TUTTO IL MONDO E PAESE
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TUTTO IL MONDO E PAESE
pubblicato il 6 Marzo 2016
alle
5:12
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TUTTO IL MONDO E PAESE
pubblicato il 6 Marzo 2016
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5:12
Attendi…
Tutta la banchina del Porto di Portoferraio è intervallata da questi “ buchi neri “, questi altro non sono che “ chiaviche “. Molti anni fa distribuivano nel mare del Porto gran parte dei liquami di Portoferraio. Sono passati 60 anni ma nonostante i passi da gigante della moderna tecnologia, chiamata dai ruffiani “depurativa “, queste chiaviche infatti …continuano se pur in maniera ridotta ad essere operative e dannose come sempre.
Precisamente quando non ci sono afflussi straordinari o altro, è nella norma vedere uscire liquidi la cui provenienza potrebbe essere di acqua piovana, perdita da acquedotti Comunali, o liquami. Su questi sversamenti, visto che sono contro Legge, andrebbe eseguita dagli organi preposti un’ indagine conoscitiva così pure per i controlli strutturali per evidenziare possibili anomalie del sottobanchina e così garantire la sicurezza ai Cittadini. Altresì a conferma di ciò, ricordo che da molto tempo ci sono dei blocchi di granito pericolanti.
Questi sbocchi a mare sono vincolati direttamente alla rete fognaria e altri come quello in fotografia, ad cunicolo lungo quanto tutta la Calata e anche oltre. Il volume ricavato da questi spazi sotterranei è rilevante. Nell’ interno di questi cunicoli scorre un continuo flusso di liquidi e di particelle solide di vario genere e natura, creando un habitat ricco di nutrienti e di temperature miti, un crogiuolo ideale per la vita e il prolificarsi di diverse specie biologiche.
In poche schifose parole, questo Grand’ Hotel da quattro stelle e un topo prettamente abusivo, è abitato in prevalenza da migliaia di scarafaggi e topi. Quando arriva la notte si riscontrano dei risultati come:
Per molti Diportisti ormeggiati in banchina, come solitamente è uso fare in piena estate, dormono sulla tolda delle proprie imbarcazioni. A Loro insaputa e compreso nella tassa di soggiorno, come spesso capita, subiscono visite inaspettate di insetti che strisciando magari sul loro volto offrono una maniera assai avventurosa per un improvviso risveglio compreso di urla, gesti strani e movenze repentine da far invidia a Celentano. E inoltre, che dire delle numerose e importanti attività di Ristorazione, Bar etcc. di tutto il lungomare fino alla zona dei cantieri navali, meglio non parlarne visto che ci siamo già capiti. Fare ulteriori esempi diventerebbe un documento veramente osceno.
Questi insetti, dopo le scorribande et bagordi notturni, ritornano nei loro alloggi per il meritato riposo. Ma a volte imitando certi Politici che non sanno neanche trovare la strada di casa, gli insetti ripiegano su loculi di fortuna. Fenditure create dai blocchi di granito rimossi dalle sedi originarie, crepe vistose nei vasi dei fiori da tempo malridotti e che nessuno ancora si è responsabilizzato per il loro restauro etcc.( nonostante il duro avvertimento di un anno fa).
Per risanare la “CALATA “ da questa e anche da altre deprecabili condizioni che ho già a suo tempo descritto, che impediscono di fatto, il miglioramento di tutto il lungomare, si può fare molto e subito, i progetti semplici e dai costi contenuti ci sono. Ma non ho idea a chi rivolgermi. Tutti maldestramente, (per non dire altro) come dimostrato, voltano le spalle ai problemi veri come in questo caso. Poi mugugnano pure.
Nell’ oggettività della questione, paradossalmente è comodo e anche più importante inserire nella prima pagina di un Giornale, la notizia di un auto parcheggiata stupidamente su di un marciapiede.
La risposta alle responsabilità per portare avanti determinate situazioni dove è richiesta forza di volontà, capacità e tanto coraggio, non c’è, vige appunto solo silenzio di tomba anzi di chiavica.
Giancarlo Amore
Molti credevano , o forse, dovrei dire speravano che almeno stavolta i toni si sarebbero smorzati anche in virtù della presenza in aula della TV locale , di molti cittadini e dei rappresentanti le categorie economiche.
