne del figlio!
da
GATTINA SMARRITA
pubblicato il 19 Settembre 2013
alle
9:46
CHI L'AVESSE SMARRITA CONTATTI IL 3487[SIZE=3][COLOR=darkblue]587562 [/COLOR] [/SIZE]
da
LEGA NORD
pubblicato il 19 Settembre 2013
alle
9:03
Lo spostamento a Livorno del Tribunale dell’Elba mostra, ancora una volta, quanto il governo centrale sia lontano dai problemi della gente. La ministra Cancellieri ha deciso senza preoccuparsi delle conseguenze negative sulla popolazione. Decisioni così importanti richiedono, invece, un preventivo confronto con le parti interessate per giungere, poi, a scelte condivise che, pur perseguendo la razionalizzazione del sistema dei tribunali, mettano in campo soluzioni che non penalizzino i cittadini e, nel nostro caso, gli elbani. Le prime vicissitudini degli avvocati elbani e dei loro clienti descritte dalla stampa hanno mostrato, senza ombra di dubbio, l’inadeguatezza della nuova (dis)organizzazione. Ne consegue che un urgente ripensamento è assolutamente indispensabile per poter, con calma, mettere in atto una vera ed efficiente riorganizzazione che, forse, potrebbe avvalersi di prenotazione online, trasmissione telematica degli atti (la parte cartacea inviata, poi, comodamente per posta) e di udienze in videoconferenza. L’Elba è un territorio particolare e come tale va trattato, sia dal Governo regionale che da quello centrale. Altrimenti, la “disperazione” degli elbani potrebbe far loro intravedere la secessione come ultima soluzione (con unione alla Sardegna o, meglio, se possibile, addirittura alla Corsica).
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Gennaro Ceruso – Segretario provinciale Lega Nord – Livorno [/COLOR] [/FONT]
da
x Martinenghi
pubblicato il 19 Settembre 2013
alle
8:46
Altri frequentatori del blog hanno voluto fermarsi alle banali apparenze della tua denuncia al TGCom 24. Bastava leggere i contenuti della lettera pubblicata su Linkiesta elbopoli per capire meglio. Era una lettura lunga e articolata. Mi auguro che altri possano avere la pazienza di leggerla.
da
X ISLANDER
pubblicato il 19 Settembre 2013
alle
8:28
Per quanto riguarda i Gigliesi, non hanno niente di che lamentarsi, questo incidente li ha resi famosi in tutto il mondo e i loro interessi sono aumentati anziché diminurire come si era ventilato all'inizio. Per il resto si è creato un ITALIANISSIMO MANGIA-MANGIA, trovando un sistema, sicuramente il più elaborato e dispendioso, che ha cominciato a didtribuire soldi a tutti, anche a chi con l'incidente non c'entra nulla, basta che conti qualcosa.
Se questo fosse accaduto in Giappone, un mese dopo sarebbe stato tutto a posto a costi contenuti. Da noi invece…. viva l'Italia!!!! Comunque siamo intempo a vederne ancora delle belle, la torta è ancora in parte da spartire!!!
da
CAMPIONATO ITALIANO GOZZO
pubblicato il 19 Settembre 2013
alle
8:14
da
Per Bastogi
pubblicato il 19 Settembre 2013
alle
7:41
da
umberto
pubblicato il 19 Settembre 2013
alle
7:40
…sempre più indietro !! nell'era attuale si cerca di fare "ragionare" robot e computers ….all'ATL di Livorno/Elba invece si fa ragionare gli esseri umani come
robot……
da
POLISPORTIVA ELBA REKORD
pubblicato il 19 Settembre 2013
alle
7:24
da
SMARRITO
pubblicato il 19 Settembre 2013
alle
7:07
Grazie.
