[COLOR=darkred]Cosรฌ recitava Diderot…e come dargli torto! [/COLOR]
Le notti dellโarcheologia elbana, oggettivamente piuttosto misere se raffrontate con quanto รจ stato organizzato nel resto della Toscana, sono โsalvateโ e nobilitate da due conferenze di primโordine.
La prima (Museo della Linguella, 20 luglio) รจ tenuta da Alessandro Pastorelli, giovane e apprezzato architetto elbano, di cui conosco lโaccurata tesi di laurea. Introduce e partecipa il prof. Luigi Marino dellโUniversitร di Firenze, studioso di fama internazionale che ben conosce tecniche e sorti del restauro in Italia e nel mondo. Il titolo della conferenza ( โDegrado delle aree archeologiche costiere. La villa romana della Linguella a Portoferraioโ) รจ attualissimo: forse mai, come oggi, i nostri gioielli archeologici appaiono in abbandono. Se si ha la ventura di fare una passeggiata allโottocentesco Forte di Monte Albero, o alle strutture medievali del Volterraio, o allโinsediamento etrusco di Monte Castello presso Procchio, o alla villa romana di Agrippa Postumo a Pianosa, o in decine di altri siti, si viene colti dallo sconforto: lโincuria รจ padrona dovunque. Sulle implicazioni turistiche e socio-culturali di un simile stato di cose, รจ meglio stendere un velo pietoso di silenzio.
La seconda conferenza (24 luglio, International Art Center di S. Martino) abbina il prestigio dellโoratore (prof. Giuseppe Centauro dellโUniversitร di Firenze) con lโincanto del luogo che lo ospita (Museo Open Air di Italo Bolano). Lโargomento (โLe vie del ferro nellโEtruria settentrionaleโ) รจ fra i piรน accattivanti e lโElba, da cui partiva per tutto il Mediterraneo il metallo grezzo e lavorato, ne รจ al centro.
Ritengo che chi ama lโisola non possa non amare anche la sua storia straordinaria e, perciรฒ, non vorrร perdersi questi due eventi.
[COLOR=darkblue]Michelangelo Zecchini [/COLOR]
