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Centenario della Grande Guerra


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Centenario della Grande Guerra


pubblicato il 19 Giugno 2015

alle
15:07

[COLOR=darkred][SIZE=4] LA SANITร MILITARE DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE [/SIZE] [/COLOR]

Conferenza del Dr. Luciano Gelli nell'ambito delle celebrazioni del centenario della Grande Guerra
Cimeli originali, lettere e cartoline autografe, dame e cavalieri in abiti dellโ€™epoca costituivano alcuni degli elementi della coreografia curata dallโ€™arch. Leonello Balestrini, che ricreava negli ambienti delle sale della Gran Guardia di Portoferraio lโ€™atmosfera dellโ€™inizio del ventesimo secolo.
Lโ€™occasione era data dalla conferenza dal titolo โ€œLA SANITร MILITARE DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALEโ€, organizzata nel pomeriggio di sabato 18 giugno nellโ€™ambito delle manifestazioni per il centenario della prima guerra mondiale, che aveva come relatore il dr. Luciano Gelli, socio del Lions Club sola dโ€™Elba che figura fra gli enti patrocinatori delle celebrazioni.
Quella che doveva essere per lโ€™Italia la quarta guerra di indipendenza mutรฒ presto il nome in guerra mondiale. Di questo infatti si trattava visto lโ€™alto numero di nazioni che vi parteciparono con 70 milioni di combattenti, 9 dei quali morirono, insieme a 7 milioni di civili, non solo in combattimento, ma per pulizie etniche, fucilazioni, malattie quali tubercolosi, tifo petecchiale, tetano, nonchรฉ la famosa influenza detta โ€œSpagnolaโ€ termine improprio in quanto fu importata dai militari americani ed anche di feriti, mutilati, impazziti da stress (detti volgarmente scemi di guerra) e ricoverati in manicomi. Con questi temi Gelli ha introdotto la relazione e, per meglio trattare lโ€™argomento, si รจ soffermato anche sulla diffusione nelle ostilitร  di armi innovative quali: mitragliatrici, gas letali, aerei e sui tremendi effetti che queste provocavano sulle truppe nemiche e sui civili.
Ma lโ€™impronta che il relatore ha voluto dare allโ€™incontro era rivolta allโ€™ottimismo e alla ricerca delle benefiche innovazioni che questo devastante conflitto ha portato in campo medico. E cosรฌ ha parlato di nuovi disinfettanti, antiparassitari, aspirina, vaccini contro il colera, il tetano e il vaiolo, di chirurgia plastica, con trapianti di tessuti, e trasfusioni di sangue; della messa in servizio di autoambulanze, alcune delle quali con attrezzature chirurgiche, altre con apparati radiologici, per il trasporto dei feriti, classificati secondo la gravitร  in vari codici, alle infermerie o agli ospedali. Di questo servizio, ha ricordato lโ€™oratore, usufruรฌ anche lo scrittore Hemingay colpito sul fronte italiano da un proiettile ad un ginocchio.
La conclusione Gelli ha voluto affidarla alla rivelazione di una curiositร : lโ€™abitudine del caffรจ alla mattina fu proprio diffusa fra le truppe dai generali italiani per mantenere vigili i soldati in trincea e, in seguito ripresa e migliorata dai tedeschi che escogitarono il caffรจ liofilizzato.
Al termine dai numerosi presenti sono state rivolte al relatore osservazioni e domande di chiarimenti alle quali egli ha esaurientemente risposto.

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