Tratto da www.tenews.it
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pubblicato il 10 Febbraio 2014
alle
17:29
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Attendi…
Una tragedia nazionale, una pagina di storia volutamente nascosta per decenni, e che ritengo ancora non adeguatamente commemorata.
Pasquale Granata
Porto Azzurro
La chiusura di tutte le scuole del Comune di Marciana per la giornata di martedi 11 febbraio 2014.
Suddivisione amministrativa
L'isola è divisa in otto Comuni, tutti afferenti alla Provincia di Livorno per un totale di circa 30.000 abitanti, che aumentano notevolmente durante l'estate.
Idrografia
Dai maggiori rilievi dell'isola scendono numerosi corsi d'acqua a regime torrentizio, i quali raramente superano i 3 km. Durante il periodo estivo, quando le precipitazioni si riducono al minimo, risulta frequente che quelli di minore lunghezza e portata si secchino, lasciando il letto asciutto. I più importanti, ordinati per lunghezza, sono:
• Fosso di San Francesco, 6,5 km;
• Fosso Barione, 5,1 km;
• Fosso di Redinoce, 2 km
Ai piedi del Monte Capanne, in una vallata presso il paese di Poggio, è presente una sorgente chiamata Fonte di Napoleone (un tempo Fonte dell'Acquaviva) che viene utilizzata dai cittadini e imbottigliata dalla fabbrica omonima con il logo del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.
Geologia
Il settore orientale dell'isola ospita giacimenti di ematite che rappresentarono una delle massime riserve di ferro del Mediterraneo antico. Contestualmente si ritrovano filoni di pirite, limonite, ilvaite (minerale che prende il nome da quello latino dell'isola, Ilva), malachite, cuprite, azzurrite, crisocolla, aragonite, eritrite, fluorite e quarzo prasio. Il settore occidentale, costituito dall'enorme cupola granodioritica del Monte Capanne, presenta importantissimi filoni pegmatitici (contenenti tormalina, berillo, granato, petalite, pollucite, heulandite) localizzati nel circondario di San Piero in Campo e Sant'Ilario in Campo, da cui provengono tra l'altro i cosiddetti Quattro Evangelisti. Su tutto il Massiccio del Capanne si trovano formazioni rocciose dette cote, tozze e pinzaloni, modellate da millenni di erosione idroeolica. A partire dal XIX secolo la geologia dell'Elba è stata analizzata da numerosi mineralogisti, tra cui Ottaviano Targioni Tozzetti, Raffaello Foresi, Luigi Celleri e Giovanni D'Achiardi
Clima
Il clima dell'isola presenta prevalentemente caratteristiche mediterranee, fatta eccezione per il Monte Capanne dove gli inverni tendono ad essere moderatamente freddi. Le precipitazioni sono concentrate nel periodo autunnale e risultano essere abbastanza contenute. Nella tabella sottostante sono riportati i valori medi che si registrano a Portoferraio. Forse è per questo che clima che siete nella maggior parte dei casi delle teste di cazzo . Ignorantoni, maleducati – sangue misto. e le peggiori offese che state pensando. Ambiente Il clima mediterraneo e l'insularità sono gli elementi principali che influenzano la flora dell'Elba. Della vegetazione originaria, composta un tempo da grandi foreste di leccio, sopravvivono oggi boschi cedui; notevole è la sporadica presenza della palma nana in alcune stazioni (Monte Grosso e Portoferraio). La complessa natura del territorio nelle varie altitudini ha favorito la presenza, nel circondario del Monte Capanne, di boschi di castagno documentati dal Medioevo, insieme alla presenza del tasso, dell'agrifoglio, dell'ontano nero, del pero corvino e del carpino nero. La formazione vegetale più diffusa è costituita dalla macchia mediterranea. Tra gli esemplari che caratterizzano la fauna dell'Elba, si annoverano specie quali il raro gabbiano corso, il venturone corso, il sordone, la raganella tirrenica, il discoglosso sardo e il geco tirrenico o tarantolino. I mammiferi terrestri sono quelli tipici dell'ambiente mediterraneo, come il riccio e la martora. Dopo l'estinzione del cinghiale