Non sono Lanera e mi riferivo alle elezioni comunali, non alle prossime politiche del 25 alle quali probabilmente non parteciperò perché da vecchio elettore di sinistra non mi ritrovo nella gentaglia che al momento dovrebbe rappresentarci.
[IMGSX]https://www.camminando.org/FOTO_35/balena.JPG[/IMGSX]Nella giornata di ieri sono pervenute alla Sala Operativa della Capitaneria di Porto di Livorno numerose segnalazioni di cittadini e diportisti che avevano avvistato la carcassa di un grosso cetaceo (di circa 15 mt) alla deriva lungo la costa.
Il primo avvistamento era avvenuto il giorno prima da parte della nave MOBY VINCENT, in navigazione a circa otto miglia dall’imboccatura del porto di Livorno.
Il corpo dell’animale, che soprattutto per le dimensioni, appare essere riconducibile ad una balenottera comune (malgrado l’avanzato stato di decomposizione non ne agevoli il riconoscimento), è stato notato in mattinata in prossimità della costa all’altezza di un noto ristorante lungo il Romito e nel tardo pomeriggio a soli due-trecento metri da riva nella zona antistante il molo di Quercianella, mentre continuava ad essere trasportato dalle correnti verso sud.
La Sala Operativa della Capitaneria di Porto labronica ha quindi disposto l’uscita della motovedetta CP2089 e di un mezzo dei Vigili del Fuoco per cercare di recuperarla, ma intorno alle ore 19.30 la carcassa dell’animale si spiaggiava tra le località di Chioma e Quercianella.
Il personale della Guardia Costiera, presente anche da terra, unitamente ai subacquei dei Vigili del Fuoco hanno effettuato una prima ispezione dell’animale ma, visto il cattivo stato della carcassa, constatavano l’impossibilità di eseguire operazioni di traino via mare, anche a causa del buio ormai incombente.
Veniva pertanto deciso di sospendere le attività di recupero del corpo del grosso animale per riprenderle nella mattinata di oggi.
Stamane pertanto, a seguito di più approfondite concertazioni sul posto tra la Capitaneria di porto ed i Vigili del Fuoco, è stata trovata una soluzione tecnica che ha consentito il disincaglio della carcassa dagli scogli.
Complicate le operazioni dei Vigili del Fuoco e della Guardia Costiera che con non poche difficoltà ed elevata perizia marinaresca sono riusciti ad imbracare la carcassa allontanandola dagli scogli grazie anche all’impiego di un battello altamente performante.
Parallelamente erano in corso contatti con l’Ufficio Ambiente del Comune di Livorno per concertare le modalità di smaltimento e con gli enti di studio e di ricerca interessati (Osservatorio Toscano per la Biodiversità – ARPAT – THETIS – Università) per eventuali valutazioni di interesse scientifico e per approfondimenti sulle cause del decesso del grosso cetaceo.
A tal proposito il Comune di Livorno ha convocato un tavolo tecnico per domattina alle ore 08:30 in cui verranno decise le più corrette modalità di rimozione e smaltimento della carcassa.
Quando arrivò la notizia che nel carcere di Porto Azzurro era iniziata una rivolta il tempo sembrò fermarsi. La notizia percorse in fretta tutta la penisola e subito gli organi politici più importanti si mossero per cercare di risolvere al più presto una situazione che da un momento all’altro poteva finire in rovina. Anche la nostra piccola televisione anni dopo volle ripercorrere l e tappe con uno special e una intervista esclusiva all’alloraDirettore Del Carcere Cosimo Giordano
Per capire cosa era successo e quali furono i personaggi coinvolti nella rivolta di Porto Azzurro.
Lo riproponiamo oggi…Buona visione
http://Qw4voFNJ_D8
P.s.: un consiglio: rimani anonimo anche te nei prossimi post se devi scrivere queste str..te, fai più bella figura
Basta un piccolo avvenimento , che all’isola si torna a parlare dei disagi giovanili ….mi sento di scrivere la mia modesta opinione non certo come giornalista ( cosa che non sono) ma in qualità di moderatore di www.camminando.org,
Cari amici censori, buonisti e tutti gli altri a cui basta una piccola occasione per scagliarsi in giudizi ….. drastici o meno…
Sono della generazione non molto discosta da quella in cui si attribuiva a tutti gli educatori il massimo rispetto. Essi venivano considerati esperti a tutti gli effetti e nessuno si permetteva di interloquire col loro operato. Il rispetto andava anche e soprattutto ai maggiori d'età ed ai genitori che esercitavano sui più giovani una specie di tutela e si sentivano in dovere e diritto d'intervenire allorchè qualcuno si comportava male, con rimproveri, punizioni e all’occorrenza, con qualche scappellotto. Nessuno dei puniti si sarebbe mai sognato di riferire in casa di averle buscate, perchè significava confessare la malefatta. Con questo controllo oltre che genitoriale, ma della collettività sull'operato dei giovani, la nostra generazione è cresciuta nel rispetto degli altri e delle loro opinioni.