Niente di tutto questo, l’ormai tradizionale copione è stato recitato a memoria: lite continua, baruffe verbali , politica da cortile e tutta addossabile alla litigiosità dei componenti il dibattito.
Ultimamente non c’è fase della vita politico-associativa che non sia cadenzata da scambi di accuse , invettive rispostacce, e addirittura dei volgarissimi vaffa. Forse in quella stanza, intesa e abusata come luogo di democrazia , qualcuno è convinto che esibire grinta e tratti feroci sia una prova di prestigio e un pegno che rinsaldi il suo pensiero . Invece per i cittadini presenti questo squallido spettacolo basato sull’insulto ha contagiato tutti producendo l’effetto contrario, lo si deduceva dai sussurri di profondo disappunto e lo scuotere delle teste , non stupiamoci dunque se poi un sindaco, che conoscevamo come democratico e intellettuale, visceralmente manda a fanc…o un suo collega…..
[COLOR=darkred][SIZE=3] Chiudiamo gli otto pollai …. Chiudiamo gli otto pollai …. Chiudiamo gli otto pollai … Chiudiamo gli otto pollai ….. [/SIZE] [/COLOR]
Le scriventi associazioni rappresentanti gli operatori turistici elbani, che ieri erano presenti in qualità di uditori alla consulta dei sindaci per l’applicazione del nuovo contributo di sbarco, esprimono profonda delusione ed indignazione per come si è svolta la medesima, e per le inevitabili conseguenze che un inadeguato approccio alle politiche comprensoriali elbane da parte di pubblici amministratori può ingenerare in questo contesto, ed anche in futuro.
La presunzione, l’arroganza ed il mancato rispetto verso i colleghi, da parte di chi a nostro avviso non ha ben chiaro l’onere del mandato ricevuto e le responsabilità che ne derivano verso cittadini ed imprese, possono causare effetti devastanti sulla crescita del nostro territorio. Sembra di assistere all’esibizione di maldestre prove muscolari per affermare il proprio potere, piuttosto che a pacate ed intelligenti discussioni che conducano ai migliori risultati possibili per la nostra isola. Ancora lotte intestine, campanilismi e miopi visioni di parte come avveniva nella vecchia Comunità Montana, atteggiamenti questi che come imprenditori non possiamo che deprecare, rimpiangendo la mancata istituzione del Comune Unico che di fatto avrebbe potuto risolvere queste problematiche.
Facendo una breve cronistoria dell’incontro, al quale era assente solo il sindaco di Capoliveri, la contrapposizione tra le due parti contendenti avrebbe trovato sicuramente un utile compromesso nell’accettazione reciproca di alcuni punti posti in discussione, e così sembrava si stesse avviando la discussione, salvo qualche intemperanza già improvvidamente scaturita durante lo svolgimento dell’incontro ed a causa di un articolo di Barbetti appena uscito sulla stampa on line, che aveva fatto surriscaldare gli animi.
Il tavolo è saltato dopo dieci minuti dall’uscita del sindaco di Portoferraio Mario Ferrari, che per motivi personali ha dovuto abbandonare la seduta, delegando il suo vice Marini a rappresentarlo.
L’oggetto del contendere si era trasferito nel frattempo dai vari punti in discussione nella proposta presentata dai comuni di Portoferraio, Rio Marina e Campo Elba per approvare l’applicazione del nuovo contributo di sbarco, che tra l’altro poteva essere accettabile e condivisibile in molti punti, alla proposta avanzata dai sindaci di Marciana, Marciana Marina, Porto Azzurro e Rio Elba che, nell’incertezza dell’interpretazione normativa ed in attesa di ulteriori autorevoli pareri, proponevano di mantenere il contributo di sbarco fermo ad € 1,50 per l’intera stagione. L’intenzione era quella di ritrovarsi a settembre per approfondire la questione e assumere le conseguenti azioni per una corretta applicazione del contributo, in linea con gli ultimi dettati legislativi.
Dalle due posizioni, foriere di un possibile punto d’incontro, si è passati all’intimazione di Marini di “revocare la revoca” della tassa di sbarco da parte del sindaco Barbetti, capofila della Gestione Associata del Turismo. Andrea Ciumei, sindaco di Marciana Marina, si assumeva la responsabilità di fargliela revocare, qualora tutti gli otto comuni dell’Elba avessero approvato il Regolamento che consente di trasformare la tassa in contributo di sbarco.
