Provenienza: elba
Preg.mo Sig. X
La ringrazio molto perché mi dà lo spunto per parlare di molti argomenti in relazione al rifornimento idrico dell'Elba anzi di troppi per cui ne tralascerò, per ora, alcuni.
Per quanto riguarda la mia non competenza in fatto di acquedotti la rinvio al mio sito [URL]http://altratecnica.it[/URL] dove sono descritti acquedotti la cui costituzione e soprattutto gestione, lo creda o no, sono farina del mio sacco. Potrà notare come si tratti di soluzioni tecniche particolari, speciali che hanno ottenuto ottimi risultati pratici in decenni di effettivo funzionamento, soluzioni speciali che, come quella da mè formulata per l'Elba, hanno sempre destato e destano tuttora per mè uno straordinario interesse che nulla ha a che vedere con la possibilità di lucro che, nel caso in oggetto, non esiste proprio.
Un discorso importante anzi importantissimo è questo. In Italia c'è la tragica consuetudine di guardare e risolvere solo il problema contingente senza pensare al completamento futuro dell'opera, senza cioè predisporne "Il progetto generale". Da questo vizio grave derivano i mali peggiori in tema di opere pubbliche. Anche lei è caduto nello stesso errore. La galleria lunga 25 Km di cui lei scrive, rappresenta il futuro e non l'attualità e come tale conferma un concetto fondamentale, essenziale: non si deve dar inizio ad un'opera senza conoscerne in anticipo le prospettive future. Per ora e per risolvere i problemi attuali, lo ho scritto mille volte, non servono 25 Km ma poco più di mezzo Km di galleria il cui costo è ampiamente al di sotto di quanto spenderà tra breve ASA per costruire opere tra le quali il "laghetto Condotto " sul cui esito potremo tra breve discuterne assieme, a cose fatte e ne avremo ben d'onde. Per ora le basti sapere che ASA intende riversare su tale ex cava all'aperto convenientemente ampliata e sotto il sole cocente d'Elba non solo l'acqua della pioggia ma anche quella dell'acquedotto mescolandole assieme. I risultati si possono fin d'ora immaginare . Quello che io chiedo e che ho chiesto direttamente e personalmente alla direzione ASA è soltanto dirottare la stessa cifra per fare una prima piccolissima parte del serbatoio-galleria essendo sicuro che, fatta questa, i risultati sarebbero così eclatanti da vincere tutti i dubbi.
Purtroppo c'è un altro argomento cui lei non dà l'importanza che merita ed è questo: la prima opera da fare nell'Isola è una e una soltanto e cioè costruire una grande capacità di invaso, il resto deve venir dopo per una serie infinita di motivi. Per esempio il rifacimento della rete, pur se necessario, otterrebbe risultati molto scarsi. Senza la regolazione della pressione di esercizio delle reti, regolazione che all'Elba è tutt'altro che facile, le perdite si riformerebbero subito, per cui vien da chiedersi se non convenga, almeno per un lungo periodo, limitare i rimedi alle sole grosse perdite, come sta facendo ASA, sopperendo a quelle inferiori con una sovrabbondante produzione idrica che però attualmente viene a mancare d'estate. Lei dovrebbe anche tener presente che molte perdite non sono dovute alle condotte di rete ma agli allacciamenti in buona parte di proprietà privata e che indistintamente tutte le perdite sono funzione della eccessiva ed anomala pressione di funzionamento notturna.
Vorrei anche farle riflettere sull'entità dell'invaso che servirà in futuro all'Elba, entità cosi rilevante che sarà praticamente impossibile costruirlo in superficie sia pur con le opere da lei magnificate perché raggiungibili con comune strada. L'ASA per raggiungere in futuro il necessario volume d'invaso pensa di costruire ben 21 laghetti sparsi un po' dappertutto ed affiancati da una serie di impianti di trattamento il cui costo totale non sarà molto diverso da quello dell'intero serbatoio-galleria: la diversità, notevolissima, si avrà nei risultati. Mi dica ora come pensa di fare lei con le sue "prese di compenso aria e compenso pressione acqua" per avere in futuro almeno due milioni di mc (dico due milioni!) di capacità.
Per quanto riguarda il disastro ambientale temuto non solo da lei ma anche da altri ambientalisti, ho già scritto più volte come ci siano opere molto più grandi di quella del primo piccolo tratto di galleria e che sono state di recente costruite sotto montagne molto più delicate ed importanti del Capanne. Tenga presente che la galleria ha solo vincoli altimetrici ma non planimetrici e può svolgersi ovunque con qualsivoglia tracciato diritto curvo, ramificato, appena sotto la superficie o in profondità ecc. ecc e quindi si può scegliere la zona dove i danni siano minimi.
Per ora mi fermerei qui non senza ripetere il mio grazie ed auspicare che la discussione, senz'altro proficua, possa continuare su "Camminando" e dichiarando a tale riguardo la mia totale disponibilità,
Aggiungerei da ultimo che invece dell'ultimo numero di Topolino le farei leggere la corposa relazione stilata da una ditta milanese specializzata in costruzioni acquedottistiche del genere la quale, su incarico del Ministero Infrastrutture di Roma, aveva inviato più volte un suo ingegnere all'Elba ed a casa mia per fare i necessari accertamenti e poter definire, molto più appronfonditamente di mè e forse anche di lei la funzionalità dell'opera e quali potevano esserne i costi ed i benefici nonchè le modalità da seguire per reperire i finanziamenti visto e considerato che, da tali studi, risultava che il bilancio finale dell'intera operazione fosse nettamente positivo e quindi percorribile utilizzando le moderne metodologie di autofinanziamento privato e pubblico .
Infine non posso esimermi dal dirle che l'accostamento da lei fatto con Topolino mi colpirebbe in quello che ho di più caro e cioè nell'aver sempre preteso da mè stesso la qualità di quello che faccio anche a costo di mie consistenti perdite economiche. Invece non mi colpisce affatto e, non volendo usare le sue stesse armi, lascio a lei e agli eventuali altri lettori indovinarne la ragione vera nel mentre mi auguro di darle modo di cambiare totalmente la falsa opinione che lei ha del mio serbatoio-galleria sotterraneo.
Fiducioso nel proseguio della discussione la saluto distintamente.
Marcello Meneghin