maremmano avvenuta intorno al 1802, dal 1963 è stato introdotto, per scopi venatori, il cinghiale centroeuropeo, specie che si è riprodotta a dismisura causando seri danni all'ecosistema elbano. Altra immissione per scopi venatori, avvenuta nel 1976, è stata quella del muflone, anch'esso oggi in sovrannumero sul Massiccio del Monte Capanne. Tipici di quest'area montana sono i quartieri pastorali (caprili). L'isola era già abitata durante il Paleolitico, come dimostrano i ritrovamenti di strumenti litici (Lacona e Procchio). Il Neolitico è attestato da manufatti in pietra ed ossidiana (asce, punte di freccia e lame) rinvenuti sul Massiccio del Monte Capanne (Masso alla Guata, Masso dell'Aquila, Serraventosa, La Stretta, Piana di Moncione, Chiusa Borsella), Marciana Marina, Procchio, Lacona, Biodola, Portoferraio, Cavo, Rio nell'Elba. Notevoli tracce dell'Età del Rame e dell'Età del Bronzo sono state notate in vari settori dell'isola; di estremo interesse la Necropoli rupestre di Rio Marina, eneolitica, gli insediamenti protostorici del Monte Capanne e del settore orientale (Cima del Monte, Volterraio) ed i siti megalitici dei Sassi Ritti, delle Piane alla Sughera, di Monte Còcchero, Monte Giove, Masso dell'Aquila, Serraventosa, Pietra Murata e Cima del Monte. Secondo la tradizione letteraria, in epoca protostorica l'Elba era abitata dagli Ilvati, una popolazione appartenente all'etnia dei Liguri, come sembrerebbe attestato dai toponimi Borandasco, Soleasco e Marserasca con il tipico suffisso in «-asco»; da qui, secondo alcuni, il nome antico dell'isola: Ilva.
Ricchissima di giacimenti di ferro, l'isola d'Elba rese possibile il sorgere della civiltà etrusca, la quale costruì vari villaggi fortificati (Monte Castello, Castiglione di San Martino, Castiglione di Campo e Monte Fabbrello) con la Necropoli ellenistica di Capoliveri e la Necropoli di Casa del Duca. Nel 453 a.C. l'isola fu saccheggiata dalla flotta siracusana comandata da Apelles e Phayllos.
Successivamente, con il dominio di Roma, sull'isola furono edificate almeno tre ville marittime (Villa della Linguella, Villa delle Grotte e Villa di Capo Castello). Sempre all'età romana risalgono alcuni importanti relitti subacquei (Relitti di Sant'Andrea, Relitto del Nasuto, Relitto di Chiessi, Relitto di Procchio e Relitto di Punta Cera). Un'interessante traccia toponomastica d'età romana è costituita dalla località Remmiano presso Cavoli, che deriverebbe dal possedimento di un Remmius.
Dopo la caduta di Roma, l'Elba divenne territorio degli Ostrogoti e successivamente, nel 610, dei Longobardi; a questi ultimi si devono numerosi toponimi presenti ancora oggi sull'isola, come Gualdo (da wald, «bosco»), Cafaio (da gahagi, «recinto») e Catro (da kater, «cancello»). Contestualmente l'Elba divenne luogo di eremitaggio per i primi anacoreti cristiani, tra cui San Cerbone nel 575. Nell'874 l'isola fu pesantemente saccheggiata dai Saraceni, mentre nel 1003 e nel 1016 fu assalita da Mujāhid al-ʿĀmirī.
A partire dal primo millennio dopo Cristo, l'isola divenne parte del territorio della Repubblica di Pisa; furono edificate torri di avvistamento come la Torre di San Giovanni, il villaggio fortificato di Montemarsale e la Fortezza del Volterraio, situata su un'altura inaccessibile per trovare rifugio dalle scorrerie dei pirati; allo stesso periodo risalgono alcuni importanti edifici religiosi come la Pieve di San Lorenzo, la Pieve di San Giovanni e la Pieve di San Michele. Nel 1399 l'Elba passò sotto la signoria degli Appiano di Piombino. L'isola subì pesanti devastazioni da parte di corsari tunisini nel 1442, e successivamente per mano di Khayr al-Din nel 1534 e 1544 e di Dragut nel 1553 e 1555. Nel 1548 il granduca di Toscana Cosimo I fondò una città fortificata simbolicamente chiamata Cosmopoli (oggi Portoferraio), concepita come presidio militare con lo scopo di difendere le coste del Granducato e dell'Elba nonché come sede dei Cavalieri di Santo Stefano.
