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MAURO MEONI


da
MAURO MEONI


pubblicato il 8 Novembre 2009

alle
20:21

Ripensando e rivedendo le immagini di uno dei piu'importanti avvenimenti del secolo, la caduta del Muro di Berlino del quale il 9 novembre ricorre il ventennale, non si puo'non fermarsi e fare alcune riflessioni, non sull'episodio in se'ma su quanto questo, come ogni altro fatto fondamentale della storia, non abbia influito nei pensieri e nella vita di ciascuno. Giustamente vedere le migliaia di persone che si liberavano di una situazione di miseria, di mancanza di liberta', di impossibilita'di vivere la propria vita come meglio credevano, rende orgogliosiโ€ฆma non si puo'far a meno di notare che i veri muri sono quelli che ci costruiamo da soli, per libera scelta, e sono piu'solidi di qualche tonnellata di calce .Sono i muri dell'indifferenza, i muri dell'egoismo, i muri della freddezza verso chi sta peggio di noi,di chi รจ stato meno fortunato, sono questi i muri piu'alti e i piu'impossibili da abbattere con un martello. Se da una parte, in una fredda Berlino, dei mattoni crollano facendo intravvedere i sorrisi di un bimbo che vede un panorama colorato dall'altra parte, in ogni attimo, in posti ancora piu'grigi e cupi, si alzano altre barriere, e ci viene da chiederci se mai le persone hanno goduto di vera liberta'..se mai abbiamo avuto liberta'di scelta, di parola, di opinione, una liberta'che invece ci viene spacciata come tale dalla tv , dai media, dai potenti che ci governano e che ci dicono loro come vivere, cosa pensare, cosa comprare, a chi voler bene a chi invece odiare. Questi muri ce li siamo scelti, ce li scegliamo ogni giorno , e difficilmente troveremo dentro di noi la forza, come hanno fatto venti anni fa nostri simili, di prendere un piccone e di abbatterli. Come diceva J.F.K. " io sono berlinese" , intendendo che tutti gli uomini sono uguali, hanno gli stessi diritti, le stesse opportunita'di costruirsi il futuro che vogliono..ma oggi potremo usare la stessa frase? oggi, in un mondo, in un Europa, in un Italia in cui c'รจ solo una grande enorme divisione tra chi comanda e sta da una parte, e chi subisce il potere che sta tutta ammassata all'altro lato di un muro fatto di schiavitu'morale, economica, in cui il 10 per cento di fortunati hanno la meta'della ricchezza mondiale, e l'altro rimanente puo'solo stare nel fango e guardare le stelle, come diceva Oscar Wilde. Come si puo'davvero celebrare degnamente la caduta di un muro di mattoni, quando ogni attimo altri cento se ne alzano fatti di sguardi di superiorita', di meschine vigliaccherie, di egoismi cattiviโ€ฆnessuno di noi oggi รจ piu'berlinese, siamo tutti della stessa altra parte della citta', dove i muri ci sono ancora , e siamo noi che ogni giorno ne portiamo un piccolo mattoneโ€ฆ

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