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pescatore


da
pescatore


pubblicato il 27 Gennaio 2012

alle
18:56

Per non dimenticare

Olocausto, per non dimenticare
Anche lโ€™orrore รจ memoria. E ogni giorno รจ giusto per ricordare. Oggi, forse, di piรน.
Era il 27 gennaio del 1945 quando le truppe sovietiche entrarono ad Auschwitz e scoprirono lโ€™abominio dei campi di concentramento nazisti.
Molti non sapevano che a casa, nel paese del socialismo reale, altri milioni di esseri umani non venivano sterminati dal gas nervino, ma dal freddo siberiano per volere supremo di Stalin.
Nella Germania hitleriana uomini, donne e bambini dovevano morire per la purezza della razza. Nella Unione sovietica uomini, donne e bambini dovevano morire per costruire un impero.
Oggi il mondo commemora i primi, mi auguro non dimentichi i secondi. E come loro tutte quelle persone che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale hanno subito lo stesso destino nella lontana Cambogia e nella vicina ex Jugoslavia.
Ricordo ancora il gelo che provai quando accompagnato da Janka, la mia guida magiara, sono entrato nel Museo del Terrore di Budapest. Allโ€™ingresso due steli di marmo vicini, uno rosso, lโ€™altro nero riflettono come uno specchio la storia e la tua immagine.
Il palazzo che ospita lโ€™esposizione, al numero 60 di Andrร ssy ut, รจ stato prima la sede dei nazisti ungheresi, poi quello dllโ€™AVO e dellโ€™AVH, le organizzazioni terroristiche comuniste.
Dentro non cโ€™รจ solo la Storia, cโ€™รจ lโ€™inumana umanitร . I televisori propongono in continuazione vecchi filmati in bianco nero: sono immagini crudeli di deportazioni, di violenza di assassini.
Alle pareti volti di persone che lโ€™hanno subite. E non sono piรน tornate.
Ho sfidato le telecamere di sorveglianza e con un mano ho toccato una delle divise naziste conservate nel museo.
Sul bavero aveva le croci uncinate. Era pulita, morbida, soffice.
Ma sapeva di morte.

Mai piรน.

Attendi…