A questo punto la situazione è degenerata ed il tavolo è saltato, facendo comprendere a noi astanti che probabilmente non è nelle intenzioni di tutti trovare un accordo utile per l’intero territorio elbano, ma che forse qualcuno sta pensando al proprio comune, in virtù del fatto che dispone di scalo portuale, e che quindi potrebbe applicare autonomamente il contributo di sbarco, e magari anche incamerarselo senza condividere il gettito con altri. Ci chiediamo: cosa dovrebbero fare allora a questo punto gli altri comuni che non hanno il porto ? Applicare forse l’imposta di soggiorno, facendo così pagare ai turisti una doppia imposizione ?
Come Associazioni di categoria, dopo esserci battuti a lungo per ottenere la tassa di sbarco, più equa e leggera rispetto all’imposta di soggiorno, ed esserci battuti anche per il Comune Unico, in modo da far crescere l’Elba in maniera compatta ed omogenea, dissentiremmo in modo assoluto da simili eventualità.
A questo punto facciamo presente che la stagione è alle porte, che quest’anno abbiamo in corso diversi progetti con la Gestione Associata del Turismo, e che questo stato di fatto rischia di paralizzare ogni attività.
E’ evidente che ogni conseguenza derivante dalla mancata applicazione dell’imposta di sbarco, unico gettito disponibile per consentire un’adeguata promozione dell’Elba sui mercati turistici, ricadrebbe pesantemente sull’economia elbana, compromettendo la stagione e di conseguenza le sorti delle imprese turistiche e di migliaia di famiglie e lavoratori.
Riteniamo pertanto utile richiamare i nostri amministratori ad una forte assunzione di responsabilità verso l’intero territorio elbano, partendo da una più consona gestione dei rapporti istituzionali tra i vari comuni, nel rispetto dei ruoli che ciascun amministratore eletto rappresenta. Personalismi, atti d’imperio, attacchi sulla stampa ed assurde provocazioni, non fanno altro che far scadere il livello della Politica che, ribadiamo parafrasando una nota espressione linguistica, non è acqua !
CONFCOMMERCIO ELBA
CONFESERCENTI
ASSOCIAZIONE ALBERGATORI ELBANI
FAITA Campeggi
COLDIRETTI
Altro che tetto agli stipendi dei dipendenti pubblici. Per Daria Bignardi si può fare un'eccezione.
Infatti, secondo quanto scrive Il Fatto quotidiano, la direttrice di Rai Tre prenderà tra i 260mila e i 280mila euro all'anno. Il tetto per i managar pubblici invece sarebbe fissato a 240mila.
Come mai questo trattamento di favore? Perché la Rai ha avviato a maggio 2015 il collocamento di un bond da 350 milioni e le aziende controllate dallo Stato che emettono titoli di debito quotati sono esenti dal rispetto della norma sui tetti.
Vi rendete conto,la Bignardi, si quella nullità della Bignardi che ci affettava le gonadi con quelle domandine sceme e quelle risatine da oca giuliva, "ci" pappa e soprattutto si pappa MEZZO MILIARDO per fare la direttrice di Rai Tre.
Incredibbile direbbe Cetto la Qualunque, ma è purtroppo miseramente vero alla faccia di chi non arriva a fine mese.
Colpa Vostra, cari Italiani
L’antico carro-lettiga risalente al 1880, ed appartenente all'Arciconfraternita della Reverenda Misericordia di Portoferrai è stato restaurato.
Ricordo lo scoprimmo noi di Teletirreno-Elba proprio nel Marzo di otto anni fa, gettato in un magazzino sotto il Padiglione de Mulini, abbandonato tra rifiuti di ogni genere. Era un carro tirato da uomini e forse all'occorrenza da cavalli, come raccontano antichi testi della Misericordia, e veniva usato per trasportare gli ammalati al vicino ospedale.
Il servizio di Vivere l’Ambiente non passò inosservato e la reverenda Misericordia decise di prendersene carico per il restauro.
Ed ecco che stamani dopo un silenzio durato otto lunghi anni ci è giunta una inaspettata telefonata del Governatore della reverenda Misericordia Simone Meloni che con gioia annunciava la lieta novella – l’antico carro –lettiga è stato restaurato!
