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Michele Rampini


da
Michele Rampini


pubblicato il 24 Giugno 2010

alle
7:46

[SIZE=4][COLOR=darkblue]Risposta a quanto scritto sul sito di facebook da Simone Galletti. [/COLOR] [/SIZE]

Simone Galletti scrive su facebook che il risultato ottenuto nella nostra battaglia contro i tralicci non รจ per nulla soddisfacente, che il contenuto principale dellโ€™accordo concluso con la Soc. Terna dal Comune di Portoferraio, dalla Provincia, dalla Regione cioรจ il semplice ammodernamento della vecchia rete principale da S. Giuseppe a Portoferraio , era stato giร  proposto dalla Societร  e rifiutato dal Sindaco Peria prima della presentazione del primo progetto di istallazione di 128 nuovi tralicci poi contestati dalla lotta popolare e dalle Istituzioni. Scrive altresรฌ che lo stesso Comitato canta vittoria, ma senza ragione, affermando di voler continuare la sua battaglia per lโ€™intero interramento preoccupato principalmente dei possibili effetti dellโ€™elettrosmog sugli abitanti delle case vicine allโ€™elettrodotto preesistente.
Lasciamo al Sindaco una risposta in merito a quanto su scritto nei suoi riguardi.
Per quello che ci compete ribadiamo ancora una volta che non abbiamo cantato grande vittoria, ma siamo rimasti soddisfatti, consapevoli che il contenuto dellโ€™accordo intercorso anche alla nostra presenza รจ stato frutto di un compromesso dettato da motivazioni tecniche e di opportuna ragionevolezza. Qualora avessimo richiesto imperterriti ancora il totale interramento, anche a dispetto di tali giustificate motivazioni di cui abbiamo avuto conferma dal nostro tecnico, avremmo rischiato di provocare uno strappo nellโ€™ unitร  di intenti da noi faticosamente costruita, attraverso cui sarebbe potuto passare un atteggiamento intransigente della Soc. Terna.
Il paventato pericolo di una minacciosa contaminazione da elettrosmog nelle zone piรน densamente popolate รจ stato preso comunque in considerazione richiedendo un prolungamento della parte interrata dal Bucine a Portoferraio per evitarne la possibile esposizione, nonostante non sia prevista in alcuna parte del preesistente elettrodotto alcuna modifica della potenza erogata anzi con un consistente miglioramento dei cavi stessi in termini di sicurezza.
Vorrei ricordare che lโ€™eventuale pericolositร  dellโ€™esposizione del corpo umano ai 132 Kw, potenza che si sviluppa solo nel tratto principale della linea elettrica attuale, corrisponde ancora ad un semplice principio di precauzione non dimostrato oggettivamente nรฉ scientificamente; sarebbe dunque stato difficile ed improponibile portarlo a sola giustificazione di una ulteriore richiesta di totale ed immediato interramento di tutta la linea. Ricordo che in una delle nostre prime riunioni presso il Golf Acquabona, attraverso cui passano attualmente i vecchi cavi e tralicci, durante lโ€™estate e verso sera, quando il consumo e dunque il passaggio di energia poteva essere piรน alto, un misuratore di micro tesla, unitร  di misura delle emanazioni elettromagnetiche, segnava zero assoluto.
Simone Galletti nel suo sito fa bene a continuare la battaglia contro possibili inquinamenti elettromagnetici, ha tutto il diritto di farlo e di proporre in alternativa lโ€™interramento delle linee elettriche con la consapevolezza, perรฒ, che la sua รจ una battaglia di lungo se non lunghissimo periodo, fintantochรฉ non ci potranno essere delle prove scientificamente accertate di un simile inquinamento per potenze fino a 132 Kw e finchรจ non siano state trovate soluzioni tecniche per lโ€™interramento che non prevedano centrali elettriche altrettanto devastanti quanto se non piรน dei tralicci, sia dal punto di vista ambientale, paesaggistico che del possibile inquinamento elettromagnetico.
Dispiace da parte sua il disconoscimento e il discredito nei confronti di un risultato ottenuto anche con il suo contributo attraverso battaglie combattute insieme, risultato che allโ€™inizio era sembrato quasi impensabile. Per raggiungere lโ€™obiettivo principale, lโ€™abbandono del progetto di installazione dei 20 tralicci e la rimozione di quelli giร  collocati, era necessario ottenere un risultato ora, non in un futuro ipotetico e lontano.

Michele Rampini ( Portavoce del Comitato)

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