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Proviamo a rinviarlo:
[URL]https://secure.avaaz.org/it/petition/Presidente_della_Regione_Toscana_Enrico_Rossi_Gli_elbani_devono_poter_usufruire_di_collegamenti_marittimi_continuativi/?nFepPib[/URL]
Altrimenti potete provare qui:
[URL]http://www.elbareport.it/politica-istituzioni/item/13571-per-gestire-meglio-gli-scali-marittimi-facciamo-spazio-alla-concorrenza-lettera-petizione-al-presidente-rossi[/URL]
grazie
comitato 3 novembre
La tomba di Marciana non è una zecca ma qualcosa di enormemente più importante, costituita com’è da un ipogeo protostorico interamente scavato nel granito, tanto da rappresentare nel suo genere un unicum di straordinaria rilevanza documentale per i possibili risvolti archeologici ed urbanistici riferiti alla nascita stessa dell’insediamento marcianese. A questo risultato siamo giunti ancor più convintamente dopo le conferme e le affermazioni della Soprintendenza territorialmente competente. Infatti, la nota inviata dall’Ente alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e del Paesaggio non lascia spazio ad interpretazioni diverse, chiudendo così la lunga querelle che da oltre cinque mesi accompagna le cronache elbane. Questa argomentata dichiarazione è un atto pubblico di precipuo valore ed è tale da non potersi considerare priva di conseguenze dal momento che, dopo tale pronunciamento, s’intende da parte delle autorità di tutela procedere ad un complessivo riconoscimento della tomba e del complesso architettonico che la ospita “nella certezza – come affermato – di trovarsi di fronte ad un bene culturale di indubbio interesse storico architettonico”.
L’Associazione Ilva si è fatta promotrice in questi mesi di un’azione di sensibilizzazione, di collaborazione fattasi poi di contrasto nei confronti di un atteggiamento sempre più ostico e riluttante, di palese riduzionismo da parte degli stessi ideatori del museo della zecca e dello stesso Consiglio Comunale di Marciana, ricordando che nella deliberazione si bandiva qualsiasi intromissione da parte di studiosi esterni, non esitando persino a gettare ombre sulla neonata associazione. Chiosiamo adesso questo brutto episodio dicendo che questo atteggiamento è stato pernicioso perché dietro la zecca è stata montata un’inutile diatriba sulla veridicità storica del sito, a discapito proprio degli interessi culturali che si sarebbero dovuti difendere. Si è generata una situazione che ha portato in secondo piano le necessità, da noi più volte denunciate, di porre severe misure di protezione e di monitoraggio microclimatico nella fruizione pubblica di un ambiente chiuso, saturo dì umidità, come quello dell’ipogeo che, dopo l’apertura al pubblico dei locali nei mesi estivi, aveva portato in breve tempo alla progressiva disgregazione delle superfici parietali, procurando danni gravissimi alla natura costruttiva e alle incisioni rupestri dell’antichissimo sepolcro tricamerale.
Oggi, prendendo atto dei risultati dell’istruttoria ministeriale, ripetiamo con ancora più forza che urgono urgenti provvedimenti di messa in sicurezza ambientale per non perdere definitivamente questa testimonianza di incommensurabile valore. A tal fine comunichiamo che l’Associazione Ilva intende mettere in atto con tutte le proprie forze azioni di supporto alla conservazione del bene nella speranza che, dismesse le polemiche, si possa contribuire tutti insieme a sostenere le ragioni della conoscenza e della salvaguardia.
Prof. Giuseppe Centauro (Presidente dell’Associazione “Ilva – Isola d’Elba”)
Il link dove sottoscrivere:
[URL]https://secure.avaaz.org/it/petition/Presidente_della_Regione_Toscana_Enrico_Rossi_Gli_elbani_devono_poter_usufruire_di_collegamenti_marittimi_continuativi/?nFepPib[/URL]
Il testo da leggere prima di sottoscrivere:
Presidente Rossi, fra la fine del 2009 e l’inizio del 2010 la Regione da Lei presieduta decise di privatizzare la Toscana Regionale Marittima, TOREMAR in breve, appena ricevuta in proprietà dalla società statale Tirrenia. La Toremar, per quanto sappiamo, risultava una delle poche compagnie del gruppo Tirrenia le cui attività superavano le passività, nonostante una gestione estremamente opaca e inefficiente. Con una scelta discutibile, anziché risanarla e metterla a frutto quale bene comune la Regione decise di vendere la Compagnia e affidare il collegamento fra le isole dell’Arcipelago e la Toscana continentale al nuovo acquirente.
