Egregio Sig. Pacini, sarò molto rapido nel rispondere.
Il mio intervento si è reso necessario in quanto il blog dell’amico Fabrizio è molto diffuso e letto, per cui non potevo far passare una lettura imparziale e forse un po'strumentale, come se i Comuni elbani fossero disinteressati ad un tema cosi importante, su cui stiamo lavorando, al contrario, con impegno a vari livelli. Certamente non mi sento sminuito dal fatto che lei non mi abbia citato, capisco e rispetto il suo ego smisurato, ma francamente non mi sono proprio posto il problema. Nessuno di noi è così importante da favorire l’autostima del prossimo con una semplice citazione.
Più delicato mi sembra il discorso su Onorato e le tessere VIP. Non ho certamente la coda di paglia perché non ne avrei nessun motivo. Tuttavia mi lasci fare una riflessione. Quando una persona, pubblicamente, mediante un blog molto letto e diffuso, afferma che un certo imprenditore si comporta in un certo modo, da lei evidentemente non condiviso, “Tutto grazie a dei servi locali che per interesse e una tessera V.I.P gli hanno venduto l’Elba e gli Elbani”, c’è qualcuno che potrebbe farsi girare leggermente i testicoli.
Ebbene, uno di questi sono io, che sono un amministratore locale. Ma non perché abbia la coda di paglia, ci mancherebbe, ma perché credo che, in uno stato di diritto (che dovrebbe essere vigente anche all’Elba), accusare qualcuno di essere “servo locale che si svende per una tessera VIP”, lo trovo estremamente grave e forse meritevole di un approfondimento o, perlomeno, di un chiarimento. Sarebbe lei in grado di poter fare i nomi dei servi locali che si sono svenduti per una tessera VIP? Se ha il coraggio di farlo, si accomodi. Ma se, come credo, eviterà saggiamente il mio invito, forse farebbe meglio a rileggere quanto scritto prima di inviare il testo, non tanto per correggere piccoli errori veniali di ortografia, ma per evitare di incorrere in una giornata storta di qualcuno che, sentitosi chiamato in causa ed offeso da un epiteto così grave, invece di replicare, preferisce fare una telefonatina ad un avvocato. Perché la dialettica è legittima, ma sarebbe anche ora di finirla di gettare fango sul prossimo.
Cordiali saluti,
Gianluigi Palombi