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For My Isle


da
For My Isle


pubblicato il 11 Settembre 2010

alle
16:15

Caro Dreamer, sono perfettamente dโ€™accordo con te che il rosso e il nero questa volta non cโ€™entrano molto. Sono elbana e non ho mai aspettato che qualcuno facesse qualcosa per me. Ho sempre fatto molto per gli altri, quando ho potuto, ma per me stessa mi sono sempre rimboccata le maniche e con il frutto del mio lavoro mi sono procurata quanto mi necessitava. Ora assisto impotente allo scempio dellโ€™Elba, piena di rabbia malcontenuta per lโ€™agire scellerato di quanti che, anche con una buona dose di ipocrisia, hanno portato al degrado di una comunitร  fino ad oggi dignitosa. Quelli che mi fanno girare piรน i c——i sono i c.d. โ€œcolonizzatoriโ€ che vestendo gli abiti, un giorno dei โ€œcompagni illuminatiโ€, un giorno dei โ€œpaladini dellโ€™ambienteโ€ prendono tempo per guardarsi intorno e vedere con chi conviene schierarsi, salvo poi abbandonare la nave e ripresentarsi, con una verginitร  โ€œrinnovataโ€ ai precedenti compagni di cordata. Ieri, mentre alla TV il Vicesindaco di Pollica, il paese il cui sindaco รจ stato vittima di un agguato, si sbracciava a dire che nei loro paesi la camorra non esiste (ma chi gli ha creduto?) pensavo alla mia Isola, dove solo qualche tempo fa tali vocaboli non esistevano, e su significato dei quali, oggi, purtroppo, dobbiamo riflettere amaramente.
Riprendiamoci quindi il nostro territorio, ben venga il Comune Unico, se uniti riusciremo a riappropriarci della nostra storia, delle nostre tradizioni, del nostro ambiente e dei nostri paesi. Siamo 30.000, non รจ necessario il nostro raddoppio; le nostre forze sono sufficienti. Lasciamo nelle cittร  in cui vivono abitualmente tutti quei โ€residentiโ€ che diventano tali solo al momento di non pagare lโ€™ICI o di trovare posto per lโ€™auto od ottenere la riduzione sul costo del traghetto, e, soprattutto, che lo diventano al momento delle elezioni. Non devono essere costoro a decidere chi dovrร  governare la nostra Isola. I nostri antenati, da una situazione di miseria, lavorando e lottando, ci hanno portato ad unโ€™economia di benessere. Lavoriamo e lottiamo anche noi, con la loro stessa onestร  e la loro tenacia, e lasciamo ai nostri figli una situazione quantomeno pari a quella che abbiamo ricevuto.

Attendi…