da
gippi
pubblicato il 10 Marzo 2018
alle
20:31
Arrivo a Portoferraio in netto ritardo e impiega ben 20 minuti per la manovra di attracco di poppa verso il pontile.
Chissà se in quei paesi dell'Africa, dove viaggiano con dei grandi rottami, le manovre sono fatte con così tanta " attenzione "…..
In seguito, con mare quasi calmo e pochissimo vento, la decisione di sospendere la corsa delle ore 17.10
Quindi nessuna partenza da Portoferraio anche alle ore 20,30 e successivamente da Piombino alle ore 17,00 ed alle ore 22,20.
Grande felicità per tutti coloro che sono rimasti sul piazzale di Piombino ad aspettare le luci dell'alba.
Pensavo…. ma non è che questo SCHETTINO si prodiga così alacremente affinchè molti viaggiatori provino l'ebbrezza nel vedere il sorgere del sole?
Però deve essere amante anche della luna perchè domenica 25 febbraio ha pensato bene di saltare ( senza valido motivo….) la corsa delle ore 22,20 da Piombino con altrettanti disagi creati.
Ma perchè i nostri sindaci se ne sbattono altamente le palle e non intervengono una volta per tutte ?
Perchè il famoso armatore si intasca i 15 MILIONI di EURO dalla Regione Toscana e prende tutti per il CULO ?
Perchè questo GRANDE COMANDANTE non lo mandiamo a totanare con un gozzetto dove non fa danno per nessuno ?
da
Napoleone
pubblicato il 10 Marzo 2018
alle
16:08
Basta !!!!!!!!!!!!!!
da
SEMAFORI versus ROTONDE..
pubblicato il 10 Marzo 2018
alle
15:19
Paolino l'arrotino-
da
ANIMAL PROJECT e RAGAZZI DEL CANILE
pubblicato il 10 Marzo 2018
alle
13:33
Dopo le ultime polemiche scaturite dalle osservazioni del Comune di Porto Azzurro sulla Gestione associata per il canile, sembrava che nella Consulta dei Sindaci dell’8 marzo u.s. fosse stata risolta la questione, ma le parole di Ruggero Barbetti, capofila della gestione associata per il canile, pubblicate immediatamente dopo, sono apparse davvero sconcertanti.
Si, sconcertanti. Dopo anni e anni di incontri, di Consulte dei Sindaci, di Delibere, di carte bollate, il capofila della gestione associata del canile dichiara "Riprenderemo in mano le carte ragionando che siamo in sei, rivedremo tutto quello che è stato deliberato, faremo immediatamente le correzioni dovute e il passaggio tecnico amministrativo della correttezza degli atti e poi potremo dare l'incarico per le modifiche del progetto in base a quelle che sono le esigenze attuali che sono diverse rispetto a quelle di 15 anni fa quando fu ideato…”
Ma stiamo scherzando? Dopi i tempi biblici che ci sono voluti fino ad oggi, dopo la geniale trovata dell’auto esonero da parte del Comune di Porto Azzurro dal procedimento per non ostacolare il buon esito, addirittura con la rinuncia alla sua quota parte economica (?), oggi dobbiamo praticamente rifare tutta la trafila? Che cosa si intende per “passaggio tecnico amministrativo della correttezza degli atti”? Sono ormai anni che il progetto va modificato e adeguato, e questo lo si sa da tempo immemore e, OGGI, prendiamo atto che c’è ancora tutto da fare? Che dobbiamo ancora aggiornare il progetto originario?
Sono ormai passati oltre 15 anni da quando il Canile gestito da I ragazzi del Canile presso gli ex macelli nel Comune di Portoferraio venne sgomberato e chiuso senza che le Amministrazioni locali si siano mai attivate per creare alcuna struttura alternativa. Anni in cui abbiamo assistito all’erogazione e alla restituzione di cospicui finanziamenti pubblici da parte del Ministero della Sanità e della Regione Toscana, alla elaborazione di progetti mai realizzati, ma comunque saldati, a dispute tra Sindaci sulla responsabilità e la rivendicazione di meriti o demeriti, addirittura a presunte speculazioni edilizie. Cos’è cambiato da allora?
Certamente per i Sindaci, cioè per i proprietari dei randagi sul territorio, poco o nulla. Per i cittadini e per le associazioni di volontariato, altrettanto.
