Le regole o sono regole altrimenti …il risultato è sotto l'occhio di tutti!
PALLE PIENE
PALLE PIENE
di Alessandra Ribaldone
Pubblico delle “grandi occasioni” quello accorso lunedì sera nel romantico chiostro De Laugier per ascoltare Italo Bolano che, per la prima volta, ha raccontato la sua incredibile vita di artista, divulgatore di storia dell’arte nei suoi 40 anni di insegnamento a oltre 9000 allievi e di “operatore del turismo culturale” sull’Isola fin dal 1964.
Si festeggiava infatti il primo cinquantennale dell’Interntional Art Center, sodalizio artistico nato nelle cantine di un vecchio cascinale quasi in rovina, nel podere abbandonato dal padre per la crisi dell’agricoltura, nel 1964 e nel quale si sono realizzate oltre 350 manifestazioni culturali fino ad oggi.
E questo glorioso compleanno il Comune di Portoferraio, nella persona del Sindaco Mario Ferrari e dell’Assessore alla Cultura Roberto Marini, hanno voluto festeggiare con la consegna di una targa ricordo nella mani di Italo Bolano. Ma ancor più gradite sono state le parole del Sindaco che ha partecipato ai presenti la volontà dell’Amministrazione di utilizzare le molte idee di arredamento urbano con l’arte che l’artista ha prodotto negli anni per “dare a questa città un po’ spenta un nuovo smalto”.
L’artista, visibilmente commosso, ha quindi esposto molto semplicemente la sua vita e quella della sua “creatura” che si sono intrecciate negli anni nella verde vallata di San Martino, in quel podere che Italo ha fatto rifiorire e ha trasformato in quello che oggi è il Museo Open Air che fa parte dei Sentieri dell’arte della Regione e dove vi sono 30 monumenti che come totem vivono in perfetta armonia con tipiche piante mediterranee in un’atmosfera arcade, fuori del tempo.
Altri trenta monumenti del maestro elbano sono sparsi per tutta l’Isola, un Museo Diffuso sparso negli 8 comuni a decorare con l’arte l’Elba, seconda all’Isola di Lanzarote, nelle Canarie, che l’artista César Manrique ha trasformato da isola vulcanica e contadina in una turistica tanto frequentata oggi.
Bolano ha raccontato come la sua pittura sia passata dall’espressionismo figurativo all’espressionismo astratto.
E’ una pittura che ha riferimenti all’Action Painting americana alla quale l’uomo dette vita dopo la guerra ormai disorientato dopo le bombe atomiche.
Dalla prima mostra, organizzata dal prof. Alfonso Preziosi all’età di 14 anni quando Bolano dipingeva pescatori e minatori, l’artista ha illustrato i suoi 4 cicli pittorici nei quali il Cristo appare per esprimere il suo dolore e il dolore stesso dell’artista con 16 grandi tele che formano il Museo di Arte Sacra di Marina di Campo.
Il ciclo di Napoleone, nel quale Bolano esprime sé steso attraverso il romanticismo drammatico di entrambi, in una mostra che, nel 2002 gli organizzò la Regione a Waterloo, poi divenuta itinerante ed esposta tutt’ora a Marina di Campo.
Il ciclo dedicato a Mario Luzi, amico e padre spirituale di Italo, che ha dipinto le sue poesie ermetiche che sono vicine alla sua pittura esistenziale, fino all’ultimo ciclo, dedicato alla donna Isola che rappresenta due amori insieme, quello della sua isola e quello dalla donna che appare spesso come una “madre cosmica”.
L’artista ha mostrato anche la parte più intima del suo pensiero attraverso tre suoi scritti, mirabilmente interpretati dall’Attore Marco Manca che in fine ha letto l’ultima prefazione scritta dall’amico di una vita e biografo di Bolano, recentemente scomparso, Franco Riccomini, al quale Bolano ha tributato un sentito ricordo.
A conclusione della serata l’Assessore alla Cultura e Turismo Marini ha fatto due annunci a sorpresa: che il Comune acquisirà il monumento a Napoleone, da tempo realizzato da Bolano in acciaio e vetro Dallas, per collocarlo sul porto e che, proprio come aveva auspicato l’artista fin dal 2002, il Comune di Portoferraio ha chiesto al Comune di Waterloo di stringere un gemellaggio per il prossimo anno.
Meglio non si poteva quindi concludere questa serata. Buon compleanno, quindi, Art Center, e sempre avanti Italo Bolano, verso obiettivi sempre più alti, nel nome dell’Arte e della riqualificazione della nostra bellissima Isola.
Alessandra Ribaldone
"Se una sera a cena al ristorante o casa di amici, bevi un bicchiere di vino o di birra, meglio se è un’ammazza caffè e al ritorno a casa, ti fermano e ti fanno soffiare nel famoso palloncino è come se avessero catturato il più grande delinquente Italiano. Ti confiscano la macchina (ovvero non è più tua), ti fanno una multa che forse non basta uno stipendio per pagarla, si pigliano la patente e dopo qualche anno, per riaverla devi far servizio presso i servizi sociali e sottoporti a sedute dallo psicologo.
