Folza appaltamenti, folza imu tasi tari sempre di più da pagare …
P.S. E' vietato annaffiare l'alberi …
Corso gratuito di qualifica per tecnico della gestione dell'accoglienza ai passeggeri di porti/diporti ancora pochi giorni per iscriversi.
Sabato 30 settembre alle 13;00 chiuderanno le iscrizioni per il corso di qualifica di "Tecnico della gestione dell'accoglienza ai passeggeri porti/diporti e dell'informazione e promozione dei servizi del porto turistico, porto passeggeri e del territorio locale".Il corso, finanziato dalle risorse Por FSE Toscana 2014-2020, è interamente gratuito e rivolto a soggetti maggiorenni in stato di disoccupazione o inattività certificata da un Centro per l'Impiego della Regione Toscana che abbiano conseguito il diploma. La durata complessiva è 600 ore divise in 300 ore teorico/pratiche e laboratori, 270 ore di stage e 30 ore di accompagnamento che si svolgeranno da ottobre 2017 a giugno 2018; il corso è promosso dall'Accademia Professionale Futura in collaborazione con Confcommercio Elba, Cosimo De' Medici e il Cantiere Navale Il Golfo di Mola. Per informazioni e iscrizioni è possibile rivolgersi all'Accademia Professionale Futura 0565 260606 o alla Confcommercio di Portoferraio 0565 914213.>>
NOTES= Ma un pò d'aberi da piantare noo??
Con sorpresa, quando i vari giornali locali, In data 31 luglio, hanno pubblicato una mia riflessione sul fenomeno cinghiali nella nostra Isola, ho constatato un interesse generalizzato degli elbani. Tutti sollecitandomi a persistere sull’argomento. Rilevavo anche che una iniziativa privata da parte di imprenditori elbani, atta a tradurre in bene ciò che è stato sempre considerato un male, avrebbe giovato in maniera consistente all’Elba nei vari aspetti all’economia locale. Tanto asserivo ed era ed è un’ opinione del tutto personale, da privato cittadino, senza alcun valore pratico, non corroborato da alcun progetto di fattibilità. Penso però, dopo un’ attenta riflessione, possibile e realizzabile. Si tratta, ripeto, di tonnellate di carne, delle quali altri ora ne godono, lasciando invece a noi elbani soltanto molti danni materiali. I pareri del Presidente del Parco dott. Sammuri e del sindaco di Portoferraio, intervistati in proposito dal quotidiano “Il Telegrafo” in data 5 agosto sono stati incoraggianti. Da ultimo, bene ha fatto il Sindaco Ferrari, nell’intervista rilasciata a Tenews Elba in onda venerdì 15, a far conoscere la propria favorevole opinione in proposito ammettendo anche la possibile fattibilità dell’idea. Dopo l’ufficialità della notizia da parte del Sindaco penso di poter dire quanto ho potuto fare in proposito in assoluta discrezione e autonomia. Sin dalla pubblicazione del mio articolo, ho seguito il consiglio di coloro che hanno dimostrato simpatia alla mia idea facendo ciò che altri avrebbero, meglio di me, potuto e dovuto fare. La ricerca laboriosa, cioè, di aziende interessate a trattare le carni dei nostri cinghiali. Inizialmente con risultati infruttuosi, fin quando una grande azienda s.p.a. (fino ad allora per me illustre sconosciuta), debitamente informata, si è resa disponibile ad esaminare la cosa e verificare la fattibilità di un progetto nell’interesse comune. Si tratta di una s.p.a. (non sta a me citarne la ragione sociale) operante nel settore dal 1940. E’ un’ importante azienda a carattere nazionale dotata di modernissimi impianti per la lavorazione di carni suine, tramite una filiera completa che va dalla lavorazione della materia prima al prodotto finale ( carni, prosciutti, salsicce, salami etc). La stessa Azienda, altamente specializzata, ha fatto pervenire, agli Enti preposti (4) quindi anche al Sindaco Ferrari, la propria disponibilità a venire all’Elba per un primo esame sul tema che, penso, complesso e multidisciplinare. Mi auguro che non si perda tempo, che si colga questa opportunità e che si proceda, con tutti gli strumenti possibili, con giusti e convenienti accordi iniziali, su un aspetto che, come ho già vivacemente detto, è da ritenersi una ricchezza piuttosto che una disgrazia.
