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x gli AntiTutto meno che il Nucleare


da
x gli AntiTutto meno che il Nucleare


pubblicato il 18 Marzo 2011

alle
0:32

Qualcuno non me ne voglia piรน di tanto se porto allโ€™ attenzione i numeri riguardo il piano โ€œnucleareโ€ del governo presentati ufficialmente dallโ€™ENEL da cui in sintesi si ha: entro il 2020, investendo circa 40 miliardi di Euro si dovrebbero costruire 8 centrali nucleari che fornirebbero circa il 3,5% dellโ€™energia totale a quella data. Questo 3,5% si stima abbia un costo di produzione inferiore del 20% rispetto al restante 96,5% prodotto in altro modo. Da quanto sopra deriva che, dal 2020, il costo generale per produrre energia elettrica sarร  inferiore dello 0,65% restando ovviamente le cose cosรฌ come le conosciamo oggi. Ometto volontariamente, per non essere tacciato di essere โ€œfazioso intellettuale Comunistaโ€, un abbozzo di analisi del rischio, dei costi-benefici, degli impatti, delle criticitร  etc. etc. e per ultimo anche come recuperare i 40 miliardi di Euro investiti. Lascio la parola agli opinionisti anti-tutto meno che del Nucleare che sapranno argomentare, con i dati oggettivi evidentemente, convicendoci sui vantaggi della scelta alla quale assicurano che non vi siano alternative valide.

Per evitare equivoci mi preme segnalare che i dati utilizzati non me li ha passati sottobanco il "bolscevico" Sergio Rossi (che spero mi scuserร  per averlo tirato in ballo), ma provengono da una presentazione dellโ€™Enel pubblicata sul sito di SKY [URL]http://tg24.sky.it/tg24/cronaca[/URL] /2011/03/15/….. di cui riporto integralmete:

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……. Gli obiettivi del governo:
Gli obiettivi del governo partono da un aumento dei consumi nazionali, che dai 350 TWh del 2008 dovrebbero salire a circa 400 al 2020: di questi, circa il 25% dovrebbe essere prodotto con l'atomo, per una potenza richiesta di circa 13mila MWe, vale a dire 8 unitร  da 1.600 Mwe l'una.
L'accordo Enel-Edf prevede la realizzazione di almeno 4 unitร  su 2-3 siti (pari a 6.400 MWe) in tecnologia Epr, con la posa della prima pietra entro il 2013 e l'entrata in esercizio della prima unitร  nel 2020.
La realizzazione degli impianti, solo considerando l'impegno di Enel-Edf, รจ pari a 18-20 miliardi, che quindi diventano circa 40 per l'intero programma nucleare.
Stime del gruppo elettrico dettagliano i costi in 5 miliardi per la prima unitร , 4,7 per la seconda, 4,3 per la terza, 4 per la quarta, con ricadute occupazionali per poco meno di 3.500 persone per ogni unitร .
I vantaggi – A fronte di questo impegno, i benefici si individuano sia sul piano economico, che su quello ambientale. In particolare, il costo di generazione da nucleare dovrebbe essere del 20% inferiore rispetto a quello dei cicli combinati a gas.
Un altro vantaggio sta nella scarsa incidenza del costo dell'uranio sui costi di generazione (a differenza del petrolio e del gas) e quindi della garanzia di stabilitร  del prezzo del kWh anche in caso di grandi oscillazioni delle quotazioni della materia prima, che comunque si trova in Paesi geopoliticamente stabili.
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Scepale

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