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acqua pubblica: non sarร  facile liberarsi dell'asa


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acqua pubblica: non sarร  facile liberarsi dell'asa


pubblicato il 10 Ottobre 2011

alle
7:55

Ribadiamo: abbiamo presentato la legge di iniziativa popolare per lโ€™acqua pubblica in Toscana, inascoltata; abbiamo presentato una legge di iniziativa popolare a livello nazionale, inascoltata; siamo stati costretti ad utilizzare il referendum, purtroppo solo abrogativo in Italia.
La partecipazione al voto dimostra in modo inequivocabile che gli italiani non credono piรน alla favola che โ€œil privato รจ piรน efficiente e investeโ€, e lโ€™hanno detto nellโ€™unico modo consentito: il voto.
Il compito dei politici รจ quello di rispettare il voto e porsi il problema come ripubblicizzare ASA, non quello di sancire lโ€™inviolabilitร  di una privatizzazione.
Sembra incredibile, ma i cittadini dovranno fare qualcosa in piรน che semplicemente andare a votare per il referendum, per poter cambiare questo paese.
Il governo si comporta come se nulla fosse accaduto sul โ€œlegittimo impedimentoโ€ e a livello locale le varie societร  che gestiscono lโ€™acqua in Toscana sembra che rimarranno intatte alla tornata referendaria.
Su uno dei referendum sullโ€™acqua, Il PD si รจ convertito al sรฌ solo nelle ultime settimane, mentre alcuni politici di rilievo, hanno sostenuto il no fino da ultimo, sostenendo il modello toscano delle privatizzazioni e invece il quesito del profitto al privato รจ stato quello che ha avuto piรน voti.
Si rispetti il mandato ricevuto dal referendum: FUORI I PROFITTI DALLA GESTIONE DELLโ€™ACQUA, FUORI I PRIVATI DALLA GESTIONE DELLโ€™ACQUA, e siccome non abitiamo su marte, FUORI I PRIVATI DALLA GESTIONE DI ASA.
Inoltre il voto esprime una enorme voglia di PARTECIPAZIONE DAL BASSO, uno degli slogan รจ: โ€œSI SCRIVE ACQUA, MA SI LEGGE DEMOCRAZIAโ€.
I quesiti referendari e la vittoria dei SI restituiscono ai sindaci e alle amministrazioni comunali i comandi di una nuova politica e la possibilitร  di disporre di strumenti per favorire il controllo dal basso di beni e risorse da acquisire alla sfera dei beni comuni, ridisegnando i servizi in forma mirata e territoriale, attraverso il coinvolgimento diretto degli utenti, dei lavoratori, dei livelli piรน decentrati del governo locale. Una forma di โ€œbilancio partecipatoโ€ che investe non solo lโ€™acqua ma tutti i servizi pubblici locali: il trasporto pubblico, la gestione dei rifiuti e lโ€™energia.
Gli stessi partiti dellโ€™area di governo, pur ribadendo la propria contrarietร  nel merito rispetto ai quesiti referendari, affermano che la volontร  popolare รจ chiaramente espressa e che ne dovranno tenere conto.
Non รจ accettabile da parte di nessuno, nemmeno, ad esempio da parte di Fabio Baldassarri, quale che sia il proprio ruolo nelle istituzioni, aziende o enti, cercare di ignorare il mandato popolare, di eluderne il senso, di aggrapparsi ad interpretazioni capziose e cavillose per fare in modo che niente cambi. Pena il relegare il sistema dei partiti su una sorta di mondo parallelo, producendo ulteriori strappi e rigetto da parte di una popolazione che รจ tornata a rivendica il proprio ruolo di indirizzo e partecipazione.
La comprensibile ritrosia e lโ€™ancorarsi alle proprie opinioni in modo coerente, lร  dove divenga elemento ostativo allโ€™adempiere al mandato popolare, puรฒ essere risolto solo e soltanto rassegnando le proprie dimissioni.

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