L'imperatore Napoleone Bonaparte fu esiliato all'Elba nel 1814 e vi rimase 10 mesi. A testimonianza della sua permanenza restano due belle ville ove soggiornò: Villa dei Mulini in posizione dominante a Portoferraio, e Villa San Martino residenza estiva del Còrso alla periferia della piccola capitale elbana; dal 23 agosto al 5 settembre 1814 Bonaparte soggiornò presso il Santuario della Madonna del Monte (Marciana). Le due guerre mondiali hanno visto morire centinaia di giovani elbani; e i due dopoguerra hanno visto emigrare migliaia di lavoratori elbani. Più recentemente, grazie al turismo internazionale, l'isola è diventata famosa (anche all'estero) per il suo vino, in particolare l'aleatico, dolce vino liquoroso da dessert che spesso accompagna il dolce tipico, la schiaccia briaca. Nel 2002 e nel 2011, alcuni Comuni dell'isola hanno subito catastrofi naturali di tipo alluvionale che hanno portato pesanti danni sui territori colpiti; l'ultimo di questi, verificatosi il 7 novembre del 2011, ha causato anche una vittima a Marina di Campo.
Cena di presentazione e raccolta fondi per l'Associazione Elbafortificata, il costo della cena sarà di 25€ di cui 20€ per la cena e 5€ andranno all'Associazione.
La cena si terrà domenica 16 Febbraio presso l'Enoteca delle Fortezze a Portoferraio.
Il menù sarà a base di carne e i vini saranno forniti dall'Azienda Agricola Terre del Granito.
Durante la serata si terranno alcuni interventi per presentare idee e progetti, ma soprattutto chi siamo.
Nel corso della serata verrà effettuato, per chi lo volesse, il tesseramento 2014 all'associazione, al costo di 10€.
LE PRENOTAZIONI VANNO EFFETTUATE ENTRO E NON OLTRE MERCOLEDI' 12 FEBBRAIO O ATTRAVERSO QUESTA PAGINA O INVIANDO UN SMS AL 3895076211.
SICURI CHE CHI "TRAMA" E' GRILLO???? O E' GRULLO???
CON IL SILENZIO IPOCRITA SEMPRE DEI POLITICI SOLITI NOTI, CHE MANGIANO E RUBANO NON MENO DEGLI ALTRI!!!!!!!!!!!!!!
10/02/2014
Venezia, imbrattato il monumento
in memoria dei martiri delle Foibe
Vernice rossa sulla statua nel giorno del ricordo. Il sindaco Orsoni: “Atti vili”
Il monumento in memoria dei Martiri delle Foibe imbrattato con il disegno della FALCE E IL MARTELLO.
ANNA MARTELLATO
“Deploro questo continuo accanimento contro il monumento ai Martiri delle Foibe a Marghera”. Falce e martello, spruzzati da ignoti vandali con vernice rossa nella notte sul monumento in memoria dei Martiri delle Foibe, posto nell’omonima piazza a Marghera, in provincia di Venezia. Come a sfregiare, marchiare, giustificare quello che è, a tutti gli effetti, un genocidio. Non è la prima volta: sin dalla sua prima posa, e sempre in occasione della ricorrenza, il monumento è stato oggetto di gesti vandalici.
Immediata la replica del sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, che definisce lo sfregio come con parole dure: “Sono atti vili, compiuti da soggetti ideologicamente ispirati da culture dell’intolleranza e del conflitto continuo verso chi è stato vittima di azioni barbare”.
Non c’è giustificazione a un massacro, che sempre deve (o dovrebbe) provocare in noi orrore e sgomento, senza diventare miccia o pretesto di polemica politica. Dopo il giorno della Memoria, che ha ricordato le vittime dei campi di concentramento nazisti, oggi è il giorno del Ricordo: per non dimenticare, e per continuare portare alla luce la verità dell’eccidio delle Foibe. Migliaia di uomini, donne, bambini e anziani della popolazione giuliano-dalmata vennero gettati senza pietà negli inghiottitoi carsici, alla fine della Seconda Guerra Mondiale. “Le vittime di quella tragedia non vanno solo ricordate – ha aggiunto Orsoni -, ma rispettate e onorate da tutti coloro che hanno un briciolo di umanità”.
(il sindaco deplora ma quattro telecamere per metterli in galera, nooo???
Non solo Venezia. Anche a Roma il monumento in ricordo delle vittime delle foibe, situato all’altezza della metro Laurentina, è stato imbrattato con vernice bianca. Sul posto, volantini dal titolo `No alla Giornata del ricordo revisionista´.