Manca qualsiasi struttura per l’accoglienza ed il ricovero dei randagi, non pretendiamo nemmeno di definirli ai sensi di legge, come canile sanitario o canile rifugio, manca un servizio di accalappiamento, manca l’accesso per le polizie municipali all’anagrafe canina, ma soprattutto manca una clinica che garantisca il soccorso H24 che in base alla legge nazionale dovrebbe essere garantito proprio dalle strutture del canile. Quindi, nonostante esistano precise disposizioni di legge e amministrative che impongono obblighi inequivocabili in materia di tutela degli animali, tutto rimane disatteso in barba alla legalità e al rispetto degli impegni politici assunti.
Siamo davvero esterrefatti, sconfortati, ma anche inferociti. Siamo noi infatti che veniamo chiamati da cittadini che non sanno cosa fare quando raccattano per strada un cane vagante, quando nel pieno della notte cercano disperatamente un veterinario perché il loro cane sta male e assistono impotenti alla sua sofferenza e spesso alla morte, quando un animale investito viene recuperato e non si sa che farne, dove portarlo, dove custodirlo, dove curarlo. Siamo noi che paghiamo le spese veterinarie dei randagi malati, che li “ospitiamo” nelle nostre case, che rimaniamo totalmente inascoltati e ignorati quando inviamo segnalazioni, richieste di incontro o di aiuto ai vari Sindaci.
E il paradosso di questa vergognosa ed interminabile vicenda è che nonostante da almeno tre anni la Fondazione Bastet abbia messo a disposizione 600.000 euro per la costruzione di un canile e gattile comprensoriale, presso cui verrebbe realizzata anche una clinica veterinaria H24 con oneri di funzionamento totalmente a carico della Fondazione medesima, OGGI, apprendiamo che vanno riprese tutte le carte, vanno rivisti tutti gli atti, va rifatto il progetto. Nel frattempo, sicuramente, la generosa Fondazione tedesca rimarrà in attesa che i nostri illuminati Amministratori compiano tutti i loro atti secondo correttezza. Certamente!
Ma siamo proprio sicuri che ci sia la volontà di realizzare il canile comprensoriale? Beh, noi cominciamo a nutrire seri dubbi.
Ebbene, se i Sindaci dell’Isola d’Elba, saranno “capaci” di perdere un finanziamento di 600.000 euro, dovranno iniziare ad assumersi la responsabilità di curare i loro animali randagi, cani o gatti che siano, come stabilito dalla legge.
Siamo davvero stufi di doverci assumere il compito di recuperare animali vaganti o feriti, di stare ore al telefono per sfiancare la Polizia Municipale perché si attivi come dovuto, di dover pagare NOI le spese sanitarie per curare gli animali, di dover trovare un posto dove collocare un animale, di dover spiegare a chi ci chiede aiuto, in primis ai turisti, che all’Elba non esiste alcun servizio pubblico che si occupi di animali. Inutile raccontare che l’Isola d’Elba è Pet friendly, perché degli animali i nostri amministratori si interessano solo per fare pubblicità e per attrarre turisti da spennare con un contributo di sbarco di cui nessuno percepisce nella pratica alcun concreto beneficio. A meno che non si voglia raccontare che l’Elba è pet friendly perché ha una dog beach….
Nel mentre il Sindaco Barbetti e i suoi colleghi recuperano le carte, rivedono gli atti, valutano il progetto, ecc. ecc., NOI intraprenderemo una forma di “sciopero” e di vigile protesta. Quindi, d’ora in poi, ci limiteremo a pretendere la puntuale applicazione della legge, ma nulla di più. Ogni chiamata per chiedere l’intervento delle nostre Associazioni verrà dirottata sugli uffici comunali, ogni animale rinvenuto in difficoltà verrà consegnato al suo legittimo proprietario, il Sindaco, ogni omissione verrà denunciata. Inoltre, considerato che le inadempienze di precisi obblighi previsti dalla legge comportano precise conseguenze anche di natura penale, la Procura della Repubblica sarà informata della insostenibile situazione elbana.
Le Associazioni non si sostituiranno più alle Amministrazioni pubbliche e daranno avvio ad una serie di iniziative di protesta, anche attraverso una manifestazione pubblica in fase di organizzazione e il coinvolgimento delle Associazioni di categoria e dei cittadini.
E’ opportuno che i Sindaci comincino a sperimentare sulla loro pelle cosa significa essere RESPONSABILI dei randagi.
Animal Project Onlus e I Ragazzi del canile
da
E la strada di Rio?
pubblicato il 10 Marzo 2018
alle
13:22
Il contributo della Gat permetterà di poter far partire presto i lavori
Sig.Marini siamo tutti d'accordo con lei di intervenire una volta per tutte sulla strada di San Giovanni,sperando non solo nella realizzazione della rotatoria ma anche nell'eliminazione dei pini,ormai diventati pericolosi e,auguriamoci,che non diventino " assassini"…
Comunque sarebbe importante anche che l'impegno del GAT sia rivolto anche alla soluzione della starda prov.le di RIO che da anni aspetta il progetto definitivo,vreando non pochi disagi ai residenti ed ai turisti….
