La crisi che attanaglia l’Italia non è dovuta ad incapacità della Pubblica Amministrazione – funzionari di enti nazionali e locali, politici, magistrati – ma alla sua corruzione, che costa al Paese 60/70 miliardi l’anno ed è ormai “sistemica”, come certificano i presidenti della Corte dei Conti Giampaolino e della Suprema Corte di Cassazione Imposimato; Transparency International che ci ha retrocesso al 72° posto fra i Paesi con la Pubblica Amministrazione più corrotta, peggio di Rwanda, Cuba, Ghana; e L’Espresso del 30 aprile 2014 che dedica l’inchiesta di copertina alla corruzione nei Tribunali. I poste del blog approfondiscono questi temi, mentre “L’Inchiesta” è la rubrica che denuncia le violazioni dei diritti costituzionali dei cittadini abbandonati dalle Istituzioni. Esordiamo con il caso dello scempio ambientale in atto nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, all’Isola d’Elba, sulla famosa Punta di Fetovaia, per sanare il quale Guardia Forestale, Ente Parco, WWF, Italia Nostra inspiegabilmente non intervengono, mentre la Procura di Livorno è alla seconda richiesta di archiviazione, che il giudice deciderà il 7 maggio 2014. Un caso oggetto dei miei esposti e dell’appello del 25 marzo 2014 al Premier Renzi ed al Ministro Orlando (scaricabile in PDF) affinchè intervengano con i poteri loro conferiti dalla Costituzione (art. 107).
Grazie per l’attenzione.
Civiltà Italiana
Stefano Martinenghi
(presidente – dir. resp. del blog-magazine)
P.S.: da elbano devo aggiungere qualche considerazione. Avrei fatto volentieri a meno di tornare sullo scandalo dello scempio ambientale dei parcheggi comunali abusivi sulla Punta di Fetovaia, nel Parco Nazionale (ed all’appello al Premier Renzi ed al Ministro di Giustizia Orlando) se gli esposti in Procura avessero avuto l’esito che qualsiasi cittadino si attende in questi casi: indagini preliminari-apertura del processo-condanna o assoluzione dei responsabili. Invece siamo alla seconda richiesta di archiviazione in due anni, nonostante le inequivocabili prove a carico dei responsabili dichiaratisi a mezzo stampa. Per altre vicende invece i processi sono stati celebrati fulmineamente nonostante l’assenza di prove a carico dei “presunti” responsabili, come nel “caso” dell’amico e Sindaco di Portoferraio Giovanni Ageno, assolto “per non avere commesso il fatto” anni dopo la carcerazione come un delinquente e la morte per crepacuore. E con lui assolti i numerosi coimputati, a riprova dell’inescusabilità del “granchio”, per il quale nessuno ha pagato. Chi pensa in buonafede che la mia iniziativa sia inopportuna per l’Elba, tanto più in questo avvio di stagione turistica, pensi che potremmo chiamarci tutti Giovanni. E che avere una Giustizia che funziona bene è interesse primario di tutti, anche se c’è da pagare qualche scotto.