Il 5 maggio del 2011 Moby Lines, fino ad allora principale se non unico concorrente di Toremar, si aggiudicò, essendo praticamente la sola Compagnia partecipante ad avere i requisiti richiesti, la gara per l’acquisizione della stessa Toremar. Il prezzo pagato fu di 10 milioni e 258 mila euro, circa il 6,5 % del valore (160 milioni) del contratto di appalto che contestualmente venne affidato a Toremar (da quel momento proprietà Moby Lines) per i servizi di continuità territoriale svolti fra la Toscana e le isole dell’arcipelago.
Lo stato dell’arte attuale, determinato appunto dalle decisioni dell’Amministrazione da lei presieduta, si concretizza, per quanto riguarda l’isola d’Elba, in un monopolio assoluto (100%) dei trasporti marittimi sia di passeggeri che di merci nel periodo invernale (da ottobre ad aprile) detenuto dalle società Toremar e Moby Lines, entrambe appartenenti al gruppo facente capo alla famiglia Onorato e in una, a dir poco, pesantissima posizione dominante nel periodo estivo (oltre il 70% delle corse) da parte delle stesse Società.
Recentemente la compagnia Blu Navy, operante sulla tratta Piombino Portoferraio nel periodo estivo con tariffe largamente concorrenziali rispetto al gruppo Moby/Toremar e dunque utili a favorire sia la mobilità dei residenti che i flussi turistici sempre più asfittici almeno nella media e bassa stagione, ha chiesto di poter raddoppiare le corse nel periodo estivo impegnandosi contestualmente ad estendere il servizio nell’arco dell’intero anno solare.
Alla richiesta l’Autorità Portuale di Piombino e dell’Elba, commissariata fra l’altro da diversi mesi, ha risposto picche sostenendo l’impossibilità di concedere nuovi slot nel periodo estivo per motivi di sicurezza derivanti dalla densità degli ormeggi già assegnati, mettendo così la parola fine a qualsiasi ipotesi, anche minima, di libera concorrenza. Sindaci e forze politiche dell’isola hanno, dal canto loro, dato il via al consueto rimpallo di responsabilità evitando di prendere posizioni chiare sulla questione.
E’ innegabile tuttavia che la responsabilità primaria della situazione, conseguenza diretta della improvvida e pasticciata privatizzazione di Toremar, appartiene alla Regione che lei presiede. Rimediare a tale stortura è oramai urgente e indifferibile. La Regione, allo scopo di realizzare una effettiva continuità territoriale nell’arco delle 24 ore giornaliere può pretendere che il concessionario Toremar sposti alcune sue corse nelle ore notturne, liberando così gli slot diurni necessari a ristabilire una condizione minima di libera concorrenza.
Tale opzione andrebbe a soddisfare da un lato la necessità degli utenti elbani e del turismo in generale di usufruire di un collegamento continuativo con la terraferma, dall’altro la richiesta di altre compagnie (attualmente Blu Navy) di disporre di un maggior numero di slot diurni nel periodo estivo vincolandosi a mantenere il servizio, sebbene con un numero minore di corse come del resto succede per Moby/Toremar, anche nel periodo invernale.
In attesa di una sua sollecita risposta,
cordiali saluti
Comitato 3 Novembre
Anty
Feste amare per gli italiani che, nei giorni in cui si spostano per festeggiare il Natale e il Capodanno coi propri cari, devono fare i conti con l'ennesimo aumento dei pedaggi autostradali. Entro la fine dell'anno il ministri Pier Carlo Padoan e Maurizio Lupi firmeranno un decreto per stabilire le nuove tariffe. E, se saranno confermate le indiscrezioni riportate da Libero, si profila una mazzata senza precedenti.
[COLOR=darkblue][SIZE=4]L’ IPOGEO DI MARCIANA ZECCA DEGLI APPIANI
NÉ PRIMA NÉ DOPO [/SIZE] [/COLOR]
L’ articolo intitolato “Elba. Ancora polemiche” su “PatrimonioSOS.it, giornale on line di valenza nazionale” dedicato ai maggiori problemi dei nostri beni culturali, ha riportato l’attenzione di un elbano ‘continentale’, quale io sono da tanti anni, sulla recente scoperta di un importante ipogeo a Marciana Alta e sul quale sono state apposte fantasiose etichette di destinazione che fino adesso non mostrano una seppur minima plausibile aderenza con la realtà.
Si è supposto che la escavazione nel duro granito dell’ipogeo di Marciana non avesse la funzione di luogo di sepoltura etrusca come invece anche l’ accostamento architettonico con la tomba di Castellina in Chianti ed i loro quasi coincidenti orientamenti cardinali lasciano chiaramente intendere, ma fosse stato ricavato per altri fantasiosi motivi.
