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Marcello Camici


da
Marcello Camici


pubblicato il 14 Giugno 2010

alle
10:27

[COLOR=darkblue][SIZE=4]MI CANDIDO A PRESIDENTE [/SIZE]
Di Marcello Camici [/COLOR]

Ho seguito la vicenda con cui Tozzi si è fatto e si fa propaganda al libro da lui scritto su Elba ed elbani e ormai i riflettori si stanno spegnendo .E’ un libro che non ho letto ma mi pare di capire dedicato anche al sottoscritto in quanto elbano.Potrei starmene zitto – forse perdo una buona occasione per farlo così come fa la maggioranza degli isolani- perché non merita alcuna considerazione ovvero scrivere due parole contribuendo pertanto a far propaganda a Tozzi,promozione che non merita.
Ho scelto questa seconda via: faccio un po’ di propaganda in più rispetto a quella che è già stata fatta .
Il dr. Tozzi,primo ricercatore del CNR (vedi internet), è arrivato alla poltrona di presidente del parco indicato e fortemente voluto dall’allora ministro dell’ambiente Pegoraro Scanio che è esponente di spicco di quelli che il leader politico tedesco Franz Josef Strauss definì nel secolo scorso con questa epigrafe “ i verdi sono come le angurie: verdi fuori,rossi dentro”.Arrivò alla poltrona di presidente del parco dopo un accordo tra le forze politiche di sinistra della regione toscana,le stesse che ora lo ricusano dopo avere seduto nel consiglio del parco con lui come presidente .Poi lui successivamente ha detto e sostenuto che il parco è di tutti e ciò che conta non è la politica ma la competenza sui temi ambientali.Ecco alcune parole d’ordine dei “verdi”sui temi ambientali : no-oil,decrescita felice,principio di precauzione,energia alternativa, antinucleare,cambiamento climatico con catastrofi,area protetta,santuario dei cetacei,oasi,ticket d’ingresso,carico antropico,ecosostenibilità e compatibilità,ecomostro,impatto ambientale.Sono termini che ho letto scritti dal Nostro ed ascoltato dire dal Nostro sui mezzi di comunicazione dove lui è particolarmente assiduo per presenza: debbo perciò dedurre che fanno parte del suo bagaglio culturale che,peraltro, rispetto.
Per alcuni questa assidua visibilità sui media è ritenuta sovraesposizione e gli addetti lavori dicono che questa assidua presenza non v’è stata al parco da parte di Tozzi:sarà vero?
Anche il termine cementificazione ho letto ed ascoltato.
E’ questo un termine che non sono riuscito a trovare sul vocabolario della lingua italiana ma che penso voglia significare eccessiva costruzione di case edificate col cemento.
Non so se voglia riferirsi ad altre opere in cemento come a strade,ponti,alberghi,porti:rimaniamo solo sulle case.
Se ho capito bene,non avendo letto il libro,Tozzi afferma che all’Elba c’è cementificazione.
Questa mi sembra l’osservazione più pesante.
Come elbano non mi sento offeso sulle considerazioni sugli isolani perché sono legate alla sua ignoranza,ignoranza intesa come non conoscenza ,la quale potrebbe essere giustificata se non fosse stato presidente del parco.L’attore del programma televisivo “la gaia scienza” sarebbe stato più indulgente se solo avesse conosciuto la storia della nostra terra e dei suoi protagonisti:gli elbani e le elbane. Non dico la storia antica:sarebbe bastata la conoscenza di quella recente.Quella dell’Elba uscita dal secondo conflitto bellico con lo stabilimento siderurgico distrutto,senza lavoro dove la miseria,la fame si tagliavano a fette.Fu il turismo che fece superare questa terribile situazione: turismo che non fu ricercato dagli isolani se non da pochissimi.Fu l’attività turistica volano per l’economia isolana come tuttora lo è.Furono i turisti che vennero attratti dalle bellezze che madre natura ha ampiamente donato alla nostra terra e anche vi rimasero costruendo case: furono loro insieme con l’attività imprenditoriale degli elbani e delle elbane che da pescatori,contadini,casalinghe e cavatori di ferro e granito seppero in qualche modo farsi imprenditori di se’ stessi contribuendo a creare un’economia che ha creato posti di lavoro sull’isola seppur stagionali.
La costruzione di case dette la possibilità di muovere un indotto lavorativo importante oltre che a contribuire ad ospitare turisti che portavano valuta forte come il marco tedesco.
Era una necessità costruire ed è stato normale che molte di queste case siano per la vacanza,cioè seconde,terze case.In molti comuni poi e particolarmente a Portoferraio si è proceduto nel corso dei decenni all’edilizia sociale.Il comune di Portoferraio,per esempio, è proprietario di un patrimonio immobiliare che ha acquistato con i soldi di tutti noi contribuenti e che destina ai cittadini che ne hanno bisogno: non poche sono le critiche e le osservazioni,a mio avviso non infondate, sul modo in cui si procede ad assegnare alloggi e su come provvede alle spese di mantenimento.
Nonostante questa necessità di edificare,all’Elba non riesco a trovare quella eccessiva costruzione di case,salvo in poche zone,cementificazione che invece mi pare di aver osservato in tanti luoghi turistici italiani.
Insomma non riesco a vedere cementificazione.Forse i miei parametri per stabilire cementificazione sono diversi da quelli di Tozzi o,forse, non conosco i suoi.
I nostri amministratori anche ex-amministratori che per un verso o per un altro continuano ad amministrare,si sono invece sentiti offesi non da questa parola ma per i giudizi sull’indole degli elbani.
Non è la prima volta che l’indole degli elbani è presa di mira. Nel passato è accaduto che gli isolani sono stati oggetto di denigrazione sul modo di vivere ma con uno stile incomparabilmente diverso e con un gusto che Tozzi neppure probabilmente conosce: rinvio alla lettura del trattatello “Il compendio della storia di Cosmopoli cavata dal diario di viaggi del padre Squarciafico da Cogliariccia,Barbicazzita”(Edito da Tipografia del Buon Gusto, in Firenze anno 1871).
Ci consoliamo però per quanto Napoleone Bonaparte ha detto su di noi.
Non ho trovato osservazioni che riguardano l’abbandono e il degrado dei beni culturali sparsi sul territorio e sotto il mare dell’Elba. Avrebbero còlto nel segno.L’incuria e l’abbandono di questi beni è non solo da imputare alle amministrazioni isolane,al parco stesso che esiste ormai da quindici anni,alla sovrintendenza ma ,per la verità,anche a noi tutti singoli cittadini,alla cosidetta società civile(enti,associazioni,istituti bancari ecc).Per questi beni sono necessari non tanto vincoli e tutele. Vincoli e tutele senza valorizzazione tesa allo sviluppo sociale ,culturale ed economico hanno poco senso in particolare oggi dove il mantenimento di vincoli e tutele da parte delle finanze statali trova ostacoli nel debito pubblico.
Ora,poiché sono ricercatore come Tozzi e docente universitario, mi candido alla poltrona della presidenza del parco nazionale dell’arcipelago toscano.Se diventerò presidente metterò al centro dell’attenzione e dell’attività del parco la persona umana con la sua anima che ha necessità di amare e conoscere l’ambiente in cui vive con tutti gli altri esseri viventi.
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Marcello Camici
Università di Pisa
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