Secondo unโindagine dellโUnione Europea, le esenzioni fiscali concesse a strutture controllate dalla Chiesa in Italia sarebbero incompatibii con le norme sulla concorrenza. Nel mirino dellโUe, in particolare, lโesenzione totale dellโIci e il 50% dellโIres a favore della Chiesa, che gestisce in Italia circa 100mila immobili, tra scuole, alberghi, ospedali e strutture commerciali. Il risparmio per gli enti ecclesiastici รจ cosรฌ di circa 2 MILIARDI DI โฌ L'ANNO (la penultima manovra economica correttiva di G. Tremonti, era quantificabile in circa 4 Miliardi di Euro, significa che cioโ che si intasca la CCAR ogni anno eโ pari a circa 1/2 finanziaria italianaโฆ), cosa che avvantaggia rispetto ad altri privati e viola la concorrenza. La Commissione Europea โ riporta Repubblica – aprirร a metร ottobre una procedura per โaiuti di statoโ.
Prima era partita la denuncia dei radicali Maurizio Turco e Carlo Pontesilli, archiviata perรฒ dalla commissaria Neelie Kroes per due volte, forse anche per le pressioni ricevute sia dallโItalia che dal Vaticano. I radicali si sono quindi rivolti alla Corte di giustizia europea e il commissario alla Concorrenza Joaquin Almunia ha aperto la procedura contro lโItalia, per evitare una eventuale condanna per inazione da parte dei giudici lussemburghesi. Entro 18 mesi Bruxelles dovrร decidere sul caso. Una eventuale condanna dellโItalia potrebbe portare allโabolizione di tali privilegi e obbligherebbe lโItalia a chiedere il rimborso delle tasse non pagate dagli enti ecclesiastici.