ASPETTIAMO UNA RISPOSTA……Grazie
da
Sco.Pas.
pubblicato il 10 Marzo 2018
alle
11:55
[URL]http://www.quinewselba.it/porto-azzurro-si-masturba-sul-treno-la-denuncia-di-due-elbane.htm[/URL]
da
x paolino arrotino
pubblicato il 10 Marzo 2018
alle
8:59
da
Michelangelo Zecchini
pubblicato il 10 Marzo 2018
alle
8:30
La fama della qualità del granito elbano è rimasta inalterata nel tempo. A conservarla hanno contribuito i ritrovamenti archeologici effettuati a Roma a mano a mano che i grandi monumenti dell'Urbe si sono aperti agli scavi. Suscitò scalpore la scoperta di tre grandi vasche, così descritte da Flaminio Vacca nelle sue Memorie (1594): “Accanto la Chiesa di S. Eustachio, appresso la Dogana, mi ricordo, che sopra terra v’erano tre Piatti di granito dell’Elba, trovati suppongo in quel luogo, mentre appresso vi erano le Terme di Nerone, servendo detti Piatti per lavarsi; ed al tempo di Pio IV ne fu concesso uno più bello, ed intiero al Magnifico Sig. Rotilio Alberini; che portatolo coll’argano in una sua Vigna fuori di Porta Portese, lo collocò ad una peschiera: e gli altri due erano rotti, nè mi ricordo, che se ne facesse; ed erano da 30 palmi, in circa di diametro, ben lavorati, e di graziosa modinatura”. Ma tanti altri sono i luoghi in cui duemila anni fa fu impiegato il granito dell'Elba, compreso il Foro Romano dove furono usate colonne di medie e grandi dimensioni. Mutuando le parole di Giovanna Tedeschi Grisanti (1992), il granito elbano “a grana grossa ha una durezza presso a poco simile al granito egizio, una tinta più piacevole all'occhio, e prende un pulimento più perfetto”. Doveva esserne consapevole anche lo scultore Antoine-Guillaume Grandjacquet (1731-1801) che scelse il granito elbano quando, fra il 1779 e il 1781, Marcantonio IV Borghese gli commissionò una statua della dea Iside per la sala egizia della villa Borghese. Grandjacquet si perfezionatò nella lavorazione di pietre dure alla scuola di Giovanni Battista Piranesi, l'artista eclettico che, fra l'altro, fu l'artefice della diffusione del gusto egittizzante nella società del XVIII secolo. Prendendo come modello la statua della regina egizia Arsinoe II, oggi al Vaticano, e rielaborandola con capacità creativa, lo scultore eseguì un'Iside dall'impianto solenne che andò a impreziosire la sala VIII di Villa Borghese. La statua viene così descritta nell'inventario redatto nel 1796: “Al fianco sinistro della porta, per la quale si entra, venendo dalla stanza del gladiatore, sorge una statua di grandezza naturale che rappresenta Iside, eseguita modernamente in granitello dell'Elba dallo scultore Grandjaquet. Il simulacro è chiuso, e ristretto dentro una veste angusta, e sottile, che arriva quasi ai piedi: la mano diritta è pendente, la sinistra posa sul petto verso la destra mammella, proprietà tutte, siccome notarono già gli antiquarj, assegnate dall'arte di Egitto alle figure femminili. La testa è ricoperta da una specie di berretta, o di cuffia, che scende con due fasce sulle spalle, e sul petto, abbigliamento, proprio ancor esso dei monumenti egiziani”. Ma nel “Palazzo della Villa Borghese detta Pinciana” la statua rimase meno di trent'anni: per volere di Napoleone nel 1808 l'Iside di Grandjacquet fu smontata dalla sua sede originaria e trasferita al Museo del Louvre. Ora questo capolavoro del tardo Settecento è esposto nella Salle du Manège.