da
STEFANO MARTINENGHI
pubblicato il 18 Settembre 2013
alle
21:40
Nel frattempo rispondo a quegli ascari (copyright: Gaetano Salvemini) al servizio dei soliti noti, che nascondendosi dietro l’anonimato, infestano i blog ed i commenti dei giornali online per diffamare senza pagare dazio e confondere le idee ai lettori. Sono state fatte allusioni: 1) ai parcheggi a pagamento del complesso balneare di famiglia a Fetovaia; 2) al rudere di quello che è stato uno dei più belli e rinomati ristoranti con musica live elbani, il Minibarbatoja-Bambù in spiaggia a Fetovaia. 1) A Fetovaia ci sono due stabilimenti balneari, i nostri Bagni Barbatoja autorizzati per primi all’Elba dalle Belle Arti nel 1961 ed i contigui Bagni Pino Solitario delle famiglie Galli-Palmieri autorizzati nel 1972. Entrambi hanno alle spalle degli ombrelloni in concessione demaniale parcheggi a pagamento su propri terreni, che si aggiungono a quelli comunali gratuiti ubicati nel vicino piazzale a mare. I prezzi giornalieri praticati in alta stagione sono inferiori a quelli dei parcheggi cittadini, in bassa non c’è addirittura confronto. Io ho denunciato lo scempio ambientale causato dalla realizzazione di parcheggi su terreni affacciati sul mare che distano ben un chilometro dalla spiaggia, che sono destinati alla sola flora e fauna selvatica perché sottoposti a doppio vincolo, ambientale e del Parco. Nuovi parcheggi pubblici sarebbero i benvenuti perché a Fetovaia tutti i parcheggi a mare, pubblici e privati, in alta stagione alle 11 del mattino sono già saturi e non è multando indiscriminatamente chi parcheggia sulla provinciale a lato strada perché costrettovi che si fa turismo. Ma i parcheggi vanno fatti dov’è consentito, non su terreni altrui dov’è vietato perché sottoposti a vincoli ambientali ferrei. Mi sembra un principio di civiltà e giuridico semplice da comprendere per chiunque, anche dagli ascari che com’è noto non brillano per acume. 2) Quest’altra vicenda è più complessa, cercherò di semplificarla al massimo. Il Minibarbatoja-Bambù è stato edificato da mio padre con licenza edilizia n°64 del 1971, dunque in conformità con gli strumenti urbanistici dell’epoca ed è stato l’unico immobile nei pressi della spiaggia realizzato in virtù di licenza edilizia, anche se in difformità di essa. La planimetria autorizzata dal Comune ubicava i manufatti a metri 7,50 dall’argine del fosso a mare, che grazie alle fondamenta dell’edificio ed ai preesistenti argini in granito alti più di due metri lungo il suo corso, ha potuto contenere senza danni a persone e cose la piena duecentennale del 2002 che invece devastò già allora Marina di Campo. E’ tutto asseverato in uno studio di Ingegnere Idraulico che ha misurato il fosso e rilevato i dati pluviometrici areali, studio con foto e calcoli che ho offerto in dono al Comune che ne era sprovvisto. Tutti gli altri edifici di terzi ai lati del Bambù, al di qua ed al di là degli argini del fosso a mare, furono invece realizzati senza alcuna licenza, ma con il condono del 1984 furono sanati dal Comune, a differenza del solo Bambù che fu ingiunto di demolizione e poi acquisito al Comune nel 1994 per essere demolito. Ma nei vent’anni trascorsi fino ad oggi il Comune non lo ha mai demolito ed anzi con una prima variante al piano di fabbricazione del 2002 e con la successiva del 2009 ne ha previsto il ripristino ed addirittura l’ampliamento, con ciò dimostrando che era venuto meno quell’ “interesse pubblico” alla demolizione causa della sua acquisizione. Oggi la situazione a mare a Fetovaia è quella mostrata nella foto allegata con didascalie apposte da me alla buona ed il Minibarbatoja-Bambù è l’edificio indicato con il n° 8. E’ fatiscente, ma certo non per colpa mia. Che nel 1971 avevo undici anni. Tornando all’interesse pubblico è questo un principio giuridico che ha assunto negli anni grande rilevanza, con giurisprudenza consolidata anche in sede europea; motivo per cui questo mese di luglio ho protocollato in Comune richiesta di restituzione dell’immobile ai sensi delle norme citate o comunque di riesame della istanza di condono per una soluzione transattiva alla luce della situazione normativa e di fatto in essere, offrendomi di realizzare a mie spese ogni opera, anche idraulica, eventualmente richiesta dal Comune. In tal senso mi ero già offerto nel 2002 depositando un progetto di Ingegnere Idraulico per l’irrobustimento ed abbellimento a mie spese degli argini a mare del fosso di Fetovaia. Confido che adesso qualcosa di positivo accadrà perché, alla luce di quanto precede, non riesco ad immaginare che un Comune possa sottrarre ad un privato un immobile di pregio per demolirlo e poi invece lo ristrutturi per poi magari cederlo a qualche terzo in buona fede; come pure non riesco ad immaginare che un Comune possa demolire l’immobile adesso che la variante approvata da esso stesso ne consente il ripristino, solo perché lo chiede con diritto l’originario proprietario alla luce della normativa e degli strumenti urbanistici vigenti.
