Quale valore ha, dal punto di vista urbanistico e ambientale, la vicinanza del mare alle strade e alle piazze dove l'uomo vive e svolge le propria attivitร ? La vicinanza al mare รจ certamente un valore. Non sarร necessario citare cittร che traggono il loro particolare fascino proprio da questa vicinanza.
Non c'รจ dubbio, per esempio, che il fascino della darsena medicea nasca dal fatto che le facciate del fronte mare sembrano immergersi nell'acqua; dunque: boutique, bar, caffรจ, librerie si trovano a pochi metri dal mare, lungo la calata, utilizzata come luogo di passeggio, incontro e aggregazione sociale.
Ma il valore della vicinanza al mare sembra, purtroppo, un valore fragile, perchรฉ difeso da pochi. Qualche decennio fa l'allargamento della parte iniziale della calata Mazzini (lato Molo Gallo), per creare spazi ai mezzi militari, ha costituito una grave compromissione di questo rapporto. Adesso, i militari non ci sono piรน ma il cemento รจ rimasto.
In veritร , non รจ stato l'unico caso. La banchina di alto fondale, utilissima per le navi da crociera, oltre ad avere allontanato il mare dalle fortezze, ha sacrificato anche una spiaggetta su cui sorgevano due palme adesso immerse nel cemento. Il porto acquista in spazio e perde in fascino. Ambedue necessari per fare turismo. C'รจ da chiedersi dove sia il giusto momento di equilibrio e fino a che punto le necessitร di vario genere continuino a renderlo sempre piรน precario.
Il problema si ripropone, adesso, con i nuovi lavori che inizieranno sul porto: essi sposteranno la banchina a mare di alcune decine di metri per guadagnare spazio utile alle manovre di reimbarco e parcheggio di auto e autotreni.
Per avere questa maggiore agibilitร si costruirร un filo banchina con uno sviluppo di 115 metri e si sottrarrร al mare uno spazio di 3.800 metri quadrati. Per fare questo saranno necessari quasi due anni di lavoro e una spesa prevista (per il momento) di 2 milioni di Euro.
Ci dobbiamo pure chiedere se, alcune difficoltร per incolonnare auto concentrate in periodi limitati dell'anno, debbano essere risolte con una colata di cemento che distrugge bellezza e denaro.
Fin qui quello che abbiamo scritto il 13 giugno del 2002 (vedi archivio Elba Oggi), senza che nessuno riprendesse questa e le successive denunce contro la colata che poi รจ stata realizzata.
Oggi si sta per realizzare la seconda colata che fa parte del Water front, ma la situazione รจ alquanto diversa. Contro si sono schierate Legambiente e Italia Nostra e il Wwf, il professor Zecchini e Carlo Gasparri, ex assessori della prima giunta Peria (De Micheli Vitturi e Daniele Palmieri). Schierati contro anche Rifondazione Comunista e il quotidiano online Elbareport,, ma soprattutto si รจ mosso Giovanni Fratini sul Corriere Elbano, come dire una parte della storia amministrativa di questa cittร , con grande esperienza e prestigio. I giovani di sinistra che ora amministrano Portoferraio che, almeno per il momento, hanno poco sia dellโuna che dellโaltro, possono ignorarlo a cuor leggero? Staremo a vedere.
Per il momento non troviamo parole adeguate per commentare la gravissima assenza dei consiglieri di centro destra su un tema di questa importanza. Le troveremo nei prossimi interventi.
Eโconfortante che questi otto anni non siano passati invano, ma questo non sarร sufficiente a bloccare lo scempio. Adesso la bellezza dellโElba sta per subire un attacco gravissimo. Il danno sarebbe immenso, mentre il tempo per impedirlo รจ molto limitato. Si dovrebbe aprire un dibattito che portasse ad una correzione dellโintero progetto e che trovasse un ragionevole equilibrio tra le necessita di sviluppo di una societร importante come Esaom e le necessitร di salvaguardia di valori ambientali i e storici di una cittร unica nel Mediterraneo come Portoferraio.
[COLOR=darkblue]Elba 2000 [/COLOR]
