da
Caro riese
pubblicato il 3 Febbraio 2018
alle
11:25
da
Foresi
pubblicato il 3 Febbraio 2018
alle
10:49
.
Ci sono sempre state ,mio nonno e altri Pianosini la domenica ,con il carcere fermo per le attività agricole andava a caccia con il cane e portavano a casa circa un capo a testa non di più.
Le pernici rosse all'elba non ci sono più a Pianosa si.
Ora vogliono spopolare l'isola per farne un solo posto di nidificazione di alcune specie di uccelli come il gabbiano corso o la berta.
L'isola godeva del passaggio e della sosta dei migratori che si fermavano sull'isola per riposare e trovavano cibo e acqua.
Ora gli scienziati e ambientalisti un tanto al chilo non hanno mai strutturato abbeveratoi degni di chiamarsi tale o uno specchio d'acqua per dissetare gli animali stanziali e di passaggio.
QUATTROCENTOMILA EURO SPESI PER PROGETTI SU PIANOSA.
Se il parco investiva quanto riesce a spendere e lucrare su Pianosa in proporzione al territorio su tutto il parco l'ambiente dell'arcipelago era magnifico per i suoi ospiti umani,fauna e flora.
Ora è solo magnifico per chi fa' mercimonio personale a scapito dell'isola.
Armiamo i fagiani e le lepri che desiderano rimanere e non finire nei banchi frigo dei loro amici.
da
FORASACCO
pubblicato il 3 Febbraio 2018
alle
9:37
Da sempre i mercati settimanali ambulanti, sono stati occasioni di risparmio negli acquisti e possibilità di ulteriori scelte rispetto ai negozi stanziali. Ogni Comune ha un proprio regolamento, comunque sono attività che pur di grosso sacrificio per i titolari, rispetto al passato, garantiscono un buon reddito.
Dicevamo che svolgono un servizio sociale specie per i meno abbienti e per questo i Comuni dovrebbero vigilare e garantire ai cittadini che questo servizio si svolga con continuità e regolarità.
Non so quanti di voi, il venerdì non vanno al “mercatino”, ma da diversi Venerdì è un vero e proprio deserto, via Buozzi e via Colombo, sono pressoché vuote, non di avventori ma di banchi e poiché queste attività non devono essere “stagionali”, forse le Amm. Comunali, farebbero bene a vigilare e magari modificando i regolamenti, sanzionare fino al ritiro dell’autorizzazione, affinchè i cittadini possano trovare i banchi secondo le proprie necessità e non danneggiare quelle attività che regolarmente montano le proprie attrezzature e che a causa della riduzione d’interesse si trovano con una potenziale clientela notevolmente ridotta.
Facile sgomitare per avere un posto in stagione estiva e poi sparire durante l’inverno, mi dicono ad esempio che a Capoliveri il mercato è talmente disertato, che non trovi più nemmeno il banco di frutta e verdura.
Che dire? Speriamo che qualche amministratore meno distratto legga queste poche righe e intervenga.
da
x Marcello Camici
pubblicato il 3 Febbraio 2018
alle
8:58
Comunque le avevo chiesto: per quale motivo lei è d'accordo con lo sfratto di Pietro Gori da dove riposa in pace in favore di Ageno, alla cui memoria si poteva benissimo reintitolare una delle tante altre piazze se non quello di mostrare i muscoli e spingere la cittadinanza a schierarsi 'o con me o contro di me'?
G.R.
da
RISTORANE ORECCHIETTERIA DAL PUGLIESE
pubblicato il 3 Febbraio 2018
alle
8:53
da
a Apache e piazza Ageno
pubblicato il 3 Febbraio 2018
alle
8:21
xxxxxxxxxxxxxxxx
Cari amministratori di Portoferraio,
anche il più sprovveduto Homo Neanderthalensis sarebbe stato in grado di prevedere le reazioni della gente provocate dallo sfratto dato a Pietro Gori in favore di Giovanni Ageno.
