Sterminio dei cinghiali a caccia chiusa
23 maggio 2009 | Autore –
"Vivo da trentโanni in Emilia Romagna, in Bologna per la precisione. Qui da diversi anni si รจ radicata la piaga della cosidetta "caccia di selezione" estesa ai cinghiali e dei "piani di abbattimento" dei cinghiali a caccia chiusa.
Queste infamie sono state accuratamente pilotate da gruppetti di persone furbe e spregiudicate, appoggiatissimi dal potere politico locale in quanto fonte di consensi elettorali, di posti di lavoro fasulli legati alla burocratizzazione della caccia e, sopratutto, fonte di reddito e di guadagni.
La c osa prende inizio tra gennaio, appena chiusa la caccia, ed i mesi che precedono la primavera o anche oltre. Si comincia con articoli sui giornali locali ("Il Resto del Carlino" in primo luogo) in cui si allarma la popolazione descrivendogli praticamente lโinvasione di tutto il territorio da parte di sterminati branchi di cinghiali, piรน fitti dei bisonti americani nel primo ottocento. Poi "si invoca" lโintervento dei "selettori" (che stanno dietro a questa stampa, naturalmente) paventando immensi danni allโagricoltura. Quindi si stabilisce che bisognerร abbattere un certo numero (sempre elevatissimo) di animali e comincia la mattanza che va avanti fino allโapertura della caccia.
I dati ufficiali parlano di migliaia di cinghiali in territori ridottissimi (la provincia di Bologna รจ molto piccola ed assai antropizzata) e vengono uccisi a tutte le ore, specialmente di notte con mezzi da bracconieri (uso di potenti fari e capienti veicoli fuoristrada). Vi sarebbero delle regole anche per queste porcate, ma non vengono neppure prese in considerazione dai macellai.
Giร , perchรฉ di volgari macellai si tratta i quali caricano ogni notte quintali di carcasse che finiscono subito in capaci frigoriferi e da qui sui tavoli di tutti i ristoranti e trattorie della zona, oltre che venduti ad amici e privati.
Vengono uccisi cinghiali di entrambi i sessi e di tutte le etร , compresi i piccoli struati.
Questi macellai ricavano un reddito elevato da tali mattanze e con il ricavato comprano fuoristrada e case rustiche, รจ noto come diversi di costoro iniziata questa pacchia, abbiano abbandonato il lavoro ufficiale per dedicarsi a tempo pieno alla macelleria.
Quando noi cacciatori veri andiamo a caccia di cinghiali nei tempi e con le regole previste tra lโautunno e lโinverno, pagando tutte le salatissime tasse che ci impongono i tiranni, troviamo sempre meno animali: infatti noi serviamo soltanto a finanziare i redditi di questi gruppi di macellai e dei loro protettori.
Nellโarco dei ultimi 2-3 anni squadre che catturavano con tutti i crismi, anche piรน di duecento animali, si sono trovate a stento a catturare 20-30 cinghiali. Qualche squadra si รจ sciolta, altri vanno sempre piรน svogliatamente a caccia per pochi giorni a stagione.
Questo scandalo ripugnante รจ stato piรน volte denunciato e sempre messo a tacere, essendo potentissime queste minoranze di macellai, burocrati e furbastri vari. La politica locale inoltre permettendo a molti locali delle zone di montagna di fare queste cose, coltiva notoriamente il suo bacino elettorale.
I cacciatori di questa regione e di questa provincia di Bologna in particolare, sono timidi ed asserviti, mugugnano e debbono sopportare questa truffa prepotente. Poichรฉ nelle squadre allโinizio di stavano manifestando proteste recate sui tavoli della provincia, gli astuti responsabili locali hanno fatto la politica di distribuire largamente patentini da "selecontrollore" ai capisquadra ed alle persone piรน influenti, assicurandosene la collaborazione per far naufragare ogni azione di protesta.
Non esiste alcuna ragione per estendere la "caccia di selezione" ai cinghiali, non essendo necessaria tale modalitร di caccia per questi animali. La "caccia di selezione" va limitata a cervi, daini e โ volendo, attesa la grande abbondanza sul territorio โ ai caprioli. La "caccia di selezione" ai cinghiali deve essere proibita e perseguiti con la massima severitร i bracconieri.
Si dovrebbe a mio avviso anche istituire un giorno allโanno la tradizione della "monteria spagnola", cosicchรฉ in una grande ed unica battuta, ogni cacciatore avrebbe la possibilitร di abbattere qualche capriolo, qualche daino ed anche qualche cervo. Un giorno allโanno di tale attivitร venatoria non farebbe alcun danno alla fauna e ristabilirebbe il giusto equilibrio tra i cacciatori.
Infatti la cosidetta "caccia di selezione" ha introdotto in Italia il principio del privilegio che non essendo piรน legato come nei secoli passati ai diritti della nobiltร (e quindi dellโingiustizia sociale), รจ finito nelle mani dei furbi corrotti e corruttori, ovvero in una situazione di gran lunga peggiore."
Fonte:
Corrado Cipolla dโAbruzzo [EMAIL]cipolladabruzzo@alice.it[/EMAIL]