Un saluto a tutti,
Stefano Martinenghi
da
ENPA ISOLA D'ELBA
pubblicato il 18 Settembre 2013
alle
21:33
Continuate a fare il tifo per lui, ha bisogno del sostegno di tutti voi!
Aiutateci a sostenere le spese della clinica, regalerete a Roger una carezza!
E.N.P.A. Sezione Isola d’Elba – Via Sugherella 71 – 57034 Marina di Campo –
Tel. 335 267064
[SIZE=3][COLOR=darkred]Bonifico bancario (Banca dell’Elba – Filiale di Marina di Campo)
IBAN: IT91 V070 4870 6500 0000 0020 710
BIC/SWIFT: ICRAITRRT40 [/COLOR] [/SIZE] Conto corrente postale per invio bollettini: 59237487
Paypal: [EMAIL]isoladelba@enpa.org[/EMAIL] (per favore nella sezione “invia denaro” cliccare su familiari/amici e poi su regalo)
CAUSALE: “aiuto per Roger”
Roger ringrazia tutti!!
da
ISLANDER
pubblicato il 18 Settembre 2013
alle
21:30
I costi relativi al noto evento finora sono stati elevatissimi , in termini di vite umane , carriere spezzate , danni ambientali , disservizi e costi vivi di ogni genere.
Per non parlare del grave danno di immagine che ha subito tutto il nostro paese, il nostro arcipelago ed un importante azienda come la Costa Crocere .
Adesso inoltre si ipotizzano ulteriori costi per centinaia e centinaia di milioni per tutte le procedure di spostamento e smantellamento mentre i vari porti si litigano i resti .
Vorrei umilmente fare una riflessione.
Visto che ormai la tragedia c’è stata , non possiamo provare a trasformare questa grave calamità in una risorsa positiva ?
Mi spiego meglio , quello è stato è stato , adesso speriamo si ritrovino le ultime salme disperse , ma dopo questo credo si possa analizzare un altro aspetto.
Invece di portare la Concordia da qualche altra parte e distruggerla , spendendo cifre colossali , la si fa affondare non lontano da dove si trova ora , diciamo 5 / 7 metri sotto il livello del mare.
Costo ZERO.
Insomma si lascia il relitto al Giglio e lo si trasforma in un attrazione per i subaquei di tutto il mondo , oltre che in una straordinaria riserva di ripopolamento marino , che porterà turismo e ricchezza ai Gigliesi , all’ Arcipelago e alla Toscana per i prossimi millenni . Si tratterebbe dell’unico relitto al mondo di queste dimensioni, a portata di mano e dunque molto più importante del Titanic.
Per un subacqueo l’immersione su un relitto di questo genere sarebbe una destinazione imperdibile ed una esperienza straordinaria, avremmo centinaia di migliaia di turisti che verranno a visitare il Giglio con ricadute positive in tutta la zona.
So che si tratterebbe di un monumento alla tragedia , ma dalle tragedie si può sempre imparare e trasformarle in un esperienza positiva è generalmente la cosa migliore da fare.
Per portare via la Concordia se ho letto bene servono altri 600 milioni. Ma non è meglio dare questi soldi ai familiari delle vittime , ai Gigliesi , a chi è stato danneggiato da questa vicenda o semplicemente usarli per servizi più utili ?