Michelangelo Zecchini
da
AL VOTO, AL VOTO…..
pubblicato il 10 Marzo 2018
alle
7:38
Paolino l'arrotino. L'originale..
da
Marcello Camici
pubblicato il 10 Marzo 2018
alle
4:47
(SECONDA PARTE)
Duchoque Augusto, elbano, regio procuratore generale alla Corte dei Conti dello stato toscano così continua con le istruzioni in merito alla cessazione del corso legale della moneta toscana : “ 4° I Camarlinghi delle Comunità obbligati al Cambio dovranno immediatamente dopo le ore 3 pomeridiane dello stesso dì 4 di novembre trasmettere nei compartimenti di Pisa, Lucca ,Siena e Arezzo e nei Circonda ri del Governo di Livorno e della Sotto Prefettura di Pistoia ai Direttori delle Dogane locali; nel rimanente nel Compartimento di Firenze al Direttore della R. Depositeria Generale ; nel compartimento di Grosseto al Prefetto; nel circondario del governo dell’isola dell’Elba all’Uffizio principale delle RR Rendite in Portoferraio, una dichiarazione della quantità e specie delle monete uscite di corso che abbiano presso di sé, unendo o facendo succedere al più presto a tale dichiarazione ,l’invio di dette monete alla Casse dei nominati uffizi ,per poterne avere cambio o conteggio alla pari 5° Le Casse che si troveranno così ad aver raccolto le specie di monete uscite di corso, si metteranno subito in corrispondenza colla R. Depositeria Generale ,per la trasmissione a questa Cassa centrale delle monete stesse da passarsi poi dalla Depositeria all’Ufficio della Zecca 6° Dovranno immediatamente essermi fatti conoscere dai Capi dei Dipartimenti od Uffizi i risultati della verificazione di che nei numeri 1. e 3. della presente Circolare e successivamente la quantità delle monete cambiate o conteggiate come è detto sotto i numeri 2. e 4. 7° E’ raccomandato ai Cassieri e ai Capi presso i quali prima del 31 Ottobre si trovasse in assai quantità la specie di moneta che va ad uscire di corso ,di farne trasmissione anco prima di detto termine alla R. Depositeria Generale, per impedire un soverchio cumulo di quella moneta al momento dell’esito finale della operazione. Nel comunicare a VS Illustrissima quanto sopra, perché voglia portarlo a cognizione di tutti i Cassieri Esattori e detentori di denaro da Lei in qualunque modo dipendenti ,ed assicurare la puntuale esecuzione, La prego di darmi sollecito avviso del ricevimento della presente , ed ho l’onore di essere con distinto ossequio Di VS Illustrissima Dall’Uffizio del R. Procuratore Generale alla Corte dei Conti Lì 24 Ottobre 1859 Devotissimo Servitore A. DUCHOQUE” (Ministeriali di diversi dipartimenti del 1859.C 158.Archivio storico comune Portoferraio ) L’importanza storica di questo documento sta nel fatto che evidenzia come il governo di Toscana proceda con celerità a voler cambiare la moneta granducale ,la lira toscana, in lira italiana quando ancora l’unità nazionale non esisteva .E’ chiara la manovra politica voluta per anticipare i tempi dell’unità nazionale. Nel 1861 con la riunificazione dell’Italia sotto Casa Savoia la lira divenne la valuta italiana. Ma la prima moneta chiamata espressamente “lira italiana” venne proprio emessa dal Governo di Toscana nel 1859.
Marcello Camici [EMAIL]mcamici@tiscali.it[/EMAIL]
da
Lupi simone
pubblicato il 10 Marzo 2018
alle
3:34
da
Lupi simone
pubblicato il 10 Marzo 2018
alle
3:26
da
campese di su
pubblicato il 9 Marzo 2018
alle
23:20
Chi ha visto ieri sera al programma "I soliti ignoti" una signora vincere la bellezza di €490.000 !!!!!!!poco meno di Un miliardo di vecchie lire,non ha provato un senso di rabbia ma non di invidia,rabbia nel vedere come la RAI butta via i denari dei contribuenti,mentre si parla di disoccupati,senza tetto,barboni e via dicendo.?
La signora ha vinto non a seguito di risposte a domande di cultura,storia,geografia,letteratura ma indovinando quattro minchiate che tutto al più potevano essere premiate con 50.000 Euro
Peccato, perchè la trasmissione è ben condotta ed anche simpatica,ma regalare tutti quei soldi per delle bischerate mi sembra proprio una bella stronzata,e poi ad ogni piè sospinto chiedono 1-2 Euro per questo e quello per settimane per le beneficenze !!!!!! VERGOGNA !!!!!!
da
Per PIAGGESE
pubblicato il 9 Marzo 2018
alle
19:04
A Rio Elba abbiamo avuto 3 sindaci di fori e quali sono stati i risultati?