Non riesco a capire il gesto se non in chiave squisitamente provocatoria. Non potevate rinominare un'altra piazza o un 'largo' o una via? Che problema c'era? Ci si deve per forza schierare, vero?
Gori e Ageno due galantuomini degni d'onore e di essere ambedue ricordati dignitosamente, mi spiegate perchè devono essere usati invece come cavie per mostrare i muscoli?
Se c'èra un modo per disonorare sia l'uno che l'altro ed attizzare gli istinti più bassi delle persone, l'avete trovato, complimenti.
Luciano G.
da
I competenti: Renzi & Berlusconi
pubblicato il 3 Febbraio 2018
alle
7:57
L’altroieri si è dimesso il sindaco del Pd di Terni, Leopoldo Di Girolamo, riuscito nella mirabile impresa di portare il Comune al fallimento: la Corte dei conti ha appena bocciato il suo ennesimo piano di rientro dal dissesto causato da lui e dalla precedente giunta Pd (le opposizioni parlano di un buco di 80 milioni), e a maggio Di Girolamo era finito ai domiciliari con due assessori per associazione a delinquere, turbativa d’asta e falso. Ma gli incontentabili ternani, anziché ringraziare il competentissimo sindaco che li costringerà a pagare 2 milioni l’anno di imposte comunali in più fino al 2045 per ripianare la sua voragine, storcono inspiegabilmente il naso.
Intanto a Milano il supersindaco Beppe Sala non solo è sotto processo per i reati di abuso d’ufficio e falso, ma è pure indagato dalla Corte dei conti per un danno erariale di 2,2 milioni: una bella sommetta sottratta alla collettività con l’appalto senza gara per la fornitura dei 6 mila alberi di Expo, pagati dalla Mantovani 1,7 milioni e costati a Expo (cioè a noi) 4,3, cioè quasi il triplo. Uno scandalo “Spelacchio” moltiplicato per 6 mila, anche se sui media ha uno spazio di un seimillesimo. Un ennesimo caso di competenza del Pd che i milanesi non potranno che apprezzare, in perfetta continuità con le competentissime gestioni di tutti i grandi eventi italioti. Tipo Mondiali di Italia 90 a costi raddoppiati, per cui lo Stato ha pagato l’ultima rata del mutuo nel 2016. O tipo i Mondiali di Nuoto del Roma 2009, con le piscine troppo corte e le altre opere finite anni dopo o mai completate ma già costate il doppio o il triplo: la Procura della Corte dei conti ha appena archiviato alcuni dirigenti pubblici, ma non i tecnici e i costruttori, ricordando quel monumento alla competenza che è la “cittadella dello sport” a Tor Vergata con le “vele” di Calatrava (capolavoro di Caltagirone costato 608 milioni contro i 323 preventivati, dopo “ben sei atti aggiuntivi”) figlio di “una classe politica tesa a inseguire progetti faraonici senza predisporre adeguate coperture finanziarie e senza tenere conto delle reali possibilità di rispettare un cronoprogramma in linea con gli obiettivi”.
Insomma, una “compagine amministrativa incapace di rispettare le regole della concorrenza e della buona gestione, prona ai desiderata del politico di turno e del mondo imprenditoriale con cui si confronta e ai cui interessi risulta spesso asservito”. Gli stessi che ancora piangono la prematura scomparsa della mangiatoia olimpica, cancellata dall’incompetente Raggi.
da
a proposito di pianosa
pubblicato il 3 Febbraio 2018
alle
7:08
Martedì il parco partirà con la prima spedizione a Pianosa, che dureranno fino a metà marzo, con l'obiettivo di sterminare ed eradicare i fagiani, sull'isola, e forse anche le pernici. Forse è l'ora di dire qualcosa a questo ente criminale.
