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Marcello Camici


da
Marcello Camici


pubblicato il 6 Novembre 2009

alle
6:48

C'รจ chi ce l'ha con la corte europea per la sentenza sulla croce cristiana che deve essere tolta dai luoghi pubblici in Italia e perciรฒ vengono lesi diritti umani di coloro che vogliono il crocifisso.C'รจ chi plaude alla corte perchรจ con questa sentenza vengono difesi diritti umani di coloro che non vogliono il crocifisso.
La decisione della corte non puรฒ essere ritenuta definitiva perchรจ il governo italiano ha tre mesi di tempo per richiedere il rinvio davanti alla grande camera della corte.
Mi auguro che la grande camera tenga conto delle redici cristiano-giudaiche delal nostra storia,della nostra societร ย .
Non essendo dunque una sentenza definitiva meglio forse sarebbero toni pacati sull'argomento di diritti umani lesi o difesi,in attesa della sentenza definitiva.
Nessun tono nรจ pacato nรจ acceso ho sentito o letto sulla legge 24 marzo 2001 n.89,conosciua come legge Pinto,che ha reso difficile al cittadino italiano il ricorso alla corte per la lesione del diritto ad avere un processo con durata ragionevole e ad una equa riparazione da parte dello stato italiano in caso di accertamento di durata irragionevole.
Prima di questa legge,un cittadino italiano poteva ricorrere alla corte europea direttamente e senza assistenza di avvocato:in caso di durata irragionevole del processo accertata dalla corte,lo stato italiano era condannato al pagamento per ripararare al danno della violazione della convenzione europea dei diritti umani che l'Italia ha sottoscritto.
Dopo questa legge,un cittadino italiano non puรฒ piรน ricorrere direttamente alla corte europea in caso di durata irragionevole del processo perchรจ prima deve ricorrere in corte di appello in Italia dove un giudice,italiano, puรฒ determinare a norma dell'articolo 2056 del codice civile la riparazione del danno subito e ciรฒ avviene,ovviamente, senza accertamento di violazione della convenzione europea dei diritti umani da parte dell'Italia.

Marcello Camici

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