Complimenti per questo che ha scritto e che mi permetto di allegare.
Cordiali Saluti
[COLOR=darkblue]DI PINO LUCCHESI [/COLOR]
Inquietante. Non trovo altra parola per descrivere la situazione. Inquietante questa ed inquietante la acquiescenza di amministratori e responsabili verso una discesa allโinferno che sembra non aver fine.
Diranno che sono parole di un anziano un poโ andato di cervello, un โlaudador temporis actiโ fuori del tempo e delle dinamiche moderne, ma le accorate proteste che si susseguono a ritmi sempre piรน serrati da parte di semplici cittadini preoccupati od impauriti sembrano confermare lโidea di una inquietudine diffusa. Quindi non solo io ma anche altri vedono quello che รจ sotto gli occhi di tutti: un avvitamento progressivo, potente ed inarrestabile. Cosรฌ allโinquietudine si affianca un sentimento di rabbia, e di impotenza.
Scorriamo โ per caritร di patria – solo gli ultimi due passaggi:
1- LโElba accetta supina โ come sempre – una linea idiota come quella della Regione Toscana sulla Toremar. Nessuna Societร mista, nessuna partecipazione degli enti locali. Ci accorgeremo presto cosa significa: nessun controllo, al massimo โ se va bene – un duopolio che porterร inevitabilmente a patti leonini tra i cosiddetti concorrenti, sulle spalle dellโElba e degli elbani. Solo uno della vecchia scuola democristiana come Giovanni Fratini sembra esserne consapevole.
2- Parte il nuovo gasdotto tra lโAlgeria e lโItalia. Rifornirร la Sardegna, passerร a due passi dallโElba ma lโIsola โฆ continuerร con le costose bombole fino allโanno 3000. Di nuovo ma dove sono i parlamentari? Lo sanno che lo Stato nel dare la concessione puรฒ ovviamente mettere condizioni? Si limiteranno a qualche inutile interrogazione?
Parliamo poi di Portoferraio, anche raccogliendo le grida di dolore che si levano da molte parti e che certo non cesseranno per la comunque tardiva decisione di riportare il โmercatinoโ del venerdรฌ nel centro storico.
Premesso che un โbeneโ di cosรฌ alto valore di altro avrebbe bisogno che dei pannicelli caldi di cui sento parlare, ecco il decalogo di una persona libera da condizionamenti e convinta che si possano positivamente coniugare esigenze di sviluppo e salvaguardia ambientale:
1- Ripensare in termini ambientalmente compatibili il cosiddetto waterfront, evitando ulteriori cementificazioni di una zona disordinata e cresciuta in maniera caotica;
2- Abbattere, ripeto, abbattere la superfetazione militare denominata Gattaia restituendo alle mura medicee la armonia originale;
3- Realizzare, con il sistema del project financing (si troveranno molti disponibili a condizione di concessioni adeguate nel tempo) parcheggi sotterranei nella predetta zona della Gattaia, nella prosecuzione della via Garibaldi e sotto la richiamata Piazza dโArmi; trasformare il centro storico in Centro commerciale naturale;
4- Ripristinare la Piazza dโArmi nella sua dimensione originaria e trasformarla nel โsalotto buonoโ di Cosmopoli, come si รจ fatto dovunque e come logica richiede, anche tenendo conto che dei cosiddetti โgiardinettiโ rimangono pochi platani rachitici, oltre che vari strati di asfalto, una bruttura a dir poco;
5- Chiedere un intervento risolutivo dello Stato (ne abbiamo tutto il diritto) per cancellare, soprattutto nella zona della Linguella, gli ultimi segni dei bombardamenti e trasformare la richiamata zona in serio centro culturale-museale-convegnistico;
6- Ripristinare โladdove possibile- il โCammin di rondaโ e renderlo fruibile come percorso guidato;
7- Proporre Portoferraio come capofila e centro della Associazione mondiale delle cittร murate;
8- Proporre allโUnesco Portoferraio- Cosmopoli, per la sua unicitร , come bene dellโumanitร degno di tutela;
9- Valutare se non siano maturate le condizioni per restituire alla Cittร il suo nome originale: Cosmopoli;
10- Impedire โinfine- operazioni di manomissione ambientale come quella che si preannuncia nella zona Le Grotte- Schiopparello e favorire la creazione di aree marine protette nelle zone di maggior pregio ambientale, anche al fine di salvaguardare la biodiversitร .
Tutte cose concrete, come si puรฒ vedere, non un libro dei sogni.