Sergio Bicecci
Si informa la Cittadinanza che in occasione del Rally Elba Storico (21 – 23 settembre 2017) che interesserà, in modo particolare, il centro urbano del Comune di Capoliveri, in data giovedì 21 Settembre 2017 è stabilito il divieto d’accesso e di circolazione al centro urbano secondo le seguenti modalità:
– Gli utenti residenti o domiciliati nelle località Innamorata – Pareti – Morcone – Madonna delle Grazie – Trappola-Calamita – Luperini – Pinocchiello – Blankenagen non potranno accedere al centro urbano dalle ore 19:30 alle ore 24:00
– Gli utenti residenti o domiciliati nelle località Staccoligno – Capo Perla – Castagni – Sera e Mattino – Ripitino e Lecce non potranno accedere al centro urbano dalle ore 19:30 alle ore 24:00
– Gli utenti residenti o domiciliati in località Naregno non potranno accedere al centro urbano dalle ore 19:30 alle ore 24:00
– Gli utenti residenti o domiciliati nelle località Carubbo – S. Rocco non potranno accedere al centro urbano dalle ore 19:30 alle ore 24:00
– Gli utenti residenti o domiciliati nelle località Badisugarelli – Stecchi – Zuccale -2 vie – Madonnina – Lido Camping le Calanchiole – Lido lato Doge non potranno accedere al centro urbano dalle ore 19: 30 alle ore24:00
Gli utenti provenienti dalle direzioni Porto Azzurro e Portoferraio potranno accedere al centro urbano di Capoliveri transitando sulla strada Naregno – Internationl – Gualdo.
Gli utenti in uscita dal centro urbano di Capoliveri potranno transitare solo ed esclusivamente nella tratto di strada Aia di Chelino direzione Portoferraio.
Si informano inoltre gli utenti che a far data dal giorno lunedì 18 settembre fino a lunedì 25 settembre è invertito il senso unico di marcia in Via dei Caduti.
Il rammarico di Laura Berti per l'abbandono del Progetto di ripristino di bici, Ri-ciclo, é per SafetyBicycle ancora più doloroso.
Tra i rottami di bici abbandonate ci sono anche le bici pubbliche installate nell'estate 2008 per favorire il decongestionamento del traffico da e verso il centro storico.
Dopo qualche tempo, sotto la precedente amministrazione, le bici furono rimosse e poi scomparirono nella sterpaglia dei magazzini comunali.
Sarebbero ridotti a rottame anche gli stalli elettronici del sistema Centroinbici, una rete di MIGLIAIA di bici pubbliche disponibili in più di CENTO città.
Totalmente gratuito per i residenti, il servizio, del tipo "Vado e torno", funziona sul possesso di una chiave sblocca-bici.
Si trattava semplicemente di ritirarla recandosi in Comune UNA SOLA VOLTA, GRATIS E PER SEMPRE.
Da notare che, con questa chiave, i residenti potevano sbloccare QUALUNQUE BICI SU TUTTA LA RETE EUROPEA CENTROINBICI.
E' significativo questo ennesimo fallimento di una iniziativa di condivisione.
Il bike-sharing nel cosiddetto "Resto Del Mondo" sta avendo un successo colossale.
Lo si vedrà nella settimana Europea della Mobilità con “Elba Sharing”.
In effetti, per chi sta imperniando tutto il suo futuro sulla favola/farsa dell' "isolamento"
prodotto da dodici, ridicole, miglia, che in Francia, Inghilterra, Olanda, Finlandia, Tasmania o Turchia si percorrono in un quarto d'ora,
che cosa può importare sapere che in cento città c'é pronta una bici per lui ?