da
Marcello Camici
pubblicato il 3 Febbraio 2018
alle
7:07
(PRIMA PARTE)
Nell’esposizione delle liste elettorali così come prescritto dalla legge nascono problemi. A Longone per esempio il gonfaloniere così scrive al cancelliere dell’Elba: “Al Sig. Cancelliere.Ministro del Censo. Portoferraio Eccell.mo Signore Vi sono diverse persone che reclamano non essere state messe nelle Liste Elettorali e producono la Cartella dell’Imposizione,gradirei sapere come debbo comportarmi Di Vs Eccellenza Longone 20 ottobre 1859 Dev.mo Servitore G. Danesi” (Ministeriali di diversi dipartimenti del 1859.C158.Archivio storico comune Portoferraio)) Questa situazione è probabilmente diffusa in tutto il granducato talchè il ministro dell’interno Ricasoli invia istruzioni. Il 24 ottobre 1859 il governatore dell’Elba scrive al cancelliere ministro del censo in Portoferraio allegando un dispaccio di Ricasoli ,datato 19 ottobre 1859,che porta istruzioni sulle imminenti elezioni municipali,dispaccio a lui pervenuto dal governatore di Livorno. Ricasoli si rivolge scrivendo alle autorità per la buona riuscita delle elezioni comunali. “Per dirigere la loro azione ad uno scopo comune” impartisce istruzioni. “Copia di dispaccio del Ministero dell’Interno diretto a SE il Governatore di Livorno sotto dì 19 ottobre 1859 Eccellenza Le elezioni Municipali si avvicinano e il Governo non può esserne spettatore indifferente perché le considera un vero atto politico col quale i Toscani debbono avvalorare i loro atti precedenti condotti con tanta saviezza ed umanità;importa dunque che le Autorità amministrative i adoperino a tutto potere per la buona riuscita di queste Elezioni per dirigere la loro azione ad uno scopo comune credo necessario le seguenti istruzioni ai Capi della Province. Perché le elezioni riescano è necessario che vi concorra quel numero di elettori,che la Legge esige e che gli Elettori stessi s’intendano sulle persone da eleggere affinchè le lezioni siano compiute nella prima elezione. Ad ottenere concorso di Elettori le Autorità Municipali non trascureranno alcun mezzo atto a far giungere a notizia di tutti non solo il giorno della elezione ma ancora il numero dei Rappresentanti Comunali da eleggere e quanto malto è necessario che l’Elettore sappia. Per dare queste notizie non si tenghino paghi i Gonfalonieri delle solite notificazioni,ma facciano pervenire a ciascun elettore uno speciale invito in quella forma che reputeranno meglio conveniente. Ad impedire la dispersione dei voti e far riuscire le elezioni al primo scrutinio ,occorrerebbe che in ogni Comune gli Elettori sì intendessero in private Adunanze per proporre una lista di Candidati accettabile dalla maggioranza. Per questi due provvedimenti la E.V. farà le necessarie sollecitazioni ai Gonfalonieri ed ai Ministri del Censo sui quali il governo confida,né credo indarno,per la buona riuscita delle Elezioni Comunali… BETTINO RICASOLI “ (Idem come sopra)
Marcello Camici [EMAIL]mcamici@tiscali.it[/EMAIL]
da
Sig G.R.
pubblicato il 3 Febbraio 2018
alle
4:13
lei ha letto male o non ha voluto capire.
Ho rispetto per Pietro Gori e le sue idee.
Marcello Camici
da
Riese
pubblicato il 2 Febbraio 2018
alle
21:43
da
gli apache e piazza Ageno
pubblicato il 2 Febbraio 2018
alle
21:14
Il Consiglio ha esaminato il problema con il solito buon senso, dicendo in sintesi: l'intitolazione di una Piazza a Giovanni Ageno va benissimo ma perchè togliere il nome di un grande personaggio quale Pietro Gori?
Da qui la proposta al Comune di Portoferraio: ammettete l' errore e intitolategli un' altra piazza ( oppure strada), ce ne sono tante! E' così semplice, così ovvio. Si può sempre tornare indietro sulle decisioni prese.
