USL6: uso della forza Pubblica se ti lamenti per il disservizio e lo smantellamento della sanità pubblica!
Inserito 4 giorni fa |
Il giorno 17 novembre, in appuntamento con una ventina di persone, dovevo sottopormi ad una visita specialistica endocrinologica, ma siamo stati tutti rispediti con un nulla di fatto perché la dottoressa si è dovuta assentare per un serio problema personale,ovviamente, su questo nulla da obiettare, anzi ne approfitto per farle gli auguri.
Cecina 17novembre 2014 da Lino Parra
Quello che invece ritengo sia intollerabile è che per questo motivo il reparto sia stato chiuso: “ci vediamo un lunedì …” ha detto l’infermiera dell’ambulatorio, fissando un appuntamento senza impegno.
Ho messo in evidenza che questo disservizio non è altro che l’effetto della mancanza di personale che si ritorce sia contro i lavoratori che devono caricarsi di turni massacranti con numero di “utenti” sempre più numeroso, sia contro noi stessi “utenti” che abbiamo bisogno di assistenza e siamo costretti a fare lunghe file al CUP, attendere mesi e a volte anni per una prenotazione, sprecare giorni di ferie per poi essere rispediti a casa perché il medico non c’è (intanto però siamo costretti a pagare prima la prestazione e nessuno ci rimborsa se viene rinviata!) .
Per questa mia rimostranza la “solerte” infermiera ha ritenuto di dover chiamare i carabinieri che mi hanno identificato e poi, dopo mia insistenza e chiarimenti, “lasciato” andare a lavoro (avevo preso un permesso orario per fare la visita). E’ intervenuto anche il Primario del reparto che, insieme all’infermiera, ha cercato di scaricare la colpa sui lavoratori del CUP che, secondo loro, avrebbero sbagliato a darmi la prenotazione; in realtà c’erano tante altre persone che, come me, sono dovute andare via senza visita e che hanno assistito alla protesta, per difendere non solo il mio diritto ad essere assistito, ma il diritto di tutta la collettività a non vedersi smantellare i servizi sanitari pubblici.
Ciò che più mi è dispiaciuto è stato l’atteggiamento dell’Operatrice Sanitaria che, anziché porre al primo posto la sua etica professionale si è sbracciata a trasformare la mia legittima contestazione/osservazione, per il servizio negato, in un attacco nei suoi confronti.
Anziché chiamare i carabinieri, in futuro, farebbe meglio ad unirsi a chi lotta per evitare che l’ospedale venga depotenziato, domani potrebbe toccare proprio a lei essere considerata un esubero e licenziata, o essere spedita a casa senza poter fare una visita medica e sarà servito a poco sostenere quest’indifendibile sistema che porta a migrare verso le strutture private e, nel peggiore dei casi, i malati a non curarsi, minando l’universalità del diritto alla salute: la realtà è decisamente tutt’altro rispetto alle favole che il Direttore Generale USL 6 Porfido e l’assessore regionale Marroni ci vengono a raccontare!
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uso della forza Pubblica se ti lamenti per il disservizio e lo smantellamento della sanità pubblica!
pubblicato il 22 Novembre 2014
alle
16:42
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pubblicato il 22 Novembre 2014
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Attendi…