Vengono infatti, avanzate alcune ipotesi sull’origine dell’ipogeo recentemente portato alla ribalta della cronaca, non solo in Toscana, attribuendo a questo la funzione di zecca dei Principi Appiani i quali non avrebbero saputo pensar meglio di far scavare nel granito l’ipogeo della forma di doppia tomba etrusca per ricavare un luogo inedito e a dire il vero anche …tranquillo, al fine di battere moneta.
Poco importa se senza neppure un camino, le esalazioni, ovvero, il monossido di carbonio più pesante dell’ aria, sarebbe disceso nella parte più bassa dell’ ipogeo (della Zecca, affermerebbe qualcuno), stratificandosi verso l’ alto e soffocando ogni genere di vita aerobica, ad iniziare dai malcapitati operai della stessa officina che avrebbero avuto già entrambi i piedi …nella tomba.
La polemica sorta intorno l’origine dell’ipogeo di Marciana non può pertanto, essersi esaurita semplicemente affermando che questo era stato scavato per realizzare una delle zecche che gli Appiani gestivano nel Principato.
Il primo e potremmo dire, fondamentale, dei motivi per escludere l’ escavazione di un ipogeo come quello appunto rinvenuto, è che lo stesso committente avrebbe dovuto attendere molti anni di duro lavoro (con i mezzi di circa mezzo millennio fa) per ottenere uno scavo elaborato con una galleria nel granito e due “camere mortuarie” ai lati (come in figura), e con l’unica possibilità per i vivi, di utilizzare quella tetra struttura in tema di zecca, come forziere delle monete coniate.
D’ altra parte sarebbe abbastanza singolare che gli Appiani avessero collocato questa struttura fuori del proprio forte-dimora e non invece, all’ interno. Ma anche con le pareti dell’ ipotetico forziere di granito per porlo al riparo della cupidigia dei briganti dell’epoca, vi sono molte incongruenze logiche che non sarebbero certamente sfuggite agli stessi Appiani.
Un forziere, sicuro quanto si vuole, ha pur sempre un ingresso che nel caso in questione, si sarebbe trovato al di fuori del forte. Una situazione di questo genere avrebbe significato che una volta posta d’assedio la residenza fortificata di Marciana da parte delle bande di avventurieri di quei tempi che arrivavano soprattutto dal mare, per aprire l’ ingresso dell’ ipogeo di tempo non ne sarebbe mancato.
In genere i tesori, così come erano le monete coniate, venivano custoditi bene all’ interno delle strutture fortificate, abitate e difese talvolta fino allo strenuo dagli stessi Signori.
Escluso quindi il fatto che l’ipogeo non poteva essere adoperato come luogo di conio delle monete; né che sarebbe stato prudente utilizzare le due camere terminali come forzieri per le ragioni evidenziate, se proprio, proprio, si vuole insistere sulla destinazione dell’ipogeo come una secca del Principato, non resta allora che ipotizzare un certo marginale utilizzo per certe operazioni preliminari del conio, come quelle della preparazione delle matrici e dello stampo. Per questa attività però, necessitava un ambiente pulito piuttosto che affumicato e inondato di luce anziché tetro; ambiente che magari poteva essere l’immediata vicinanza esterna dell’ipogeo. Forse questo il motivo, casomai ve ne fosse uno, per il quale viene riferito che i Principi Appiani avevano una zecca proprio in quel luogo.
Cosa ben diversa è voler forzatamente attribuire ai Principi Appiani anche la realizzazione delle gallerie scavate nel granito, con camere mortuarie a corredo.
Roma – Alberto Zei
Ancora una volta se ce ne era bisogno Sig. Zecchini ha dimostrato la sua competenza, sa cosa mi hanno ricordato tutti quelli che si sbattevano per affermare cose che non erano reali? Lo scherzo delle statue del Modigliani, fatte da alcuni ragazzi Livornesi , ricordo ancora l'esperta che si strappava i capelli per assicurare che erano reali .
Ecco un bel quadro di come certa gente dovrebbe andare a studiare prima di sparare cavolate.
Cordiali saluti e per usare una frase celebre : Non ti curar di loro, ma guarda e passa .
Dunque non è una zecca, né una neviera, né una cisterna, né una cantina, né un mistero. È semplicemente uno straordinario ipogeo etrusco ad uso funerario che farà riscrivere la storia dell’Elba preromana e delle sue relazioni con il mondo mediterraneo.
