Oltretutto ignorando una nota della Prefettura di Livorno che sollecitata ad una verifica di legittimità da parte del candidato a sindaco della lista “L’Ancora” Fabio Cecchi, aveva ben chiarito al Primo Cittadino di Porto Azzurro, consigliando prudenza e ricordandogli “il divieto posto dall’art.38 del citato T.U.O.E.L. (Testo Unico Ordinamento Enti Locali).
L’invito fatto dal Prefetto è stato bellamente ignorato dal sindaco di Porto Azzurro, che ha portato oltretutto in approvazione argomenti come il Programma triennale dei Lavori Pubblici e il Bilancio Pluriennale, ingessando di conseguenza la discrezionalità di programmazione della prossima amministrazione comunale.
E’ evidente che per il Comune di Porto Azzurro ci sia urgente necessità di un riequilibrio democratico perché non tutti sono “gorani” e solo uno é “pescecane”, ma un’intera popolazione intende essere ascoltata e non più delegare al solo primo cittadino, decisioni che riguardano il destino di tutti.
Sorprende ancora di più il fatto che a segnalare una palese irregolarità come questa sia stato un candidato a sindaco e non quella opposizione consiliare chiamata istituzionalmente da ormai 10 anni a ricoprire il ruolo di controllo che la Legge le assegna, invece assente dal mandato istituzionale assegnato dall’elettorato, in modo quasi sistematico. Al Prefetto di Livorno dunque il compito di giudicare fino in fondo la legittimità dell’azione dell’Amministrazione Comunale di Porto Azzurro, oltretutto non nuova ad atteggiamenti del genere, peraltro facilmente documentabili. Agli elettori di Porto Azzurro, invece, il compito di distinguere fra i protagonisti di questa vicenda chi faccia davvero l’interesse del proprio paese, in questo momento così delicato per un’economia turistica già duramente provata dalla disavventura amministrativa che nel maggio del 2011 ha privato il porto di 110 posti barca e del conseguente indotto turistico per tutta la stagione estiva.
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