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Michelangelo Zecchini


da
Michelangelo Zecchini


pubblicato il 8 Settembre 2010

alle
8:23

[SIZE=4][COLOR=darkblue]PROCCHIO: UNA PICCOLA COLONNA RICCA DI STORIA [/COLOR] [/SIZE]

Il mese di settembre mi fa venire in mente quando, tanti anni fa, mi dedicavo alla pesca delle lampughe, particolarmente proficua nel golfo di Procchio. Partendo a remi da Marciana Marina, inevitabilmente approdavo sulla spiaggetta di Campo allโ€™Aia, nella zona che aveva e ha il nome di โ€˜portoโ€™. Incagliato il mio โ€˜guzzettoโ€™, legavo la cima di prua a una colonna che sembrava piantata a bella posta lรฌ, dove comincia la scarpatella di filari di lecci.
A quei tempi, non mโ€™interessavano nรฉ lโ€™epoca nรฉ il perchรฉ, la usavo e basta.
Nella seconda metร  degli anni Sessanta, trovandomi sullโ€™isola con lโ€™Istituto di Paleontologia Umana di Pisa per ricerche archeologiche, presi per la prima volta in esame il manufatto con lโ€™intento di definirne la cronologia.
Il risultato fu abbastanza deludente: fu definito โ€“ รจ vero โ€“ che si trattava di una colonna di marmo cipollino ma, non essendo stati trovati elementi datanti, la conclusione fu che essa poteva essere riferita al periodo romano o a quello medievale, con una leggera preferenza, istintiva e soggettiva, per il primo.

Le ultime e minuziose osservazioni della colonna, che, per inciso, รจ tuttora oggetto di spiccata curiositร  per i molti che frequentano lโ€™incantevole insenatura, risalgono allo scorso agosto. La โ€˜scopertaโ€™ di tracce di scorie di ferro sulla superficie e lโ€™assenza di incrostazioni marine hanno permesso di acquisire dati fondamentali per un corretto riferimento cronologico. Vediamo perchรฉ.

Eโ€™noto che lโ€™arco nord-occidentale del golfo di Procchio, Campo allโ€™Aia, fino agli anni Venti del secolo scorso era letteralmente invaso da enormi ammassi di scorie di ferro, il cui peso รจ stato calcolato in oltre 30.000 tonnellate. Poi, durante gli anni Trenta/Cinquanta, quelle scorie, che avevano un tenore medio di ferro residuo intorno al 50%, furono in gran parte asportate e riutilizzate negli altiforni di Portoferraio e di Piombino. Fra i cumuli rimasti, negli anni Ottanta furono recuperati frammenti di tipi particolari di anfore (greco-italiche e Dressel 1B) che consentono di inquadrare la locale attivitร  di riduzione del ferro intorno al 100 a. C.. Fu proprio in tale periodo che la colonna, adagiata sulla spiaggia, venne raggiunta e compenetrata da una o piรน colate di riduzione ad alta temperatura.
Non sappiamo quando la colonna di Campo allโ€™Aia sia stata posizionata in verticale lรฌ dove ora si trova, ma la sua cronologia conduce a una serie di stimolanti deduzioni. Le quali, per esempio, consentono di affermare che appartengono alla stessa epoca, stanti le stringenti affinitร  tipologiche, le piccole colonne di cipollino sommerse a pochi metri di profonditร  nellโ€™opposto golfetto dellโ€™Agnone. Allo stesso modo oggi รจ palese che le origini delle cave di cipollino situate sulla punta dellโ€™Agnone e a Spartaia, ritenute dai piรน medievali o moderne, devono essere retrodatate almeno alla fine del II-inizio del I secolo a. C..
Con i necessari approfondimenti sarร  possibile scrivere nuove pagine di storia antica sul comprensorio di Procchio e sullโ€™Elba intera. Non รจ poco per la piccola colonna che, tuttโ€™al piรน, serviva ai pescatori e attirava la curiositร  dei turisti. Ora non puรฒ non farsi viva la speranza che questo prezioso lacerto del nostro passato attragga le cure di chi deve tutelarlo e [COLOR=darkblue]valorizzarlo.

Michelangelo Zecchini
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