[FONT=comic sans ms]«Indagheremo su cause, un brutto segnale» [/SIZE]
L’animale arrivato nella baia di Marciana marina non ce l’ha fatta[/FONT] [/COLOR]
MARCIANA MARINA (Isola d’Elba) – I bambini delle elementari, zaino in spalle e quell’espressione indescrivibile di meraviglia negli occhi, hanno sperato sino all’ultimo. Hanno guardato la balenottera di poco più di quattro metri, probabilmente un cucciolo, che il mare cullava lentamente, l’hanno incitata, le hanno pure cantato cori come si fa allo stadio e hanno pregato che fosse ancora viva, magari addormentata da quella insolita ninna nanna del mare. Ma il miracolo, stavolta, non c’è stato. Il cetaceo, arrivato da chissà quale parte del mondo lungo il tragitto del Santuario dei cetacei la riserva di mare tra Toscana, Liguria e Francia, era morto da tempo.
NELLA BAIA – Nella baia di Cotone, un quartiere di Marciana Marina, all’Isola d’Elba, il cucciolo di balenottera è arrivato alle 5 del mattino, probabilmente già morto. Secondo gli esperti appartiene alla specie balaenoptera physalus, anche se la struttura e la conformazione del cranio potrebbero far pensare ad un esemplare della più rara balaenoptera acutorostrata, detta rostrata, che difficilmente visita i nostri mari. «Probabilmente quella della balenottera è una storia di selezione naturale – spiega Umberto Mazzantini, responsabile di Legambiente Arcipelago Toscano – perché il cetaceo non sembra ferito, anche se è molto smagrito, cosa strana per animali ricoperti da uno spesso strato di grasso».
INDAGINI – Qualcuno, sull’Isola, ha anche pensato ai test di una nave della Nato che si trova nell’area di mare dove la balenottera potrebbe essere morta. Qualche collegamento? L’ipotesi però non ha trovato per ora alcun riscontro. Una settimana fa, proprio davanti a Marciana Marina, i pescatori hanno invece avuto incontri molto ravvicinati con le balene e forse, l’animale che è arrivato nella baia di Cotone, è un cuccioli che si è perduto. Adesso sarà importante sapere quale è stata la causa della sua morte e che cosa abbia provocato il distacco dalla mamma. Lo accerteranno gli esperti dell’università di Siena e dell’Osservatorio dei cetacei della Regione Toscana. «La fine di questo cucciolo, destinato a diventare uno degli animali più grandi e longevi del mondo, è comunque un brutto segnale per la biodiversità del Santuario dei cetacei, una perdita di bellezza che ci rende tutti più poveri», commenta Mazzantini, mentre il mare continua a cullare la balenottera nella sua ultima e triste ninna nanna.
