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Carlo Dotto


da
Carlo Dotto


pubblicato il 7 Ottobre 2010

alle
22:02

Gentilissimo signor Onorato
Le scrivo attraverso le pagine di Camminando con la speranza che Lei possa leggere o quanto meno qualcuno possa riferirle quello che ho da dirle.
Martedรฌ cinque Ottobre mi trovavo a Pisa per una visita oculistica ai miei due figli gemelli di dieci mesi. Al rientro sul porto di Piombino vedo la sua nave โ€œGiragliaโ€ ormeggiata e capisco che probabilmente dovrรฒ mio malgrado fare il viaggio con quello che non le nascondo, ritengo un rottame galleggiante. Chiedo in biglietteria se cโ€™รจ un ascensore per portare su un passeggino gemellare e mi viene garantito che cโ€™รจ un montacarichi e che basta chiedere al personale addetto poco prima di imbarcarsi. Penso fra me che quellโ€™aggiunta di โ€œpanceโ€ laterali probabilmente aveva portato qualche novitร  e qualche ammodernamento e torno alla macchina. Alla fatidica domanda mi viene detto che lโ€™ascensore non esiste, e che per montacarichi probabilmente lโ€™addetto ai biglietti intendeva la pedana che fa salire le auto in coperta. Dietro le esortazioni della mia fidanzata a restare calmo mi siedo e aspetto il mio turno. Mi accorgo che, probabilmente per guadagnare spazio, fanno scendere i passeggeri lasciando solo lโ€™autista a bordo della macchina e faccio notare che la cosa per me sarebbe impossibile visto i due neonati che devo portare su a piedi dalle scale. Il primo addetto sulla banchina mi indica allora di andare a sinistra in fondo alla nave dove avrei avuto un po' piรน di spazio e mi avvio sul portellone. Il secondo addetto mi fa segno di andare a destra e gli spiego che il collega mi aveva indirizzato a sinistra per i motivi di cui parlavo prima. Il terzo addetto, a metร  del ponte comincia ad alzare la voce ed a indirizzarmi con ampi gesti verso destra, mi rifermo e rispiego la tiritera anche a lui. Arrivati al quarto addetto la voce aveva giร  raggiunto i volumi tipici dellโ€™urlo e allโ€™ennesima esortazione a dirigermi a destra fermo la macchina, scendo e comincio ad urlare anche io. La mia fidanzata non si intromette a calmare gli animi, segno che ormai la pazienza รจ finita anche per lei. Raggiunta lโ€™agognata meta parcheggia dietro di me una famiglia a due centimetri dal mio paraurti su invito del quarto addetto. Spiego che cosรฌ non posso tirare fuori il passeggino e il signore gentilmente si sposta. Mi spiega che sul sedile posteriore cโ€™รจ suo figlio adolescente che ha subito unโ€™operazione poche ore prima (credo lโ€™asportazione dei chiodi da un arto fratturato) e che dovrร  farsi il viaggio in garage, cosa che peraltro dovrebbe essere vietata. Mi rendo conto che il passeggino rimarrร  nella bauliera vista la ripiditร  delle scale e salgo nel salone. Lascio i due piccoli in braccio alla mamma che fa lโ€™equilibrista affinchรจ non arrivino a toccare le incrostazioni di sudicio che ricoprono le poltroncine blu e vado in bagno. O meglio, quel che ne rimane. Ma lo sa che con i proventi del passaggio di una decina di auto non residenti probabilmente riuscirebbe a fare dei bagni degni di tale nome? Lo sa che mentre ero dentro sentivo delle grida provenire dal bagno di fianco ed era una passeggera che era rimasta chiusa dentro ed ha dovuto attendere che un marinaio trovasse degli attrezzi per aprire la porta bloccata? Lo sa che in quel momento mi sono vergognato profondamente ed ho pensato cosa potesse provare un turista che paga profumatamente e si trova in simili condizioni?
Ci faccia un piacere signor Onorato, glielo chiede uno che due anni fa ha viaggiato con uno dei suoi traghetti per la Sardegna, il Moby Tommy, e si รจ trovato benissimo (Sessanta (no 250!!) euro per un viaggio di sei ore, circondati dal confort e da ristoranti, sdraio sui ponti e pulizia) :
Mandi la Giraglia ad Aliaga in turchia, la demolisca, se ne liberi, ne guadagnerร  il Suo prestigio e non ultimo quello dellโ€™Isola dโ€™Elba. E intanto, dia almeno una sistemata ai bagni e metta un ascensore, almeno per rispetto di chi quelle scale non le puรฒ salire.
Grazie per lโ€™eventuale interessamento, la saluto cordialmente
Carlo Dotto

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