Parlando in senso generale e non nello specifico dell’Elba, l’economia, al contrario della politica che può vivere anche bleffando, ha delle leggi ferree in base alle quali l’acqua non può costare poco se chi la produce ne disperde il 50% nel terreno, se è costituito da carrozzoni che non funzionano ecc. ecc. In sostanza , secondo mè lo Stato dovrebbe fare quello che sa far bene e cioè il controllore con la C maiuscola e lasciare fare gli acquedotti a chi li sa fare, a chi ha un interesse diretto per non perdere il 50% della propria acqua come stanno facendo gli enti pubblici che gestiscono gli acquedotti in Italia. Lo Stato, nel far il controllore dovrebbe verificare bene l’operato di tali privati in modo da fargli fare le cose correttamente e, soprattutto tassando in maniera equa gli enormi utili che l’acqua in Italia potrebbe dare se fatta bene. Invece ha trasformato tale attività in un insieme di enorme spreco di acqua, di spese per energia elettrica che si potrebbe evitare, per personale che non fà il suo dovere, in parte perché non lo sa fare ed in parte perché, essendo componente di uno dei famosi carrozzoni, può benissimo farle il nulla. Ma soprattutto è l’’incompetenza ed il menefreghismo a far da padrone ed è questo che condiziona i prezzi dell’acqua di più se non altrettanto di quello che farebbe il privato ben controllato come detto.
Le farò un esempio che conosco bene per aver fatto parte per oltre 30 anni, e non con compiti secondari, di una della famigerate ditte di livello internazionale che “speculano sull’acqua” e che, costruito a sue spese nei primi anni del 900 l’acquedotto di Venezia, lo ha avuto in concessione fino al ’73 data della sua municipalizzazione fatta allo scopo di por fine a detta “speculazione”.
Si trattava di una risorsa prima di tutto importante per l’ottimo servizio che forniva ai cittadini e poi enorme risorsa economica per tutti, privato gestore, comune che incassava la percentuale e la ditta concessionaria per un motivo semplicissimo: poteva di godere di ottima acqua di risorgiva che usciva in pressione da incredibili pozzi posti a 40 Km da Venezia ma ad una quota di 25 m più in alto per cui arrivava da sola fino in città in quantità enorme, senza alcuna spesa di sollevamento, di trattamento ( non mettevamo nemmeno il cloro perché era naturalmente pura ) Insomma si trattava di una risorsa immensa per tutti: il lavoro da fare era solo mantenere o meglio migliorare gli impianti che erano di tipo vecchio ma, con la buona manutenzione che il privato nel suo stesso interesse curava in maniera superlativa, davano risultati splendidi per tutti. Cosa ha fatto l‘Ente pubblico dal 1973? Ha trascurato completamente la manutenzione e gli impianti sono pian piano morti quasi tutti, e soprattutto la piccola ditta che vicino alle nostre fonti vendeva qualche bottiglia di acqua minerale ma era dal privato gestore acquedottista continuamente ostacolata e denunciata in tribunale perché ci rubava l’acqua, è diventata un colosso a livello internazionale (non ne posso fare il nome a tutti ben noto) ed oggi a Venezia si beve, non l’acqua che ora è venduta in bottiglia, ma l’acqua prelevata a valle di Treviso dal fiume Sile, sollevata con pompe fino a Mestre dove è sorto un enorme e costoso impianto di potabilizzazione che provvede al trattamento e ad immetterla in rete per i cittadini. Vorrei che qualcuno mi spiegasse se la municipalizzazione è servita a far diminuire i prezzi dell’acqua. In realtà la gestione idrica a Venezia, un tempo gioiello da segnalare in tutto il mondo, è solo fonte di un deficit che continua giorno per giorno e che qualcuno deve per forza ripagare.
In conclusione: l’Ente pubblico in Italia non sa fare l’imprenditore e da ciò non possono derivare cose buone. LO Stato faccia il suo lavoro e cioè il supervisore, l’Ente che impone le giuste tasse ma che lascia a chi lo sa fare risolvere , sotto il suo controllo attento, il grave problema dell’acqua.
Finisco con una domanda: ma non è uno scandalo ed un costo enorme per la collettività il fatto che gli acquedotti italiani, per la maggior parte gestiti da Enti Pubblici, accusino perdite che superano il 50% dell’acqua prodotta?
Inutile aggiungere che l'Elba è un caso eclatante : Vi piove tantissimo eppure bevete l'acqua, col Boro, che proviena da lontanissimo, trasportata da una condotta che può rompersi da un momento all'altro! Ma andate a veder su [URL]http://altratecnica.it[/URL] il mio progetto!
Rispondo al Messaggio 15231 del 19.06.2010, 08:10