SafetyBicycle
(Margaret Willour)
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Paolino l'Arrotino-
A Portoferraio davanti alla spiaggia del Grigolo sono state scattate una serie di fotografie della superficie del mare, inerenti ad improvvisi affioramenti di grosse masse di gas. Per questo fenomeno, tramite la stampa, è stato richiesto un opportuno chiarimento che a distanza di due settimane, non è ancora arrivato.
Mi permetto di chiarire. Di questo evento sono anni che ne ho già pubblicato le ragioni e visto l’importanza, una relazione riferita esclusivamente alla zona dei cantieri nautici è stata affidata agli Inquirenti. Ma veniamo alla situazione del Grigolo, che in passato aveva lungo il proprio litorale, degli scarichi di fogna a cielo aperto. Parte dei composti degli scarichi fognari, si sono adagiati sul fondale, dove hanno dato inizio ad un fenomeno di “ putrefazione perenne “. Infatti il fondale interessato che per circa un metro di profondità è morbido come la panna, ma di colore nero, si estende per una lunghezza di circa mt. 150 e di una profondità che varia dai mt. 13 ai mt. 23.
In questa definiamola ”buca “, periodicamente le correnti ci riversano grossi quantitativi di foglie di posidonia e altre sostanze organiche. In natura, le foglie di posidonia, quando è il momento come in tutte le piante, si staccano, si seccano e sgretolandosi si decompongono. Nella buca che rappresenta una immensa fornace acida, le sostanze organiche subiscono un processo chimico particolare che da origine alla formazione di micro bolle di gas, delle quali una parte di esse fuoriesce risalendo in superficie in maniera impercettibile, mentre una parte dei gas, rimane confinata sotto lo strato dei sedimenti portati dalle correnti. Se per condizioni meteo o artificiali, avviene una improvvisa bassa marea, automaticamente tutte le bolle di gas presenti nei fondali suddetti, per diminuzione della pressione aumentano il proprio volume e facendosi largo tra i composti, risalgono in superficie raddoppiando o triplicando il proprio volume. In pratica vuol dire, che se dal fondale fuoriescono mille litri di gas, gli stessi quando arrivano in superficie avendo percorso diciamo mt. 13 , si trasformano in oltre duemila litri procurando l’effetto scenico documentato dal mio amico Massimo Manca. Artificialmente queste condizioni di fuoriuscita di gas, possono avvenire con delle particolari combinazioni, infatti basta una normale bassa marea e addizionato al transito del traghetto veloce “ giallo “ famoso per le sue enormi onde, le quali creano cavità o depressioni che sono sufficienti ad innescare tale fenomeno.
E’ stato scritto che questo avvenimento inconsueto avviene a pochi metri dai pontili della Darsena, questo non è probabile, giacché mancano i presupposti. Cioè: la Buca del Grigolo, è alimentata continuamente dal vicino posidonieto di vaste proporzioni, mentre nella darsena nonostante lo sversamento quasi continuo delle fogne, il fenomeno non si manifesta in maniera così evidente per il semplice motivo che manca il materiale organico, quindi le bolle ci sono e sono tante ma è rarissimo che esse si combinano tra di loro per affluire in superficie in maniera vistosa. L’ultimo avanposto delle posidonie che detiene una superficie di circa mq. 3, è al lato sinistro della Torre di Passanante. Da questo mini posidonieto ai cantieri nautici, le posidonie causa l’inquinamento, non crescono. Quindi anche se al Grigolo, un semplice fenomeno fisico viene così evidenziato, non ci sono preoccupazioni per eventuali pericoli sanitari. Mentre invece nella zona dei cantireri nautici, la situazione è molto diversa. In questa zona industriale le fogne continuano a riversare in mare i loro prodotti su dei fondali già resi tossici da residui di lavorazioni industriali di 70 anni fa.
