Gli ignari clienti acquistavano , o meglio tentavano di farlo , telefoni cellulari, autovetture, casette in legno, e merce di vario genere, attraverso i piรน noti siti di compravendita esistenti in rete.
I prezzi apparentemente vantaggiosi inducevano allโimmediato acquisto ed alla trattativa .
Il timore di perdere โ lโaffare โ accelerava il rilascio delle coordinate delle carte di credito ed il pertinente pagamento , con la peculiaritร che il prodotto non arrivava mai a destinazione, fino alla triste scoperta di essere stati vittime di una truffa.
Al termine degli accertamenti, i responsabili ,residenti in tutta la penisola, dalla Campania alla Sardegna, allโUmbria, alla Toscana venivano deferiti alla Procura della Repubblica di Livorno per il reato di truffa.
La fama e la notorietร di alcuni siti non deve indurre in errore , in quanto la serietร di siti famosi e di rilevanza internazionale non sempre risponde alla garanzia di chi offre oggetti da vendere.
I prezzi bassi per merce di valore deve costituire un campanello dโallarme, e la trattativa telefonica o di persona va sempre privilegiata.
Rilasciare estremi di carte di credito o effettuare bonifici al โ buio โ puรฒ significare , nellโepoca contemporanea , gettare soldi al vento.
In ogni caso rivolgersi alle Forze dellโOrdine in caso di situazioni sospette puรฒ evitare di cadere in tranelli a volte di cifre anche consistenti.
Portoferraio,16 novembre 2015