Essere facili profeti non sempre è gratificante. Ora che con rigore critico e metodologico la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Artistici di Pisa e Livorno ha affondato le velleità di certuni dimostrando che lì, alla periferia di Marciana, il composito vano sotterraneo non era stato scavato per coniare monete, né per produrre ghiaccioli, né per conservare liquidi o solidi di qualsivoglia genere, in verità devo confessare che:
– mi dispiace per la Soprintendenza per i Beni Archeologici di Firenze (responsabile del procedimento: dott.ssa Lorella Alderighi), che ha avanzato come preferenziali le ipotesi di neviera e di cisterna, non meno fuorvianti dell’ ipotesi zecca, sùbito smontate da specialisti del settore;
– sono affranto per i due consulenti del Comune di Marciana, architetti Silvestre Ferruzzi e Luciano Giannoni, i quali, sordi a ogni suggerimento, hanno perseverato nell’inutile tentativo di dimostrare che l’ipogeo fu scavato dagli Appiani nel XVI secolo per battervi moneta;
– sono afflitto per il Consiglio comunale di Marciana, che si è schierato in blocco con i suddetti consulenti e ha perfino deliberato su materie archeologiche come se avesse le conoscenze di un dipartimento universitario di scienze dell’antichità;
– sono dolente per l’elzevirista sopraffino che, con delicate argomentazioni del tipo ‘due coglioni’, ha portato un contributo di prim’ordine alla discussione;
– sono sconsolato per il professore chiarissimo, il quale ha tifato pro ‘zecca’ mediante magniloquenti discettazioni: se non è stato appagato non disperi, certamente avrà più successo nella sua annunciata verifica sulla forma dell’obelisco;
– infine sono triste per quegli archeologi che, pronti in altre occasioni a magnificare le loro ricerche isolane, in questo caso hanno preferito tenersi comodamente lontani dal dibattito, come se la cosa non li riguardasse e non riguardasse la storia dell’Elba.
Michelangelo Zecchini
PS- Per l'eventuale nome della moneta complementare, credo sarebbe opportuno sentire l'opinione anche dei cittadini, sicuramente le idee, la fantasia e l'originalità non mancheranno.
Auguri di buon anno a tutti, sempre da un Capoliverese D.O.C.G e sempre “ SENZA TITULI “
In Italia è record dei rincari: sono i più alti d'Europa
Gli italiani chiamati a pagare sempre di più, ma la qualità dei servizi non migliora ma
L'Italia guadagna un altro, triste podio. Segna, infatti, il record dei rincari tariffari. Sono i più elevati di tutta Europa.
Tra il 2010 e il 2014, solo in Spagna le tariffe pubbliche sono rincarate più delle nostre. Se a Madrid l’aumento medio è stato del 23,7%, in Italia l'incremento è stato del 19,1%. Tra i grandi Paesi d’Europa, invece, la Francia ha registrato un rincaro medio del 12,9%, mentre la Germania ha segnato un ritocco all’insù dei prezzi solo del 4,2%. Più in generale, l'Eurozona ha subito un incremento dei prezzi amministrati dell’11,8 per cento: oltre 7 punti percentuali rispetto all'Italia.
Il record dei rincari tariffari
Nell’ultimo anno a trainare questo gioco al massacro ci ha pensato il "boom dei rifiuti". Come si evince dalle rilevazioni dell'Ufficio studi della Cgia di Mestre, con l'introduzione della Tari gli italiani hanno pagato il 12,2%. Oltre a eseguire una comparazione tra l’andamento delle tariffe amministrate nei principali Paesi d’Europa, i calcoli effettuati dall’associazione degli artigiani di Mestre hanno analizzato anche il trend registrato tra il 2004 e i primi undici mesi del 2014 delle tariffe dei principali servizi pubblici presenti nel nostro Paese. Negli ultimi dieci anni, a fronte di un incremento dell’inflazione che in Italia è stato del 20,5%, l’acqua è aumentata del 79,5%, i rifiuti del 70,8%, l’energia elettrica del 48,2%, i pedaggi autostradali del 46,5%, i trasporti ferroviari del 46,3%, il gas del 42,9%, i trasporti urbani del 41,6%, il servizio taxi del 31,6% e i servizi postali del 27,9%. Tra tutte le voci analizzate, solo i servizi telefonici hanno subito un decremento: -15,8%.