Le conclusioni evidenziano dei risultati importanti, infatti a causa delle maree e quindi per la differenza pressoria generata, si verifica presso la zona “Cantieri “ la fuoriuscita simultanea di milioni di bolle di gas generate sia dai composti fognari e sia dalle migliaia di tonnellate di sostanze tossiche che rappresentano il fondale presso i “ Cantieri “. Il risultato evidente è che la superficie del mare si riempie di chiazze di probabili idrocarburi dall’odore pestilenziale. Quando una singola bolla, aumenta di volume e attraverso i fanghi risale fino alla superficie del mare, come un pistone o “ raggio traente “ risucchia una porzione superficiale delle masse di idrocarburi e altri composti tossici depositandoli sull’ acqua. Queste prodotti tossici che galleggiano sono simili a lamine e possono dissolversi evaporando in poche ore o in giorni. Rimane il fatto, che l’odore nauseabondo che emanano, non é altro che particelle che in forma appunto aerosolica, si insinuano nei polmoni e quindi destano pericolo per chi ha patologie bronchiali. Quindi i fumatori accaniti o asmatici che hanno una infiammazione polmonare, respirando queste sostanze vanno incontro ad un sicuro peggioramento che può causare danni irreversibili. Ecco perché, sia gli Ospiti che i Lavoratori che permangono molte ore nella zona cantieri, come prescrive la Legge, dovrebbero essere avvertiti dell’esistenza di questi pericoli che invisibilmente minano la salute dell’uomo. Per quanto riguarda la notizia dei bidoni pieni di sostanze tossiche disseminati nella zona cantieri, è tutto falso, anche perché tutta la zona è già un enorme bidone tossico.
Questo documento è in “ micro formato “ giacché riportare altre pagine di dati penso che non sia opportuno. Ricordo che anni fa questi miei articoli venivano pubblicati con coraggio dalla Direttrice del più letto Giornale on-line Elbano, ma il “ SISTEMA “ richiedeva di tombare i miei articoli che addirittura sono stati dallo stesso Giornale tutti resettati e i miei scritti mai più pubblicati. Questo dimostra quanto siamo in Democrazia!!!. Se gli “ OPPORTUNISTI “ prontamente non la oscurano con la Loro disonestà, c’è una rubrica on-line ancora in circolazione, basta cliccare “ FOTOSPIA – TIRRENO ELBA NEWS “ dalla quale potete informarVi leggendo articoli inediti e importanti, mi raccomando leggete e salvate gli articoli che ne vale la pena. La verità, come le bolle del Grigolo, prima o poi viene a galla. E per questa spinta positiva, ringrazio i coraggiosi “ Pubblicatori “ cioè: Fabrizio Prianti con il Suo Camminando, i Giornali Etruria Elba Nazionale, Elba Notizie, Elba Sport e Tutti i sostenitori che vogliono vederci chiaro.
Giancarlo Amore
Oggi la ns. piccola comunità è stata rattristata dalla notizia della morte di Luciano Fusai, residente a Marciana Marina dalla fine degli anni 70; per lungo tempo ha prestato servizio nel corpo della Polizia Municipale e nel 1978 ne è diventato comandante, ruolo che ha ricoperto fino al congedo per pensionamento avvenuto nel 2006.
Ha svolto questo incarico con capacità e dedizione, dimostrandosi sempre disponibile, così come lo ricordano i suoi più stretti collaboratori.
A nome di tutta la cittadinanza, l’Amministrazione Comunale intende esprimere la propria vicinanza alla moglie Emilia ed ai figli Moira e Massimo, in questo difficile e doloroso momento.