Intorno ai Supermercati, c’è il più grosso spaccio di droga e nessuno vede niente, spesso viene proposto non solo merce contraffatta ma anche rubata, in particolare biciclette e tutto fila liscio, ma che venga esposto un campionario di pugnali, coltelli a serramanico, ovvero un bell’assortimento di armi bianche, no, questo non è possibile. E’ questa la prevenzione contro il crimine e la difesa dei cittadini? Io credo di NO, spero che qualche addetto rifletta e intervenga."
Forasacco
Negli ultimi giorni sono stati anche avvistati delle persone che giravano nella periferia di Marina di Campo con cestini raccogliendo frutta che trovavano nelle proprieta' private senza chiedere il permesso al poprietario. Questo succede ogni anno in questo periodo. Se uno coltiva frutta o verdura per mangarla e ci mette anche tanto tempo magari anche per risparmiare soldi visto che c'e' la crisi, non e' giusto che altri ne approfittano e magari poi quello che ha fatto tutto il lavoro alla fine si deve comprare la roba al (super)mercato.
"Grande spettacolo questa sera, mercoledì 20 agosto, a Capoliveri con MTLive e il suo “Zircus”: un viaggio fra musica e trasformismo che sa coinvolgere ogni genere di pubblico.
Grazie all’eclettico Michele Tomatis piazza Matteotti ospiterà una performance unica nel suo genere con un mix di musica, videoproiezioni, rapidi cambi di costume, capace di conquistare tutti.
Lo show è fatto di magia teatrale, colpi di scena e scenografie uniche, il tutto proposto con un repertorio musicale cover scelto fra le hit degli ultimi quarant’anni.
Lo spettacolo che sarà in scena questa sera sul palco naturale della piazza di Capoliveri ha riscosso un enorme successo nei più importanti teatri italiani ed esteri ed è stato accolto con grande favore in tantissime piazze d’Italia.
Una performance originale in continuo divenire che riesce a coinvolgere costantemente lo spettatore.
Con “Zircus”, uno degli show più entusiasmanti di Michele Tomatis, sogno e realtà si mescolano in una storia magica d’altri tempi. Lo spettacolo è un racconto fantastico: Zenta, il mago, personaggio gentile, di buoni sentimenti e di spirito romantico conduce una vita all’insegna della solitudine, recluso nel suo circo dismesso (da qui “ZIRCUS”) fino a quando un giorno non viene scovato da un ragazzo curioso. Al ragazzo il mago mostrerà la sua creazione più perfetta: un vecchio baule pieno di vecchi stracci che apparentemente non sembrano avere nessun valore ma che, se indossati, rivelano un circo fatto non di animali o persone, ma di strani personaggi….
Lo spettacolo avrà inizio alle ore 22.
"C’è attesa per l’appuntamento di domani sera giovedì 21 agosto a Capoliveri, per la cerimonia ufficiale di conferimento della cittadinanza onoraria ai professori Pietro e Filippo Randelli.
L’evento, che vedrà la partecipazione di tutta la famiglia Randelli e dell’amministrazione comunale di Capoliveri, sarà ripreso dalle telecamere di Teleelba e avrà inizio alle ore 22 nella location del Teatro Flamingo.
Un filmato inedito che racconta Capoliveri e i suoi molteplici cambiamenti negli ultimi 50 anni di vita della comunità sarà trasmesso nel corso della cerimonia ufficiale.
La decisione di conferire la cittadinanza onoraria ai prof. Pietro e Filippo Randelli è stata adottata con la delibera n. 19 del 7 aprile scorso dal Consiglio Comunale che si è espresso all’unanimità.
Un gesto simbolico, con il quale Capoliveri e l’Isola d’Elba vogliono dire il proprio grazie a chi instancabilmente ha offerto e offre il proprio contributo, il proprio sapere scientifico per gli altri, dimostrando un grande senso di umanità ed un alto senso civico.
Pietro e Filippo Randelli medici specializzati in ortopedia e traumatologia, seguendo le orme del padre Gianni, hanno maturato un’altissima esperienza in Italia e all’estero nei settori ortopedico e traumatologico entrando a far parte di prestigiose società scientifiche e pubblicando per numerose riviste del settore nazionali ed estere. Entrambi sono anche docenti presso l’Università degli Studi di Milano.
Il prof. Pietro Randelli è Responsabile dell’Unità Operativa di Artroscopia della spalla e chirurgia mininvasiva dell’Istituto policlinico San Donato IRCSS di San Donato Milanese.
Il prof. Filippo Randelli è responsabile del centro di chirurgia mininvasiva ed artroscopica dell’Anca presso l’IRCSS di San Donato Milanese.
