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CENTRO STORICO [/SIZE] [/COLOR]
E’ ormai anacronistico riparlare del “ Centro Storico” della nostra Portoferraio. Tanto si è detto e scritto. Io stesso, che vi ho svolto la mia attività per ben 39 anni, non sono venuto meno, ripetutamente, a questo sentire. Chi lo desiderasse potrà trovare on line i miei vecchi scritti. Ritengo perciò superfluo ripetere qui i tanti servizi che varie amministrazioni recenti e passate hanno sottratto e trasferito a danno del nucleo centrale del Paese. Così come ritengo inutile ripetere che niente, dico niente è stato fatto per compensare le tante perdite. Non è esagerato parlare della mancanza di centinaia e centinaia di presenze giornaliere. Il tutto attuato nella folle ricerca di un “Centro Storico” quale oasi di pace privo di parcheggi e di traffico veicolare, senza tenere in alcun conto lo svilimento del patrimonio tradizionale e storico del Paese, nonché la vivibilità nello stesso. Tutto discutibile, se la fantasia dei tanti amministratori avesse partorito soluzioni alternative. Più e più volte sono stati fatti studi sulla viabilità, cambiando ogni anno il senso di marcia e spendendo inutilmente tanto denaro pubblico. La prova è che il problema di quaranta anni fa è ancora attuale, anzi peggio, perché sono aumentate le necessità di una vita dignitosa. Allora da dove origina il disagio del Centro Storico? Dalla mancanza di parcheggi capienti appena fuori del Centro, tanto da consentire un agevole e immediato accesso anche e sopratutto pedonale. Evidentemente è stato difficile, politicamente non conveniente fare progetti a lunga scadenza ma risolutivi, che altri avrebbero realizzato e preso il merito . E arriviamo ad oggi, pochissime possibilità di sosta e viabilità nel caos. Si pensi alle labirintiche gimcane nelle viuzze del paese quando, entrando in auto, senza poter parcheggiare, si finisce inevitabilmente nel punto di partenza. Il nucleo storico non offre alcun interesse, in particolare per noi portoferraiesi, salvo eccezioni. Per quale particolarissima necessità da Bagnaia o dalla Biodola dovremmo entrare dentro le mura? Le Fortezze, il Centro Culturale, la Torre di Passanante, le Chiese e Mostre varie, anche le poche belle barche nella Calata sono per turisti e per un mese o due l’anno, ma il paese muore (Mortoferraio) perché vi mancano i portoferraiesi. E conseguentemente chiudono i negozi, che dovrebbero invece stare aperti tutto l’anno proprio per l’assenza dei residenti. Perciò guai se pensassimo che la crisi, che purtroppo c’è, fosse l’unica causa della chiusura di tante attività.
Un serio, attento esame è sempre mancato, ha prevalso invece la presunzione di competenza, spesso esercitata da chi mancava di ogni strumento di conoscenza del problema e da chi poteva vivere d’altro. E’ da contestare, almeno per ciò che mi riguarda, l’affermazione del Sindaco Peria, quando scrive che i negozi chiuderebbero per le richieste esose dei proprietari dei fondi. Addebito invece al Comune che, prima ancora di scaricare responsabilità a coloro che stanno subendo danni, di non avere promosso un incontro con i Locatori dei fondi, non avere ascoltato da loro i motivi, non avere cercato insieme soluzioni, ove possibile. Ancor di più avrebbe potuto fare questa Amministrazione, responsabile di cecità, per non avere promosso iniziative atte ad incentivare aperture di nuove Attività in Centro, offrendo agevolazioni o esenzioni per periodi stabiliti. Non è stato detto che questa Amministrazione lascia alla subentrante un cospicuo tesoro?. Perché non investirlo e tentare di sanare una situazione che definirei veramente preoccupante? Mi è stato insegnato che è doveroso interessarsi delle cose, (pubbliche in questo caso) indipendentemente dai risultati.
Sergio Bicecci 27 marzo 2014