Sempre seguendo questa classifica – che perรฒ al momento non fa parte delle griglie con cui lโUnione europea giudica lโoperato dei suoi membri – si scopre che รจ la Francia il Paese piรน esposto finanziariamente; il Paese che ricorrendo al debito sta vivendo lโoggi piรน di tutti con i mezzi del domani. ร vero, il debito pubblico in rapporto al Pil รจ piรน contenuto rispetto allโItalia ma se si somma lโesposizione delle societร (circa 160% del Pil), delle bancheโ(90% ) e delle famiglie (60%) vien fuori che il sistemaFrancia viaggia con una leva enorme, che supera il 400% del Pil, pari a 9mila miliardi di debiti cumulati. LโItalia, sommando tutti gli attori economici, supera di poco il 350% a fronte del 270% della Germania.
Questi numeri devono far riflettere, in particolare i tecnocrati europei che elaborano le soglie che stabiliscono se un Paese รจ virtuoso o no. Ignorare – o non pesare come probabilmente meriterebbe – il debito privato รจ un doppio errore. Sia perchรฉ cโรจ una stretta correlazione storica tra debito pubblico e debito privato (รจ dimostrato che laddove i Paesi sono chiamati a ridurre il debito pubblico con forme di austeritร , sono quasi costretti ad andare a โpescareโ la crescita attraverso lโaumento della leva privata). E sia perchรฉ, se con lโintroduzione del bail-in (che stabilisce che i privati partecipano con i propri risparmi ai salvataggi delle banche) passa il principio che il risparmio privato รจ un โasset istituzionaleโ, allora forse sarebbe piรน logico considerare tale anche il debito privato.
