In merito all'articolo Capoliveri tra le “grandi” del turismo nazionale. Soddisfazione del Comune: un successo di tutti apparso su stampa locale.
Fa piacere rilevare che Capoliveri sia individuato da una società di ricerca privata (Sociometrica) al 45° posto nella classifica dei comuni ove si produce il maggiore valore aggiunto. Tuttavia, per valorizzare il dato non ci si può limitare a far risaltare la posizione in classifica.
Infatti, come è specificato nel rapporto, la classifica è frutto di un calcolo dal quale deriva: “il valore aggiunto attraverso le seguenti variabili: a) tutte le informazioni di carattere turistico, ad esempio gli arrivi e le presenze per comune, la consistenza dell’offerta turistica, sia alberghiera che extra-alberghiera; b) una stima delle presenze turistiche non ufficiali; c) alcune statistiche di base, come la popolazione e la tipologia turistica del comune; d) alcune informazioni di carattere economico pro-capite, come il numero dei contribuenti, il numero dei contribuenti con un reddito pari o superiore a 55 mila euro; e) le statistiche economiche sulle unità locali (imprese) su base sempre comunicale”.
Cioè, lo studio prende in esame più dati e, non essendo specificato il loro “peso” nella determinazione del valore finale, fare riferimento al solo valore finale può essere riduttivo, una informazione incompleta. Perché una cosa è il rilevante peso della consistenza turistica alberghiera o extra alberghiera, altra cosa è il peso preponderante delle presenze turistiche non ufficiali: Perché una cosa è l’occupazione generata nella “consistenza turistica alberghiera o extra alberghiera, altra è quella delle presenze turistiche non ufficiali. Perché ad esempio andrebbe capito come viene determinato il peso del numero dei contribuenti con un reddito pari o superiore a 55 mila euro, una cosa è sulla base del rapporto popolazione con reddito superiore a 55 mila euro su popolazione residente e quindi è un valore tanto più alto quanto più la popolazione residente è minore e l’economia locale è meno diversificata?
Insomma è un bel risultato ma non occorre l’incenso, occorre capire il fenomeno per meglio governarlo in favore della società nel suo complesso, anche, introduco un elemento di valutazione aggiuntivo, in questi calcoli è stato inserito il costo ambientale (ad esempio consumo di suolo, capacità di riciclo dei rifiuti, etc) di questo risultato?