Naturalmente il Gruppo saluta con soddisfazione la decisione di Terna di rinunciare ai 20 “traliccioni” che legittimamente avrebbe potuto costruire, ma che sarebbero stati una ferita mortale su quel tratto meraviglioso di paesaggio elbano.
Il Sindaco e la Sua Amministrazione, in questa vicenda hanno avuto, come già detto ,un atteggiamento contraddittorio.
Eravamo nel 2003, quando l’Amministrazione Ageno rifiutò l’elettrodotto su tralicci e chiese l’interramento completo, dopo, quando c’era proprio l’attuale Sindaco, si accettò tacitamente di farsi mettere i tralicci non presenziando una riunione fondamentale a Roma e sottovalutando l’impatto mortale che quei tralicci avrebbero avuto sul paesaggio.
Altri Comuni c’erano a quella riunione con i loro Sindaci o rappresentanti e all’ipotesi tralicci hanno detto subito no e ottenuto senza tante condizioni immediatamente l’interramento nei loro territori.
Noi più morbidi li abbiamo accettati.
Anzi, li abbiamo sentiti addirittura gioire quando invece dei100 se ne mettevano 20 , ma ben più alti.
Poi a febbraio, dopo la nascita del Comitato “NO TRALICCI”, che ha avuto quasi in esclusiva il merito di aver smosso l’opinione pubblica e le Istituzioni, e con l’apporto di moltissimi cittadini imbestialiti, allora il Sindaco esce (il 28 febbraio) dichiarando che “la colpa era di tutti”.
Di tutti chi? Dei cittadini che si fanno amministrare da chi non si rende conto del danno che tale decisione avrebbe potuto provocare ?
E in quell’occasione dichiarò la necessita dell’interramento totale, protestando e anche sfilando con fascia tricolore contro quei tralicci che la Sua Amministrazione aveva autorizzato. Alla faccia dell’incoerenza.
Ora l’11 giugno dichiara che l’interramento non era possibile, perché ci sarebbe voluta una cabina di trasformazione grande come due campi sportivi.
E’ saggio il consiglio di Giovanni Muti che scrive che se si va in un posto dove si deve decidere qualcosa di veramente tecnico, sarebbe opportuno portarsi qualcuno che ci capisce, senza avere la pretesa di essere tuttologi e senza farsi abbindolare dai tecnici veri della controparte.
Infine qualcuno esalta Terna per la decisione presa e per il suo codice etico.
Se vogliamo infiorettare TERNA d’accordo, facciamolo pure. Ma dov’era il Codice Etico quando hanno cominciato a gettare cemento nel bosco e a montare in tutta fretta i primi “traliccioni” che ora speriamo ce li smontino.
Merito dunque in primis al Comitato che ha saputo gestire e mediare senza scontri irreparabili e merito dell’appoggio convinto dei cittadini.
Rossi attuale presidente della Regione, Bramerini Assessore regionale hanno mantenuto le promesse e contestato la loro sessa delibera di Giunta..Gli onorevoli Bosi, Libè e Velo hanno anche fatto la loro parte per far tornare Terna sui suoi passi E anche le Associazioni ambientaliste locali si sono mobilitate con contatti ad alto livello. Il Sindaco e il suo Assessore dopo la clamorosa gaf iniziale si sono dati un gran da fare. Era il minimo che potevano fare.
Probabilmente hanno capito di averla fatta grossa e questa volta i Portoferraiesi non ci sarebbero stati.
Questo episodio dovrebbe essere un monito per l’Amministrazione Peria, perché si è così dimostrato che un gruppo di cittadini, riescono a ribaltare una infelicissima decisione del Comune.
Se questo come tutti dicono dovrebbe essere il metodo per affrontare problemi gravi ce n’è uno subito dietro l’angolo, anzi dietro la Calata : LA GATTAIA
I Consiglieri
[COLOR=darkblue]Nurra,Burchielli, Marini, Gasparri [/COLOR]