Oggi basta leggere cosa si dice sul blog sul ragazzino di Rio dei genitori, degli amici ecc. , tutto è diverso i tempi sono cambiati ed i figli moderni sono rappresentati, da bambini di 10-13 anni coll’ultimo modello di telefonino, e con la furia di entrare nel mondo dei grandi.. Una volta un figlio a 18 anni non doveva rincasare dopo la mezzanotte, oggi alle otto di mattina si vedono poveri zombie di 12-15 anni con gli occhiali da sole rincasare disfatti, una volta si fumava di nascosto, oggi a 13 anni le ragazzine fumano fuori l’ingresso della scuola, abbarbicate a strusciarsi senza pudore alcuno col boy di turno.
Questi atteggiamenti che alcuni credono e spacciano per disinibiti solo forme subdole di degrado e purtroppo molti genitori ne sono i consenzienti responsabili, genitori che per paura di sembrare all'antica svendono l’educazione, la coscienza civica e il rispetto alla modernità più volgare, non dite di no amici naviganti eccome se ci sono questi genitori che con il loro permissivismo incontrollato hanno trasformato la gioventù in una massa di cloni delle Spice Girl e di Ronaldo, bambine con l’ombelico di fuori a 10 anni e ragazzini con la testa rapata o con una “cresta” dipinta come avessero i pidocchi, che si pavoneggiano con birre ed alcool a gogò.
Un mio caro amico, ai tempi della scuola della G.D.F di Viale Manzoni a Portoferraio , mi confidò che educare alla vita militare una comunità di oltre 500 persone era una passeggiata al confronto dell'assalto quotidiano delle mamme infuriate per i presunti torti subiti dalle loro creature durante i corsi di istruzione.
Bene a questo punto cari amici Catoni e perbenisti, , per sdrammatizzare e riportare un po’ di buon senso voglio gettare una provocazione ….non pensate sarebbe opportuno infliggere, oltre ai figli maleducati, una solenne pubblica sculacciata anche ad alcuni naviganti che prima di giudicare se stessi sparano anonimamente parole grosse giudicando il prossimo …Torniamo a navigare e speriamo in un buon vento ….
Inutile parlare agli appecoronati, quando vi siete venduti per un piatto di lenticchie ,siete sempre servi di un nuovo padrone ,sempre secondi con altri .
Voi non siete comunisti siete solo dei venduti ,rappresentate solo la grassa borghesia che per soldi e potere disposta a svendere e subire ingerenze in europa.
Non è odio è consapevolezza .Fare la guerra alla francia …no ma nemmeno leccarli le scarpe.
Anonimo ,già che ci sei pulisciti le labbra sono sporche di ceretta da scarpe
Mercoledì 14 settembre alle ore 17 nel giardino dell'Open Air Museum Italo Bolano a San Martino – Portoferraio – l'Università del Tempo Libero organizza il primo incontro della stagione 2022-2023.
Il tema è insolito e coinvolgente: l 'archeologo Leonardo Giovanni Terreni parlerà su GIUSEPPE MAZZEI E LA RICERCA ARCHEOLOGICA.
La relazione di Terreni sarà preceduta da un'introduzione di Giampiero Palmieri su GIUSEPPE MAZZEI PITTORE ELBANO.
Giuseppe Mazzei era nato all’Elba nel 1867 ma si trasferì con la famiglia molto presto sul continente, pur mantenendo il suo legame con l’Isola durante i periodi di vacanza.
Le cronache narrano che nell’estate del 1880 durante un soggiorno a Poggio e una escursione nei boschi del Monte Capanne il giovane Giuseppe, già incline alla pittura, incontrò Telemaco Signorini il quale incoraggiò il padre ad avviare il figlio agli studi artistici il che avvenne e Giuseppe Mazzei si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Genova.
Si avviò così una fiorente carriera artistica sia come docente sia come pittore.
Importanti sono le sue opere che ritraggono l’Elba tra fine ‘800 e inizi ‘900 e sicuramente uno dei suoi più noti dipinti, ora alla Pinacoteca Foresiana, riproduce le Saline Elbane come si potevano vedere a quell’epoca e che si trovavano nell’attuale zona industriale ricca di supermercati che ne ricorda solo il nome.
Scritto da Fondazione Italo Bolano
Nelle foto: il quadro delle Saline elbane di Giusepe Mazzei alla Galleria Foresiana, Leonardo Terreni durante la conferenza al Museo del 2015
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Spero che possa rimetterli tutti in riga, spero poi che possa lottare contro la stagione di 4 mesi voluta dagli adulti. Poi vada a dare due bei calcioni alle amministrazioni che non programmano nulla per i giovani.
Visto che è così maschio alfa poi vada a menare pure i suoi coetanei che vendono alcool ai ragazzini!
Se vede delle situazioni del genere, che sono figlie del disagio, deve abbattersi contro quest'ultimo, perchè i bimbi sono solo il sintomo.
Poi oh, io glielo dico, se va a dirglielo in faccia ci sta pure che prenda due musate, che mi sembrano una buona prova empirica.