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ISLANDER. [/COLOR] [/FONT]
da
RUGGERO BARBETTI
pubblicato il 18 Settembre 2013
alle
21:23
[FONT=comic sans ms][COLOR=darkred]Oggetto: Danno erariale. Diga frangiflutti Golfo di Mola, opera di interesse pubblico rilevante e strategico per la difesa dal mare. [/COLOR] [/FONT]
Caro Presidente,
Ti scrivo perché amareggiato da quello che sta accadendo riguardo al Procedimento per la Valutazione di Impatto Ambientale relativo alla realizzazione di una diga frangiflutti nel Golfo di Mola che è un’opera di interesse pubblico rilevante e strategico per la difesa dal mare
Come Tu ben saprai e come si evince dalla Relazione del Progetto presentato, si tratta di “Opere di prolungamento della scogliera di protezione nel Golfo di Mola”.
Oggi l’unico schermo a difesa della baia (escludendo ovviamente la conformazione naturale del golfo) è rappresentata dalla piccola scogliera in massi naturali di lunghezza 30÷40 mt posta a sud del bacino di carenaggio del cantiere nautico. Tuttavia alcuni recenti avvenimenti testimoniano come allo stato attuale il golfo non risulta più in sicurezza. Come dai giornali e come dalla approvazione in sede comunale di simili opere aggiuntive proposte a protezione, la Società Cantiere Navale Golfo di Mola ha presentato un progetto di prolungamento della scogliera.
Per tale effetto la direzione dei venti verrebbe spezzata e quindi le residue onde verrebbero ridotte al punto da non costituire più pericolo di danni. Cosi come progettata non costituisce impatto ambientale alla naturale conformazione del golfo e praticamente nullo alla navigazione.
C’è da aggiungere che a ridosso del Cantiere ci sono ulteriori due Concessioni demaniali per Campo Boe, una di una azienda privata e una il cui titolare è il Comune scrivente e utilizzata da soggetti residenti e iscritti al Club Nautico di Capoliveri. Le due concessioni ed in particolare quella del Comune, sono esposte ai venti del quadrante nord-est, est ma anche sud-est in determinate condizioni sfavorevoli e naturalmente sarebbero tutti ben felici di poter usufruire, anche se solo parzialmente, dei benefici della diga che nascerebbe a tutela completa solo delle attività del Cantiere Navale Golfo di Mola.
In relazione al suddetto progetto di Realizzazione di una diga frangiflutti, in data 27/03/2013, prot. 4921, il Comune di Capoliveri ha rilasciato Autorizzazione Paesaggistica n. 45/13, dopo aver ricevuto parere favorevole, senza prescrizioni, dalla Soprintendenza di Pisa.
Siamo quindi di fronte ad un’opera di difesa dal mare prevista dalla Legge Regionale 10/2010 quale “Opera costiera destinata a combattere l’erosione e lavori marittimi volti a modificare la costa, mediante la costruzione di dighe, moli ed altri lavori di difesa dal mare” .
E’ chiaro il vantaggio che il Comune, i cittadini di Capoliveri, gli elbani ma anche tutti i proprietari di abitazioni e gli ospiti delle strutture ricettive della parte sud orientale dell’isola (più del 40% del turismo dell’Elba), avrebbero nell’immediato, dato che si troverebbero una parte della Baia di Mola finalmente in sicurezza perchè difesa dal mare, grazie ad un opera costruita da un cantiere navale privato, senza la quale, lo stesso non può operare in sicurezza.
Il Comune di Capoliveri si era già attivato con Delibera G.C. n. 13 del 22/01/2008 preoccupandosi della pubblica incolumità e la sicurezza delle imbarcazioni e dando mandato al Responsabile del Servizio Lavori Pubblici e Demanio di attivare tutte le procedure finalizzate all’eliminazione del pericolo al fine di mettere in sicurezza la Baia di Mola. Con successivo atto, Delibera G.C. n. 105 del 11/05/2009 (Approvazione bozza di disciplinare per affidamento incarico di progettazione per la messa in sicurezza della Baia di Mola) veniva dato incarico all’Ufficio Opere Marittime Toscana Costiera, Provveditorato Opere Pubbliche Toscana Umbria. E’ stato quindi redatto il relativo progetto preliminare, poi acclarato al protocollo di questo Comune e inserito nella programmazione triennale delle Opere pubbliche. Tale progetto ha un importo pari a 4.980.000,00 euro, risorse che il Comune non ha e che non può avere neanche attingendo ad un mutuo anche a causa del Patto di Stabilità.