Senza pensarci siamo corsi alla sede dove abbiamo realizzato questo servizio….
Clicca sul Link e BUONA VISIONE
[URL]https://youtu.be/FXo-JMTr4nQ[/URL]
Strano che non abbia destato interesse il movimento che avviene sul porto a riguardo di lavori di manutenzione del Moby Lally, vi lavorano gru , camion che scaricano materiale ferroso e altre merci , una grossa impalcatura montata sul monumentale comignolo del traghetto non ha niente da invidiare a quella per la ristrutturazione del palazzo in Calata Italia , intorno decine di operai si affannano ai lavori da eseguire, in questo bailamme nessuno ha nemmeno fatto caso che tutti gli operai, gruisti e camionisti compresi , lavorano senza rispetto delle norme di sicurezza, non si vede l’ombra di un casco protettivo, di una cintura di sicurezza per coloro che sono ai “piani alti” della nave, a terra non c’è ombra di un cartello di pericolo e nemmeno un addetto della Capitaneria per i controlli e magari per impedire l’accesso al molo dove tranquillamente qualcuno armato di buona volontà e canna da pesca tenta la cattura di qualche pesce .
Dimenticavo sulla banchina insiste dallo scorso ferragosto ancora la recinzione di quando la Moby Baby andò ad urtare contro la banchina a Portoferraio, insomma….punto luce scoperto, cartelli in terra, asfalto banchina rialzato di qualche cm.
Siamo certi che tutto rientra nella normalità non vogliamo certo incolpare nessuno, ma dopo una mezzora che siamo pazientemente rimasti a seguire l’affaccendarsi degli operai, qualche ragionevole domanda ce la siamo posta …..probabilmente siamo noi i malpensanti in quanto sia per la Capitaneria di Porto che per L’Appe è tutto in regola …..ce lo auguriamo soprattutto per quegli uomini che vi lavorano e che a nostro avviso potrebbero e dovrebbero preoccuparsi alla loro sicurezza personale.. poi se abbiamo sbagliato faremo pubblica ammenda.
Ho letto un articolo privo di firma e indirizzo, redatto da un gruppo di Cittadini, riguardo alle possibili soluzioni dei danni cagionati dal “ punteruolo rosso “.
A questo proposito, vorrei contribuire per chiarire che: non sono due anni come è stato scritto che questo coleottero ha preso la residenza all’Elba, ma già nell’anno 2011 del probabile pericolo ne diedi allarme in un articolo a cui nessuno si è mai interessato.
Per quanto riguarda la richiesta di “sollecitare un confronto con le Istituzioni Comunali purché si possa condividere una strategia che permetta la più radicale eliminazione delle cause del fenomeno, attraverso la creazione di una cabina di regia comprensoriale e l’individuazione di partner, Istituzionale etcc. “ Se pensate di proporVi ai Comuni assieme ad altri possibili partner per creare un solidale intesa con l’intento di debellare o fare fronte alle continue devastazioni causate dal punteruolo, sono sicuro che non riceverete la minima collaborazione.
Purtroppo questo problema che ha colpito tutto il territorio Elbano viene tenuto anche per vari impedimenti, il più possibile segregato e i risultati li vediamo continuamente.
Quindi il titolo “ i propretari di palme chiedono aiuto ai Comuni “ bonariamente rispondo che non è da prendere in considerazione, visto che qui all’Elba la Cultura che da sempre è radicata è quella che i Cittadini non sono minimamente assistiti dai rispettivi Sindaci. Infatti chi risponde alla Vs. lettera, sono io e non certo i Sindaci a cui è indirizzato il messaggio.
Pertanto come aiuto reciproco, il mi consiglio è quello leggere con attenzione i miei scritti per farVi un idea, dopo se lo desiderate sono a disposizione per portare avanti progetti con l’ aiuto principalmente di Noi Cittadini, visto come esperienza insegna, che le Istituzioni in questo caso, non esistono. E’ stato scritto che il punteruolo ha iniziato il suo spostamento verso la parte orientale dell’Elba. Ma questo fenomeno, è già da tempo iniziato. Le foto mostrano solo una minima parte dei residui di palme abbandonati appunto nella parte orientale, i risultati sono evidenti e dimostrano come ho già specificato nei precedenti articoli che i proprietari delle palme in questo groviglio burocratico, si arrangiano come possono.
Giancarlo Amore