DISASTROSI…….Basta…ci vogliono "persone con i coglioni" per fare i Sindaci E NON SOLO….ci vogliono anche gli Assessori con testa e palle altrimenti non si va da nessuna parte…
da
Portoazzurro/Capoliveri/
pubblicato il 9 Marzo 2018
alle
17:35
N.D.R
Cambiato sesso Paolìno ?
da
POTERE AL POPOLO
pubblicato il 9 Marzo 2018
alle
16:25
Dentro un risultato elettorale brutto.. che più brutto non si può… c’è un piccolo segnale di speranza che è la nascita di “Potere al Popolo”.
Partendo dal nulla, senza soldi, senza contatti, con il boicottaggio vergognoso dei media, siamo riusciti a presentarci alle elezioni raccogliendo il voto di centinaia di migliaia di persone, tutti attivisti, militanti, volontari impegnati nel sociale, nell’associazionismo, giovani, lavoratori precari, etc… un bagaglio di lotte ed esperienze, un insieme di persone che sarà la base per costruire la nuova sinistra di domani. Anche all’Elba abbiamo fatto la nostra piccola parte dando vita alla nostra assemblea territoriale di Potere al Popolo e dandoci da fare per quanto possibile per far conoscere le nostre idee.Siamo soddisfatti perché non era umanamente possibile fare di più. Perché abbiamo dato il massimo, e non abbiamo alcun rimpianto. Perché se non ci fosse questo baluardo di centinaia di migliaia di voti a ricordarci che esiste chi non si è arreso alla barbarie, a guardare i risultati delle elezioni staremmo anche peggio, più depressi.
Non potevamo certamente nel giro di un'elezione risolvere i problemi che la sinistra ha lasciato insoluti per 40 anni. D’altronde i dati parlano chiaro con il trionfo della destra: 18,30% la Lega, 1,3% i due partitini neonazisti, 4,5% Fratelli d'Italia… senza contare la valanga dei 5 Stelle che negli ultimi anni sulla retorica securitaria e anti-migranti hanno costruito la loro impalcatura. E’ evidente che la vecchia sinistra o pseudo-sinistra ha inseguito la folle deriva liberista lasciando sole le persone più deboli, che invece doveva rappresentare, facendole cadere nelle mani di forze politiche abili nel manipolare le frustrazioni e sofferenze generate dalla crisi economica verso falsi obbiettivi e contro nemici irreali.
Ma potevamo – e dovevamo – cogliere l'occasione per iniziare a sperimentare e costruire qualcosa di nuovo.
Ora, fatto il primo passo dobbiamo fare il secondo: continuare, strutturare. Lo scenario politico e sociale che si profila è uno scenario instabile, che quindi apre possibilità. Ma la lezione di questi 10 anni di crisi è che l'instabilità non la rendi produttiva se non hai radicamento sul territorio, prospettiva e organizzazione.In tre mesi e mezzo siamo passati dall'essere collettivi sparsi, comitati, associazioni, pezzi di partiti, a un embrione di organizzazione fatto da 10.000 militanti e conosciuto da qualche milione. Siamo un piccolo pezzo di popolo che si è messo in marcia e vogliamo essere sempre di più.
Se siamo bravi, riusciremo in breve tempo a dare maggiore unità e forza ai nostri nodi territoriali; aumentare il livello di analisi e di dibattito culturale; aumentare il nostro impatto mediatico; far salire qualitativamente le nostre pratiche di mutualismo, sindacalismo sociale, controllo popolare.
Per questo motivo ci prepariamo ad una nuova assemblea elbana di Potere al Popolo che si terrà il 17 marzo 2018 alle ore 16 presso la sala consiliare di Portoferraio ed a partecipare con una nostra delegazione all’Assemblea Nazionale di Roma del giorno successivo.
Potere al Popolo – Isola d'Elba
da
Piaggese
pubblicato il 9 Marzo 2018
alle
15:38
Il M5S a Rio ha preso il 33% dei voti. Non ha un candidato sindaco da proporre? Lascerà il campo a qualche vecchio volpone della politica locale? Se non colluso, certo poco incline a inimicarsi i vecchi potentati che hanno portato i Riesi al dissesto finanziario e del territorio?
da
CAPOLIVERI
pubblicato il 9 Marzo 2018
alle
15:21
COME EREMO E COME SIMO DIVENTATI….
da
FLAT Contributo di sbarco Tassa per l'Elba 5 euro a testa per tutti
pubblicato il 9 Marzo 2018
alle
14:09
Per fare cosa ? Il solito spreco di soldi pubblici ? A vantaggio di chi ?
A allungare troppo il collo ai polli si rischia che ci rimangano secchi o che scelgano lidi migliori da tanti punti di vista.
