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Meneghinh Marcelleo – ACQUEDOTTI ELBANI


da
Meneghinh Marcelleo – ACQUEDOTTI ELBANI


pubblicato il 1 Luglio 2010

alle
14:17

Rispondo a idrico
Messaggio 15782 del 01.07.2010, 12:55
Provenienza: elba

Carissimo
Bisognerebbe che anche lei mi ascoltasse. Peccato che il discorso, per mè molto interessante, sarebbe lunghissimo per essere esaustivo. Cercherò di fare il mio meglio
I 25 Km di galleria rappresentano un’opera futura da realizzare per stralci e che sarà necessaria solo fra qualche decennio quando e se si vorrà rendere indipendente l’Elba dalla Val di Cornia. Quindi cominciamo a dividere l’opera in tanti tratti corti e da costruire uno dopo l’altro e a distanza di tempo e di investimenti. Lasciamo quindi perdere l’importo totale dell’opera che è solo un dato statistico e nulla più. Il primo di questi tratti da fare subito sarebbe già finanziato in quanto basterebbe dirottare i fondi che ASA ha già in tasca per fare altre opere (secondo mè infruttuose) all’Elba. Quindi in questo momento il problema economico non c’è. Lei parla di sostanze varie che si trovano nel granito del Capanne. Ma cosa c’entra questo? Il serbatoio-galleria è un manufatto interamente rivestito in calcestruzzo e quindi a perfetta tenuta, posto a 150 metri sul livello del mare e che avrà un tracciato studiato per fare il meno danno possibile (basterà solo rispettare la sua quota pari a 150 m. sul mare). Al suo interno, in questa prima importantissima fase, viene immagazzinata durante l’autunno-inverno-primavera la stessa acqua che, in quei mesi corre sui tubi dell’acquedotto in abbondanza rispetto al fabbisogno, acqua che poi rimane in serbatoio al buio e al fresco fino all’estate e quando arriva la crisi ed allora essa è pronta ad rientrare a gravità negli stessi tubi dai quali era partita: tutto qui. Questa è la prima fase da realizzare subito per risolvere immediatamente ed effettivamente l’attuale problema idropotabile. Non c’è manutenzione particolare se non quella ordinaria che tutte le opere richiedono ma soprattutto molto ma molto meno dispendiosa di quella manutenzione che richiederà il laghetto Condotto che , usando le cifre prima citate, l’ASA tra poco costruirà nei pressi di Portoferraio. Qui sì che occorre manutentare un laghetto all’aria aperta soggetto ai raggi del sole ed alle perdite del fondo naturale che non è, come la galleria, rivestito in calcestruzzo. Ma non solo! . L’acqua depositata nel laghetto per qualche mese, dovrà poi essere trattata, resa potabile per poter entrare in rete. Mi pare si tratti di tutt’altra cosa rispetto al citato piccolo tratto di galleria-serbatoio che non richiede alcun trattamento in quanto l’acqua vi può stare a lungo al fresco ed al sicuro e che per di più si trova a 150m. di altezza!
Io vorrei che non parlasse più delle perdite perché sta dicendo cose completamente errate a cui le ho già in parte risposto ma mi ripeterò ancora. Intanto le perdite reali d’acqua dell’Elba sono molto ma molto superiori al 30 % da lei citato. Io potrei arrivare a dirle che va persa metà dell’acqua che partendo dalla Val di Cornia arriva a casa dell’utente elbano e se commetto un errore questo è sicuramente per difetto. In secondo luogo io sono in possesso dei profili longitudinali delle condotte degli acquedotti elbani e ne conosco alcune caratteristiche fondamentali come le pressioni attuali di funzionamento. Le posso assicurare che la prima cosa da fare non è il rifacimento delle condotte ma la regolazione della pressione di funzionamento perché condotte che funzionano a quella pressione non possono non perdere! Le ho già detto che una grande parte delle perdite avviene negli allacciamenti privati ed anche qui, se non si regola la pressione di funzionamento, ma si fanno invece delle condotte nuove aumenta ancora di più la pressione di consegna dell’acqua e quindi aumentano ancora le perdite.
Le ho anche già detto un altro particolare e la prego di credermi, parlo per esperienza diretta. Il territorio elbano non è affatto facile da servire d’acqua ed anche la regolazione di cui sopra non è cosa facile. Bisogna ricorrere a compromessi e cioè prevedere apparecchiature di regolazione e sistemi di distribuzione sofisticati sì ma non eccessivamente! Ci si deve fermare ad un certo grado oltre il quale è preferibile tollerare un po’ di perdita salvo supplirvi con altri sistemi come ad esempio dei buoni accumuli attuati fuori stagione quando gli acquedotti sono ricchi d’acqua e gli utenti sono pochi!
Sarei contento la discussione continuasse ma la prego non citi più l’impegno di spesa di opere futuribili né di risoluzione dei problemi tramite eliminazione delle perdite attuate con il rifacimento delle reti.
Mi permetta dei farle una altro esempio con il quale forse riesco a spiegarmi . Immaginiamo che si decida di iniziare subito il rifacimento delle condotte colabrodo dell’Elba. Si Comincerà sicuramente nel punto di arrivo della condotta della Val di Cornia e quindi da est verso ovest ed immaginiamo di rifare il primo Km di rete. Lei sa cosa succede immediatamente in tutti gli altri Km di condotta posti più ma valle ed in tutti gli allacciamenti di utenza? Glielo dico io: la pressione aumenta a dismisura ed aumentano anche le perdite. Questo per dirle che la prima cosa da fare è la regolazione della pressione e per far questo ci sono sistemi collaudatissimi e già adottati da coloro che vogliono e riescono effettivamente a ridurre le perdite!
Ricambio il saluto chiedendo scusa se non riesco, nella fretta, a spiegarmi bene.
Marcello Meneghin

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