Il mese di settembre mi fa venire in mente quando, tanti anni fa, mi dedicavo alla pesca delle lampughe, particolarmente proficua nel golfo di Procchio. Partendo a remi da Marciana Marina, inevitabilmente approdavo sulla spiaggetta di Campo allโAia, nella zona che aveva e ha il nome di โportoโ. Incagliato il mio โguzzettoโ, legavo la cima di prua a una colonna che sembrava piantata a bella posta lรฌ, dove comincia la scarpatella di filari di lecci.
A quei tempi, non mโinteressavano nรฉ lโepoca nรฉ il perchรฉ, la usavo e basta.
Nella seconda metร degli anni Sessanta, trovandomi sullโisola con lโIstituto di Paleontologia Umana di Pisa per ricerche archeologiche, presi per la prima volta in esame il manufatto con lโintento di definirne la cronologia.
Il risultato fu abbastanza deludente: fu definito โ รจ vero โ che si trattava di una colonna di marmo cipollino ma, non essendo stati trovati elementi datanti, la conclusione fu che essa poteva essere riferita al periodo romano o a quello medievale, con una leggera preferenza, istintiva e soggettiva, per il primo.
Le ultime e minuziose osservazioni della colonna, che, per inciso, รจ tuttora oggetto di spiccata curiositร per i molti che frequentano lโincantevole insenatura, risalgono allo scorso agosto. La โscopertaโ di tracce di scorie di ferro sulla superficie e lโassenza di incrostazioni marine hanno permesso di acquisire dati fondamentali per un corretto riferimento cronologico. Vediamo perchรฉ.
Eโnoto che lโarco nord-occidentale del golfo di Procchio, Campo allโAia, fino agli anni Venti del secolo scorso era letteralmente invaso da enormi ammassi di scorie di ferro, il cui peso รจ stato calcolato in oltre 30.000 tonnellate. Poi, durante gli anni Trenta/Cinquanta, quelle scorie, che avevano un tenore medio di ferro residuo intorno al 50%, furono in gran parte asportate e riutilizzate negli altiforni di Portoferraio e di Piombino. Fra i cumuli rimasti, negli anni Ottanta furono recuperati frammenti di tipi particolari di anfore (greco-italiche e Dressel 1B) che consentono di inquadrare la locale attivitร di riduzione del ferro intorno al 100 a. C.. Fu proprio in tale periodo che la colonna, adagiata sulla spiaggia, venne raggiunta e compenetrata da una o piรน colate di riduzione ad alta temperatura.
Non sappiamo quando la colonna di Campo allโAia sia stata posizionata in verticale lรฌ dove ora si trova, ma la sua cronologia conduce a una serie di stimolanti deduzioni. Le quali, per esempio, consentono di affermare che appartengono alla stessa epoca, stanti le stringenti affinitร tipologiche, le piccole colonne di cipollino sommerse a pochi metri di profonditร nellโopposto golfetto dellโAgnone. Allo stesso modo oggi รจ palese che le origini delle cave di cipollino situate sulla punta dellโAgnone e a Spartaia, ritenute dai piรน medievali o moderne, devono essere retrodatate almeno alla fine del II-inizio del I secolo a. C..
Con i necessari approfondimenti sarร possibile scrivere nuove pagine di storia antica sul comprensorio di Procchio e sullโElba intera. Non รจ poco per la piccola colonna che, tuttโal piรน, serviva ai pescatori e attirava la curiositร dei turisti. Ora non puรฒ non farsi viva la speranza che questo prezioso lacerto del nostro passato attragga le cure di chi deve tutelarlo e [COLOR=darkblue]valorizzarlo.
Michelangelo Zecchini [/COLOR]