Non posso che confermarti, anche alla luce di tutti gli atti comunali succedutisi nel tempo e sopra citati, che l’opera è di grande interesse pubblico e strategico per la difesa dal mare dato che elimina un pericolo reale essendo utile a garantire la pubblica incolumità e la sicurezza sia delle imbarcazioni, sia di buona parte degli specchi acquei delle concessioni demaniali legittimamente rilasciate nonchè dell’area prospiciente il Cantiere navale. C’è da domandarsi, di chi sarebbe la responsabilità nel caso sfortunato che accadesse una disgrazia perché l’opera non è stata fatta? Avremmo tutti il coraggio di parlare di mala amministrazione pubblica? Oppure in questo caso avremmo potuto, almeno per una volta, dimostrare che in Italia le pastoie burocratiche che attanagliano l’amministrazione pubblica sono state superate perché correttamente supportate da una progettazione che esplicita dati ed azioni coerentemente inconfutabili dal punto di vista della loro legittimità? Mi auguravo proprio di sì, fino a quando non è arrivata la “Comunicazione dei motivi ostativi all’accoglimento dell’istanza” di cui all’oggetto a firma del Dirigente del Dipartimento dell’Ambiente e del Territorio. Ho partecipato a tutte le riunioni della Conferenza dei Servizi, compresa l’ultima del 3 settembre e sono rimasto esterefatto da questa decisione. Se avrai la gentilezza di leggere il verbale della commissione, Ti accorgerai che senza alcun Parere Negativo, ma quasi esclusivamente basandosi sul “PRINCIPIO DI PRECAUZIONE E SUL PRINCIPIO DI PREVENZIONE” il Dirigente ha deciso di esprimere Proposta di pronuncia negativa di compatibilità ambientale.
Non sono un tecnico, ma ho vissuto il clima della Conferenza dei Sevizi e mi sono fatto l’idea di una decisione non basata su dati scientifici, come avrebbe dovuto essere, ma su altri fattori che al momento non sono in grado di rappresentare. E’ comunque evidente che gli Uffici che fanno parte della Struttura Operativa per la Via ci abbiano messo del loro….. e non mi sembra che abbiano aiutato il Dirigente a prendere una decisione serena.
Alla luce di quanto sopra espresso è chiaro il danno erariale che avrebbe il Comune di Capoliveri con la mancata realizzazione di un’opera per la difesa dal mare del valore di 4.980.000,00 euro, che non graverebbe sulle casse comunali ma che verrebbe realizzata da una Società privata.
E’ quindi proprio a tutela del Comune di Capoliveri che il sottoscritto Ti chiede una attenta verifica di quanto sta immotivamente avvenendo, rappresentandoTi comunque fin da ora che l’Amministrazione comunale non potrà che agire in tutte le sedi più opportune, compresa la magistratura contabile, contro una illogica decisione che, se portata a termine, causerebbe, oltre che un grave danno ai cittadini di Capoliveri, anche un grave danno erariale al Comune che mi onoro di rappresentare.
In attesa di un tuo cortese cenno di riscontro, colgo l’occasione per salutarTi cordialmente.
F.to Ruggero Barbetti
Sindaco di Capoliveri
da
Io
pubblicato il 18 Settembre 2013
alle
16:57
da
sergino
pubblicato il 18 Settembre 2013
alle
16:40
da
Vocina
pubblicato il 18 Settembre 2013
alle
15:42
Mi hai tolto proprio le parole di bocca,cara.
Personalmente quando ho fatto la donazione non mi sono posta il problema se fosse sufficiente (di sicuro no,so quanto costano le cure veterinarie per esperienza personale),infatti ho scritto pregato e sperato che altri si aggregassero.Mi sono posta il problema di non poter dare di più,mi sono posta il problema se l'operazione basterà a salvare la vita di quella povera bestiola…Mi sono posta il problema di procurarmi i medicinali per il fegato,vista l'incazzatura che mi viene tutte le volte che leggo una notizia simile…
Stando a quello che invece scrive qualcun altro,magari avrei dovuto chiedere il rimborso ad enpa se la cifra fosse stata raggiunta,o in caso di (Dio non voglia!) decesso del povero Roger.