Al loro fianco il padre, il prof. Gianni Randelli al quale l’amministrazione comunale di Capoliveri con il sindaco Vinicio Della Lucia già nel luglio del 1986 con delibera n. 80 conferì la cittadinanza onoraria e che il 21 agosto al Flamingo onorerà della sua presenza, con gli altri membri della famiglia, il teatro di Capoliveri".
Quello mostrato dal Nurra è un patetico ritorno al teatrino del poggio contro la piana degli antichi politicotti di comune.
Ma si guardi a quello che serve.
Ma si pensi ad agire.
Ma si lavori perfavore!
Interverranno:
Alessandro Allori (autore);
Alessandro Pastorelli (architetto);
Paolo Chillè (giornalista);
Napoleone (imperatore).
Il romanzo ruota attorno alla domanda 'cosa fareste voi se la persona che odiate di più al mondo diventasse vostro vicino di casa?
Il contadino Ubaldo Delle Fave se fosse ancora vivo ve lo saprebbe senz'altro dire. Uomo della terra,dal temperamento fiero e ribelle, nell'anno in cui l'Isola D'Elba venne annessa alla Francia (1802) abitava con la famiglia nella valle di San Martino. Ne aveva proprio tanti Ubaldo di motivi per avercela con i francesi, ma soprattutto con il loro sovrano. Si, proprio quel Napoleone Bonaparte che considerava a buon ragione come il primo responsabile della partenza dei suoi due primogeniti per la guerra contro la Russia, lo stesso a cui le potenze europee nel 1814 diedero agli elbani come sovrano e che li fece sentire per dieci mesi scarsi, “tutti tranne me” avrebbe sottolineato polemico Ubaldo, più galletti degli stessi francesi ma che poi di punto in bianco se ne andò via lasciando qualche strada rifatta e poco più. Tutto si sarebbe aspettato Ubaldo nella vita meno di veder approdare nella propria terra il suo grande nemico e per pura coincidenza del destino ritrovarselo a pochi decine metri da casa sua, in quella valle di San Martino dove il grande corso decise di costruirvi la propria residenza di campagna.
Info: ilvicinodinapoleone.wordpress.com
[EMAIL]info@lgeditore.com[/EMAIL]
Domanda(1)- In quel caso il turista per non rischiare la multa, cosa deve fare, deve essere indirizzato ancora sulla strada di ritorno, o proviamo ad essere un po più tolleranti?
Domanda(2)- Quando invece lo stesso turista, si reca in una delle tante spiagge del nostro territorio, molte sprovviste di parcheggi o quando presenti spesso insufficienti, cosa devono fare, andare via, o proviamo anche in questo caso ad essere ancora tolleranti?
Risposta(1)- Per quanto riguarda la piazza, credo che tutti siano d'accordo a far rispettare le regole agli automobilisti.
In relazione all'articolo sulla cosiddetta zecca di Marciana scritto da 'Marciana aurea' e firmato da Luciano Giorni, l'Associazione culturale “Ilva-Isola d'Elba” sottolinea quanto segue:
•il riferimento della “grotta sotterranea” agli Etruschi e all'uso sepolcrale è assai di più di una semplice ipotesi; al contrario desta profonde perplessità il fatto che si continui a presentarla come zecca;
•l'attribuzione culturale e cronologica dell'ipogeo marcianese scavato nel granito è stata discussa e approfondita in seno alla nostra Associazione, in modo pluridisciplinare, da una serie di specialisti (archeologi, geologi, architetti,archivisti); la conclusione, di natura logica oltre che scientifica, è che il predetto ipogeo si qualifica chiaramente come un eccezionale monumento sotterraneo di epoca etrusco-ellenistica scavato nel granito; al riguardo si invita 'Marciana aurea', la quale ha l'incarico di illustrarne correttamente la storia al pubblico, a leggere con attenzione lo studio rigoroso comparso nel volume di recente pubblicazione (si veda M. Zecchini, “Elba isola, olim Ilva. Frammenti di storia”, 2014, pagine 79-103);
•a proposito del molto ipotetico utilizzo della “grotta sotterranea” come zecca, 'Marciana aurea' afferma di possedere per gli appassionati “una ricca documentazione” … a garanzia di quanto esposto”; all'Associazione “Ilva-Isola d'Elba” risulta invece che gli indizi di uso dell'ipogeo come zecca siano molto parchi: l'unico documento, peraltro abbastanza tardo (cfr. G. Zanetti, Nuova raccolta delle monete e zecche d'Italia, 1775), non indica affatto che la coniazione sia avvenuta nell'ipogeo, ma solo “in una stanza di ragione della Casa Bernotti”;
•poiché non si finisce mai di imparare, l'Associazione “Ilva-Isola d'Elba” sarebbe grata a “Marciana aurea” se volesse rendere pubblici i documenti (evidentemente ineccepibili ma a noi ignoti) dalla medesima citati “a garanzia di quanto esposto”.
Annotazione a margine: negare l'evidenza della tomba etrusca scavata nel granito significa privare Marciana delle proprie origini.
Prof. Arch. Giuseppe Centauro
Presidente Associazione “Ilva-Isola d'Elba”