Così non sarà offuscato il nome del dr Giovanni Ageno, persona rispettabilissima e da ammirare, alla cui memoria nessuno dovrà associare le polemiche politiche di questi giorni.
da
Pietro Gori
pubblicato il 2 Febbraio 2018
alle
20:19
da
ufficio tecnico campo
pubblicato il 2 Febbraio 2018
alle
17:08
da
x Marcello Camici
pubblicato il 2 Febbraio 2018
alle
16:12
Lei non puo non sapere che se oggi è padrone di far pesare sull'opinione pubblica le proprie idee politiche con gli strumenti e le modalità di comunicazione che ritiene più efficaci, lo deve anche e soprattutto al contributo di quelle idee e delle persone come Pietro Gori, non certo paragonabili a quelle che hanno generato pochi anni dopo, in italia ed in europa terribili lutti e miserie nel rispetto delle autorità politiche, militari, religiose etc.
Comunque, aldilà di queste mie considerazioni, maldestre ed opinabili, mi vuole spiegare per quale motivo per ricordare Ageno, che ho avuto il piacere di conoscere ed alla cui memoria va la mia stima indiscutibile, ci si debba accanire ad offuscare il ricordo di Pietro Gori? Vi rendete conto che così facendo gettate un'ombra su una persona quale Ageno che non merita certo di passare alla storia locale, come l' usurpatore di piazzette? Voglio chiedere scusa ai familiari del dott. Ageno che certo non meritano di essere sollecitati mediaticamente per questioni di bassa propaganda politica.
G.R.
da
Adalberto Bertucci
pubblicato il 2 Febbraio 2018
alle
15:32
Vogliono toglierci la soddisfazione di restituire dignità a Giovanni Ageno, ma non ci riusciranno. Sto affrontando queste ultime ore che precedono l'intitolazione della piazzetta davanti alla Biscotteria con un sentimento di amarezza misto a meraviglia. E non ci si stupisca se parlo di meraviglia perché non pensavo che si potesse arrivare a così tanta bassezza umana da parte di certi personaggi che ogni tanto riemergono dal loro torpore per ricordarci ( a noi e ai portoferraiesi, che sapranno giudicare ) di che pasta sono fatti.
Nessuno di noi, e dico nessuno, ha mai pensato durante la concretizzazione di questa iniziativa di portare in qualche modo oltraggio a Pietro Gori, personaggio che nessuno si sogna di discutere e di andare ad analizzare nel suo percorso di vita e nelle sue azioni. Noi di ViviAmo Portoferraio abbiamo semplicemente tenuto fede ad una promessa fatta. Altri se ne sono dimenticati con troppa facilità. Ma, si sa, non siamo tutti uguali, per fortuna.
E aggiungo che il posto nel quale ricordare Giovanni Ageno è proprio quello, la piazzetta davanti a Palazzo della Biscotteria. Perché è lì che è stato ucciso dalle calunnie architettate a scopo politico anche da chi evidentemente non si è pentito e continua a fomentare odio e divisione fra i portoferraiesi. E' questo l'unico modo per restituire dignità a Giancarlo (così lo chiamavamo e continueremo a chiamarlo, noi che eravamo al suo fianco) e alla sua famiglia.
da
x LA Nera
pubblicato il 2 Febbraio 2018
alle
15:12
In sintesi un po' una candidatura come quella di Cosetta nel 2013
In bocca al lupo
da
problemi ridicoli
pubblicato il 2 Febbraio 2018
alle
15:01
da
Luigi Lanera Fdi AN
pubblicato il 2 Febbraio 2018
alle
14:32
Egr Sig. Ho già spiegato in un post precedente che la mia candidatura è stata inserita nel collegio Livorno Pisa Poggibonsi perché io sono il segr prov del partito e quindi era logico che io fossi inserito in quel collegio . Purtroppo L’ Elba fa parte del collegio di Grosseto ,ma la sostanza non cambia ,poiché i voti presi anche all' Elba senza la necessità di indicare un nome ,ma semplicemente facendo la X sul simbolo Fratelli d’Italia ,si darà comunque forza al partito che in base ai voti presi avrà diritto a un numero di parlamentari tra i quali ci sono anche io .
Questa legge elettorale ,da Giorgia Meloni non votata , ha privato i cittadini dal poter dare le preferenze .
Spero di essere stato chiaro .
Saluti
