La sua analisi politica รจ, come sempre, appropriata e in larga misura condivisibile. Ci sono, perรฒ, un paio dโaspetti del suo ragionamento che non mi convincono e che proverรฒ a commentare. Poche ma di non poco conto. Concordo con lei che le โfilosofieโ ottocentesche, che mantengono aperta la frattura tra destra e sinistra, sono ormai superate. Ciรฒ non vuol dire, pero, che il conflitto politico -che ancora permane nelle democrazie occidentali- non abbia ragion dโessere nella dialettica tra le classi (o se preferisce: categorie) e negli scontri sociali. Quella dialettica e quegli scontri che le โfilosofieโ non hanno inventato, ma solo teorizzato, prevedendone il superamento, in un senso o nellโaltro. Sono proprio le vie indicate per il loro superamento che hanno fatto acqua, se non addirittura lโidea stessa di questo superamento (in senso comunista o in quello liberale). Ma ci sono altre due vie dโuscita alternative, quella socialdemocratica e quella democratico cristiana che si sono fatte strada nel secolo scorso,piรน nella prassi politica che nella teoria filosofica. Queste idee politiche -che non prevedono il superamento, ma la gestione dei conflitti di classe- se pur con molti errori, hanno saputo costruire qualcosa di buono e quindi non meritano di essere liquidate a priori, anche perchรฉ, basandosi sul pragmatismo riformista, hanno in sรฉ la capacitร di adeguarsi al nuovo.
Anche io, come lei, non mi sento rappresentato dagli attuali schieramenti politici, ma ho sempre votato e continuerรฒ a votare anche di questi tempi. Perchรฉ รจ vero che non mi piace nessun partito, ma ce ne sono alcuni che mi piacciono molto, ma molto meno diโaltri.
Pasqualino
