di Giuseppe Vittori
Venti giganteschi tralicci. Tanto alti che si vedrebbero benissimo anche dal mare. Risolverebbero i problemi dell'approvigionamento elettrico ma devasterebbero una delle parti piรน belle del panorama dell'isola d'Elba. Sembra incredibile, ma รจ proprio cosรฌ: il progetto sta partendo, inesorabile. Solo che adesso, nella perla dell'Arcipelago toscano, hanno scoperto, con un po' di ritardo, che la bellezza del paesaggio รจ tutto per chi vuol vivere di turismo, e un movimento trasversale, appoggiato un po' da tutti, tenta in extremis di bloccare il mostro. Riusciranno nell'impresa? Non รจ detto. Le iniziative si moltiplicano, in questi giorni gli anti-tralicci bussano a tutte le porte, e stanno incassando consensi negli enti locali, in provincia, alla regione. Per attirare l'attenzione qualcuno ha pensato all'arma finale: farne un problema nazionale, rivolgendosi a โStriscia la notiziaโ. Del resto, dicono, la soluzione al problema c'รจ: interrare tutto e non solo una parte, del percorso dell'elettrodotto. Costa di piรน, รจ chiaro. Perรฒ il dilemma รจ semplice ed emblematico: dipende solo da che valore si dร all'ambiente.
Il problema รจ che bisogna convincere due moloch che non brillano per sensibilitร in questo campo: il primo รจ il diretto interessato, la societร Terna del gruppo Enel, che deve materialmente fare l'elettrodotto e che รจ convinta di aver giร fatto tante concessioni agli elbani, accettando di interrare una parte dell'elettrodotto. La loro tesi: โAbbiamo discusso nove anni, abbiamo piรน che dimezzato il numero dei tralicci, abbiamo tutti i permessi, non possiamo fermare tutto per cambiare ancoraโ. Il secondo moloch รจ il governo, precisamente il ministero delle attivitร produttive. Basterebbe un gesto e si fermerebbe tutto. Ma chiedere una manifestazione di sensibilitร ambientale a chi ha addirittura ipotizzato la costruzione di una centrale nucleare a Pianosa, che dista solo 8 miglia dall'Elba, รจ, come dicono a Roma, affidare al gatto la guardia della trippa. Magari, ironizza qualcuno, basterebbe scrivere a Berlusconi, che ha scoperto che il turismo รจ il futuro dell'Italia. Lui i tralicci vicino a Villa Certosa non li farebbe passare.
Mai dire mai, perรฒ. Il fatto che il movimento anti-tralicci sia trasversale e veda tra i promotori diverse persone vicine al centrodestra, pesa abbastanza. L'Elba, elettoralmente parlando, รจ in controtendenza rispetto a regione e provincia, (7 comuni su 8 sono guidati da giunte di destra) e il via al mostro, nell'insensibilitร del governo, di Terna e del ministero, non sarebbe un gran segnale. Ma in realtร qui รจ una questione di buon senso e la politica dovrebbe entrarci poco. Anche perchรจ errori e sottovalutazioni sono stati rigorosamente bipartisan. Se Terna ha tutte le autorizzazioni e puรฒ partire, qualche responsabilitร ce l'hanno tutti, a partire da enti locali, istituzioni, regione, anche se adesso stanno lavorando bene per sostenere le ragioni degli elbani. Ma il problema รจ stato sottovalutato.
Lo stesso parco dell'Arcipelago, che la destra elbana cancellerebbe volentieri, รจ stato chiamato in causa perchรจ troppo tiepido di fronte al problema. Il Parco ha spiegato che poichรฉ il tragitto con tralicci non riguarda il suo territorio, non ha titoli a intervenire se non sotto forma di raccomandazione. Ma al di lร delle singole responsabilitร , la vicenda elbana richiama un problema culturale piรน complessivo, che riguarda tutti i luoghi ad alto interesse paesaggistico: quando l'ambiente non รจ considerato una prioritร assoluta, il disastro รจ sempre dietro l'angolo. Se ci si sveglia tardi, ci si trova coi tralicci nel giardino. E nell'isola la sensibilitร ambientale non รจ ai massimi, nemmeno tra le forze di centrosinistra.
In fondo bastava una semplice simulazione sul computer (del tipo di quelle fatte vedere in questi giorni dal comitato per l'interramento), per capire che su un territorio del genere, colline di macchia e roccia che degradano sul mare, tralicci non se ne possono mettere. Pericolosi per la salute, troppo invasivi, troppo alti, troppo antiestetici. Terna ha le sue ragioni industriali: ha discusso, aspettato, cambiato, ha trattato con i soggetti istituzionali sul percorso dell'elettrodotto. Ha minacciato che i cittadini pagheranno di piรน se si dovrร interrare tutto, ha addotto spiegazioni tecniche (l'interramento completo รจ complicato in alcuni tratti), ha persino abbozzato una spiegazione ambientalista: in fondo โ affermano i responsabili – questi tralicci sostituiranno quelli vecchi, che erano anche di piรน. Tante buone ragioni che non renderanno piรน digeribili i venti mostri (alti il doppio di quelli vecchi) che stanno per atterrare all'Elba.Il tempo sta scadendo, per dimostrare che l'ambiente in Italia, non รจ la Cenerentola di sempre.
29 novembre 2009