No comment.Non ne vale la pena con chi filosofeggia in modo tanto acido e inopportuno. :angry:
Anzi no,un'ultima cosa la voglio proprio dire:spero che i soldi delle donazioni siano stati tanti,talmente tanti che ne siano rimasti abbastanza da pagare una birra a questi ragazzi che quotidianamente combattono contro l'indifferenza (individuale e sociale),la mera crudeltà fine a se stessa,l'ignoranza e la carogneria insita nell'anima di tanti.
Augh!
da
A Q U A V I S I O N
pubblicato il 18 Settembre 2013
alle
15:24
Vi informiamo sulle prossime escursioni in programma:
[SIZE=3][COLOR=darkred]Venerdì 20 Settembre navigheremo per l'Isola del Giglio, partenza da Porto Azzurro alle ore 9:30 [/COLOR] [/SIZE]
Tutti i giorni è possibile partecipare alla minicrociera per l'Isola di Pianosa, partenza ore 10:15 da Marina di Campo.
Manteniamo questo orario estivo fino a domenica 29 settembre inclusa.
La M/N Nautilus salpa tutti i pomeriggi da Marciana Marina alle ore 15:30.
Domani, giovedì 19 settembre, è inoltre prevista la partenza della mattina da Portoferraio ore 10:30
Cari saluti
Il vostro team
A Q U A V I S I O N
Servizi Marittimi Turistici
Piazza V. Emanuele, 4
57033 Marciana Marina (LI)
0565 976022 e 328 7095470
e-mail: [EMAIL]info@aquavision.it[/EMAIL]
[URL]www.aquavision.it[/URL]
da
ARCHITETTI ELBANI
pubblicato il 18 Settembre 2013
alle
14:51
Il giorno martedì 17 settembre 2013, a seguito delle dimissioni dell'attuale Presidente, Arch. Massimiliano Pardi per motivi di incompatibilità di carica in quanto eletto a Vice Presidente dell'Ordine degli Architetti di Livorno e Presidente del Coordinamento Toscano delle Sezioni Provinciali INBAR, si sono svolte le votazioni per la nomina del nuovo Presidente dell'Associazione Architetti Elbani.
Il Consiglio Direttivo attuale, ha così votato:
Presidente: Arch. Alessandro Pastorelli
Vice Presidente: Arch. Alessandra Moncini
Segretario: Arch. Giovanni Talucci
Tesoriere: Arch. Walter Tripicchio
Consigliere: Arch. Massimiliano Pardi
Consigliere: Federico Mazzei
Consigliere: Patrizia Belli
"Nell'evidente bisogno di un serio ripensamento del ruolo dell'architetto e dell'architettura in un momento storico di 'imbarbarimento culturale – dicono – l'obiettivo dell’associazione sarà quello di organizzare un lavoro finalizzato all'approfondimento di questioni più pratiche e tangibili del fare il mestiere dell'architetto e, contemporaneamente allo studio e alla divulgazione di temi più teorici, che riunisca professionisti interessati a promuovere lo scambio di conoscenze, iniziative, ricerche e studi tra soggetti coinvolti in ambiti pluridisciplinari che ruotano attorno ai temi dell'architettura e che ponga attenzione costante al dibattito pubblico come momento di confronto. Per fare ciò l'associazione intende promuovere incontri, formazione di laboratori, presentazione e divulgazione di proposte progettuali; nonché suggerire alle varie amministrazioni pubbliche nuove formule che consentano la partecipazione di tutti i professionisti ai processi di trasformazione fisica e di accrescimento culturale della città e del territorio, con il solo scopo di innescare un processo virtuoso per il rinnovamento costante della qualità professionale e, di conseguenza della qualità dei progetti e manufatti che costituiscono la più generale della forma urbana, sensibilizzando l'opinione
pubblica sulle complesse problematiche relative al territorio con appropriati mezzi di formazione e informazione".