La "truffa" dei rifiuti
"Nel nostro Paese – denuncia il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – i rincari maggiori hanno interessato le tariffe locali". Se per quanto concerne l’acqua i prezzi praticati rimangono ancora adesso tra i più contenuti d’Europa, gli aumenti registrati dai rifiuti sono del tutto ingiustificabili. A causa della crisi economica, negli ultimi sette anni c’è stata una vera e propria caduta verticale dei consumi delle famiglie e delle imprese: conseguentemente è diminuita anche la quantità di rifiuti prodotta. Pertanto, con meno spazzatura da raccogliere e da smaltire, le tariffe sarebbero dovute scendere. Invece, sono inspiegabilmente aumentate. Nel 2014, in seguito al passaggio dalla Tares alla Tari, gli italiani hanno pagato addirittura il 12,2% in più, contro una inflazione che è aumentata solo dello 0,3%.
Naturalmente ringraziamo tutti coloro che non solo hanno letto, non solo hanno ritenuto che quanto scritto fosse condivisibile, ma si sono presi anche la briga di aprire il sito dove poter firmare e lo hanno fatto, superando la diffidenza suscitata dal fatto di dover lasciare la propria email ad un sito che magari non si conosce.
La lettera aperta al Presidente della Regione Toscana sull’assetto paramonopolistico dei trasporti marittimi Piombino/Elba e sulle conseguenze negative che tale situazione comporta sia per il livello dei servizi (orari, coincidenze ecc.) che per l’esosità dei prezzi che gravano sulla mobilità di residenti, proprietari di seconde case e/o turisti che desiderano visitare o rivisitare la nostra isola è stata sottoscritta, fino ad ora, da 175 firmatari che, ci ripetiamo, ringraziamo per l’impegno.
Non dimentichiamo che la lettera, e il link che rimanda al sito di Avaaz dove è possibile apporre la propria firma (cioè QUI) sono stati fino ad ora pubblicati solo da Elbareport e dalla pagina locale on line del Tirreno in un momento, fra l’altro, in cui più o meno tutti sono più impegnati nella preparazione delle feste e nella ricerca dei regali. Il 6 Gennaio 2015 la raccolta di firme sarà chiusa e la lettera aperta ufficalmente comunicata, tramite email e social networks, al Presidente Rossi che, ci auguriamo, non potrà esimersi dal rispondere.
Dobbiamo aggiungere che ci attendevamo qualche commento all’iniziativa da parte delle forze politiche, delle sindacali, delle Associazioni, delle Categorie ecc. Nulla di tutto questo è successo. Il silenzio, sul tema, evidentemente è d’oro.
“Auguriamo a tutti di vivere un entusiasmante 2015. La speranza è che esploda un vero amore per la tutela del pianeta, per contrastare i "delitti" che l'uomo compie nei confronti del mare e di tutta la natura. A chi ci segue diciamo di aver in progettazione un evento, che verrà ufficializzato a breve, dedicato alle balene.” Questo il messaggio di fine anno dei Messaggeri del Mare, Lionel Cardin e Pierluigi Costa, che dall'Elba premono l'acceleratore delle loro imprese natatorie nel Mediterraneo, compiute sempre senza muta, assistiti da Alberto De Simone e Marco Sartore. Lo scopo è quello di sensibilizzare alla solidarietà ambientale e sociale, mentre si scopre che la loro fama si espande, tanto che sono presenti sul web in Marocco e in Cambogia e di loro si parla in Cechia. “Si – commenta Cardin- siamo stati presentati al Seakayak Festival di Tynec and Labem, che si tiene ogni anno nella Repubblica Ceca, dove Jana Vrzalova e altre due escursioniste-reporter hanno raccontato al pubblico la loro esperienza in Italia con il Kayak, compreso il loro incontro con noi all’Isola d’Elba”. Altre perle dell’attività dei Messaggeri sono visibili su internet, oltre che nel loro sito, con inserimenti di video di Sky sport e Rai ricchi delle loro avventure, ma anche in due importanti portali mediatici internazionali danno spazio a Costa e Cardin, come il Kmerelite.ws un sito Cambogiano di Phnom Penh e pure nel Mcbladi.Ma, portale mediatico del Marocco. E i due amanti del mare contano i giorni che li separa dall'avvio della lavorazione del film-documentario, improntato su una storia a sfondo fiabesco, che ricostruirà le loro vicende, scritto da registi e autori di Epica film in collaborazione con la scuola Holden di Alessandro Baricco di Torino. “Una tappa importante il film- – ribadisce Costa – E noi ci rivolgeremo sempre più alle scuole, con appuntamenti in Italia e all'estero, con avventure in mare e con incontri presso le loro sedi o in altri auditorium, per sensibilizzazione al rispetto della vita e della natura; il tutto per contribuire a costruire una società migliore. Ne abbiamo molto bisogno’’.