Gio. Gen 15th, 2026

Home [old]

Camminando Camminando

Lascia un messaggio

 

 

 

 

Attenzione: questo modulo puรฒ essere usato solo se JavaScript รจ abilitato nel tuo browser.

 


 

I campi con * sono obbligatori.
Il tuo messaggio sarร  online dopo l'approvazione della Redazione di Camminando.
Ci riserviamo il diritto di cancellare o non pubblicare il tuo messaggio.

Giovanni Muti (Il monello)


da
Giovanni Muti (Il monello)


pubblicato il 2 Luglio 2010

alle
3:31

Caro Serrantoni,lasci perdere le bacchettate, sono un Monello ma non me le merito.

Mi segua, ma brevemente per non annoiare chi legge:
Lei ha scritto: โ€œ L'uomo fa veramente un gran passo in avanti quando riesce a sostituire lo scontro dialettico a quello fisico e a non farsi lusingare dalla nostalgia per il cambiamento.โ€
Lei dice che ha usato โ€œscontro fisicoโ€( invece di personale) per enfatizzare โ€œscontro dialetticoโ€? Se lo dice ci credo, ma dal testo era difficile capirlo.
Lei dice che โ€œla nostalgia per il cambiamentoโ€ รจ riferita a โ€œ da scontro fisico a scontro dialettico? Ma questo non spiega quello che io ho rilevato: e cioรจ che non si puรฒ avere nostalgia di un cambiamento perchรฉ la nostalgia e rivolta al passato mentre il cambiamento รจ rivolto al futuro. Quindi piรน correttamente bisognerebbe dire : โ€œ una volontร  di cambiamentoโ€.
In piรน, adesso, abbiamo un altro problema: questa sua precisazione rende il testo ancora piรน oscuro. Mi segua: lei dice che lโ€™uomo fa un passo avanti quando non cede alle lusinghe del cambiamento. Cioรจ, se capisco bene, quando non fa cambiamenti. Ma siccome il cambiamento di cui lei parla รจ quello che si verifica quando si passa โ€œ da scontro fisico a quello dialetticoโ€,( lo dice lei) allora vuol dire che lโ€™uomo non dovrebbe cambiare e quindi rimanere allo scontro fisico. Ma questo, secondo me non sarebbe un passo avanti ma un passo indietro. Sintetizzando il suo pensiero : Lโ€™uomo fa un avanti quando ne fa uno indietro.
E poi le faccio notare unโ€™altra cosa , ma mi creda non per esser pignolo. I monelli non lo sono mai.
Lei sostiene che ciรฒ conta . . .โ€ รจ quanto scritto piรน o meno corretto grammaticalmente e semanticamente. Se cosรฌ non fosse niente potrebbe essere interpretabile e valutabile secondo logica e men che meno criticabile, non crede? Questa considerazione vale anche per i testi di letteratura, storia, per non parlare di filosofia e dellโ€™informazione e della comunicazione in generale.โ€
Beh .. ci sarebbe molto, ma molto da dire, specialmente in campo storico. Ma, qui mi limiterei a consigliarla di non mettere sullo stesso piano almeno informazione e letteratura. Nellโ€™informazione, la credibilitร  del messaggio รจ fondamentale; รจ, quindi, essenziale conoscere la fonte. Dโ€™accordo, invece, sullโ€™analisi di un testo letterario che contiene in se tutti gli elementi di valutazione. Ma anche qui per poterlo valutare con rigore e a fondo non dovrebbe esser staccato dal contesto storico culturale che lo ha prodotto.
E infine, se lei pensa che nei Blogs chi legge debba riferirsi solamente al testo, a maggior ragione chi scrive dovrebbe essere semplice chiaro e non produrre testi ambigui che si prestino ad interpretazioni diverse. Naturalmente, data la disinvoltura con cui interveniamo in rete, tutti facciamo facilmente errori, io per primo, ed รจ comprensibile. Lo รจ meno quando ci mettiamo cattedra, dando bacchettate e giudizi su persone che non conosciamo.

Un cordiale saluto Giovanni Muti

Ps. Dimenticavo, finiamola qui Sig. Serrantoni perchรฉ abbiamo giร  annoiato abbastanza i camminatori, dia retta a me.

Cordialmente
Giovanni Muti detto il Monello ( Elbanotizie.it)

Attendi…