La vicenda di Pianosa ci fa capire una serie di cose su come noi elbani percepiamo i pericoli e ci rapportiamo ad essi . Il primo elemento รจ il seguente: gli elbani non vedono piรน i problemi in arrivo allโorizzonte come i loro progenitori vedevano le vele pirate. Solo quando la nave sta per entrare in porto strillano in coro : โMamma li turchi.โ
Questo in generale . Ci sono poi gli ambientalisti che invece li vedono eccome, ma spesso dove non ci sono. Si ricorderร lโ intrigo internazionale ordito per impossessarsi dellโisolotto di Cerboli, poche decine di metri di scogli abitato dal lucertolone siculo e smerdato tenacemente dai gabbiani. Oppure il tentato sbarco sullโisolotto della Paolina. Qualche cespuglio su uno scoglio vicino ad una spiaggia. Sia a Cerboli che alla Paolina non sarebbe stato possibile metterci neanche un metro di cemento. Zero cemento zero speculazione . Quindi, denuncie e polemiche molto utili a distrarre attenzione e energie dai pericoli veri che non vengono visti. I pirati, infatti, approdano negli uffici tecnici dei nostri comuni senza trovare resistenza perchรฉ sono camuffati da corretti uomini dโaffari, e agiscono nella legalitร .
Ma, per dire la veritร , almeno su Pianosa lโattenzione soprattutto da parte degli ambientisti non รจ mancata . Avevano denunciato sia la possibilitร della riapertura del carcere che di un sito nucleare. . Solo che le comunitร locali non hanno, e non hanno mai avuto, unโidea condivisa di cosa farci, a Pianosa. Sono state fatte alcune ipotesi tra cui quella surreale della Lega di un aeroporto internazionale come era giร stato immaginato in un romanzo( Comma 22 di Joseph Heller). ( leggi lโintero articolo su [URL]www.elbanotizie.it[/URL])
[SIZE=4][COLOR=darkblue]PIANOSA E LA FOCA MONACA [/COLOR] [/SIZE] ( o mignotta)