Quattrocchi
VISTO l'avviso di criticità – ELEVATA ALLERTA – pervenuto dalla sede operativa della Protezione Civile della Provincia di Livorno il 9 Febbraio 2014 ALLE ORE 15.30 e i successivi aggiornamenti del giorno 10 febbraio ore 14.00 che convalidano ,fino alle ore 18.00 di Martedì , lo stato di criticità elevato sul l’Isola d’Elba.
di conseguenza si conferma la sospensione delle attività educative e didattiche di tutti i servizi educativi, le scuole e gli Istituti scolastici di ogni ordine e grado, pubblici e privati dell’Elba Occidentale sino a martedì 12 Novembre compreso, salvo revoca del presente provvedimento;
DISPONGONO che i Dirigenti degli Istituti Comprensivi, i Dirigenti degli istituti delle scuole superiori e tutti gli altri Gestori di servizi educativi e scolastici curino la comunicazione ai genitori degli alunni e i bambini frequentanti le classi delle scuole e dei servizi di riferimento.
Dalla Sede dell’intercomunale di Protezione Civile, lì 10 Febbraio 2014
Vanno Segnini Sindaco
Anna Bulgaresi Sindaco
Andrea Ciumei Sindaco
"Con il 10 febbraio in Italia si celebra la “Giornata del Ricordo”, un giorno dedicato alla memoria delle oltre 15.000 vittime delle foibe e dell’esodo di 350.000 Italiani costretti a fuggire dall’ Istria, dalla Dalmazia, e dalla città di Fiume a causa dei tragici eventi storico politici della seconda Guerra Mondiale. Poco si sapeva fino a pochi anni fa della drammatica vicenda delle foibe, di cosa fossero e quali atrocità vi fossero state compiute.
Un genocidio, che coinvolse migliaia di persone senza distinzioni politiche, razziali e sociali o di sesso ed età, fu condotto dall’allora maresciallo Tito e dalle sue truppe jugoslave. Uomini, donne, bambini furono gettati vivi nelle cavità carsiche e qui morirono senza un perché. Si salvò solo chi riuscì a fuggire. Con legge 30 marzo 2004, n° 92 il Governo Italiano ha sancito l’“Istituzione del “Giorno del Ricordo” in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e per la concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati”. ‘ Dobbiamo ricordare, la storia ce lo impone. Il 27 gennaio di ogni anno si celebra il giorno della memoria, per non dimenticare la strage del popolo ebraico, avvenuta proprio durante la seconda guerra mondiale. Oggi, 10 febbraio ricordiamo un altro genocidio, altrettanto feroce, altrettanto crudele che ci ha segnato profondamente come popolo, come Nazione. Un evento che sottolinea ancora una volta quante atrocità furono compiute con il secondo conflitto mondiale e che l’uomo tanto ha fatto e tanto ha subito, ma deve e può imparare dai suoi errori. Ecco perché voglio citare le parole del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi che nello spiegare il significato del giorno del ricordo così si pronunciò nel 2006 “"L'Italia non può e non vuole dimenticare: non perché ci anima il risentimento, ma perché vogliamo che le tragedie del passato non si ripetano in futuro".
Il sindaco del Comune di Campo nell'Elba
Vanno Segnini"
OGGETTO: Proseguimento chiusura scuole per allerta meteo.
Alla Dirigente Scolastica
I.C. “G. Carducci” – 57036 PORTO AZZURRO
Ai Gestori delle Scuole Paritarie – LL.SS.
• Signor Prefetto di Livorno,
Servizio Protezione Civile della Provincia di Livorno
Comando-Stazione dei Carabinieri di Porto Azzurro
• Comando-Stazione dei Carabinieri di Rio Marina
Stante il perdurare dello stato di allerta diramato ieri dal dall’Ufficio della Protezione Civile della Provincia di Livorno e richiamando le proprie ordinanze emesse in data 09.02.2014 con le quali veniva disposta la chiusura delle scuole, i Sindaci dei Comuni di Porto Azzurro, Rio Marina e Rio nell’Elba dispongono il
PROSEGUIMENTO DELLA CHIUSURA DELLE SCUOLE
DELL’INFANZIA, PRIMARIA E SECONDARIA DI 1^ GRADO
PER MARTEDI’ 11 FEBBRAIO 2014
Si prega di dare la massima diffusione del presente provvedimento.
Ufficio G.A. Servizi Scolastici
Gestione Associata Servizi Scolastici presso COMUNE DI RIO MARINA – tel. 342 6982890 – 0565 925526 / fax 0565 925536 / [EMAIL]a.tonietti@comuneriomarina.li.it[/EMAIL]
Porfirio Rubi