Gabriella Allori
Sindaco di Marciana Marina
Bella passeggiata libera
///Migranti Lampedusa, allarme del sindaco: "Isola al collasso". Necessario chiudere l'Hotspot" L'isola è stata presa d'assalto dai migranti, denuncia il primo cittadino Totò Martello e chiede aiuto allo Stato per la difficile situazione che Lampedusa sta vivendo anche dal punto di vista della sicurezza degli abitanti e dei turisti. "Minacce, molestie, furti. Lampedusa è al collasso, le Forze dell'ordine sono impotenti, nel centro ci sono 180 tunisini molti dei quali riescono tranquillamente ad aggirare i controlli: bivaccano e vivono per strada. Chiedo che venga chiuso l'Hotspot, una struttura inutile che non serve a niente". Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, denuncia un quadro desolante che si vive sull'isola a causa degli immigrati fuori controllo ed accusa: "Siamo abbandonati. Siamo soli" e lamenta la totale assenza delle Istituzioni a fronte di "un grave problema di ordine pubblico" chiedendo "l'intervento diretto del Ministro degli Interni". Salvatore Martello accusa: "I bar sono pieni di tunisini che si ubriacano e molestano le donne. Ricevo decine di messaggi di turisti impauriti, gli albergatori, i commercianti e i ristoratori subiscono quotidianamente, non ce la fanno più". Il primo cittadino, che è un ex pescatore e proprietario di un hotel a Lampedusa proprio sul porto, continua nella sua denuncia: "Nonostante il centro sia presidiato da Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, i tunisini entrano ed escono come e quando vogliono. Non c'è collaborazione da parte delle Istituzioni". Il sindaco segnala diversi episodi: "Per due volte un fruttivendolo che si trova davanti alla stazione dei Carabinieri ha subito il furto di fiaschi di vino. Ci sono furti continui nelle botteghe di abbigliamento e di alimentari, molestie nei confronti dei turisti. Se non si è grado di gestire questua situazione, poiché molti di questi sono delinquenti, che vengano messi in carcere". Totò Martello è stato eletto a giugno ed ha subito dichiarato: "Sull'accoglienza deve cambiare tutto" ///
Torniamo a parlare della ormai dimenticata batteria costiera De Filippi, una potente postazione di difesa che venne costruita intorno alla fine degli anni 20 ed i primi del 30 per controllare e proteggere il canale di Piombino da eventuali aggressioni , una vera macchina bellica di difesa voluta dallo Stato Maggiore del Regio esercito, in quanto l’Elba era ritenuta zona di particolare importanza militare tanto da essere definita “sentinella avanzata dell’impero” .
La batteria costiera De Filippi insieme alla gemella Sommi Picenardi situata a Piombino in località Punta Falcone, le due postazioni avevano lo scopo di coprire con il loro tiro lo specchio d’acqua del canale omonimo da possibili interventi di forze nemiche.
I pezzi da fuoco vennero disposti a quote diverse e distanti tra loro 40/50 metri tra questi vennero realizzati altri manufatti destinati come alloggi per gli ufficiali, centrale elettrica con annessa cabina di trasformazione che alimentava una fotocellula in grado di illuminare a giorno tutto il canale di Piombino , quindi una grande cisterna ed una piccola d’acqua per l’approvvigionamento dei militari , ed ancora alloggi per la truppa ed una possente Santa Barbara sul cui ingresso spiccava lo stemma militare accompagnato dalla scritta nihil impossibile volent nulla è impossibile per chi vuole , ogni bunker aveva di fronte una piazzola circolare dove venivano fissati i cannoni, e quindi un manufatto che conteneva la già citata fotocellula che tramite rotaie veniva trasportata fuori dell’edificio fino alla punta estrema del promontorio.
Insomma un promontorio colmo di storia da dove si gode un panorama inimitabile, che auspichiamo venga restaurato magari prendendo esempio dai nostri dirimpettai piombinesi che della gemella postazione Picenardi divenuta parco di punta falcone, e viene gestita da una associazione di astrofili piombinesi che vi ha realizzato un osservatorio astronomico ed un piccolo museo con reperti dell’ultima guerra restaurando i vecchi manufatti militari.
Ma tante potrebbe essere le opportunità che offre questo promontorio , oggi all’interno del Parco dell’arcipelago Toscano, basterebbe prendere esempio dal gruppo di volontari che mantiene pulito e agibile il sentiero dove ha creato tra l’altro ’L’ angolo della meditazione", uno spiazzo naturale con massi comodi su cui sedere, bel panorama, e un tavolino-contenitore con fogli e matite su cui lasciare un pensiero o un disegno.…. per terminare vale la pena di ricordare ai nostri governanti quella scritta che troneggia all’ingresso della S.Barbara… nihil impossibile volenti…. nulla è impossibile per chi vuole .