xchè x dire i nomi dei ristoranti dove hanno trovato la roba avariata c'è la privacy e x fare nomi, cognomi e foto di quei ragazzi arrestati no????
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Non so come stia il dare/avere tra Esa e il comune di Porto Azzurro ma se Papi avanza una rivendicazione nei confronti di ESA, la questione non sarà così piana e semplice come la descrive il PD longonese. Ciò nonostante, il giovane segretario piddino, Solforetti, si schiera subito e per partito preso contro il suo comune e a favore di ESA, che al momento è gestita da un suo compagno (si può ancora dire?) di partito.
Ecco a cosa serve “quella sorta di patto” (così lo chiama Solforetti) sottoscritto dai sei sindaci: serve a difendersi dai tanti amministratori del PD che si sono sempre schierati e sempre si schiereranno contro il proprio comune in ossequio alle “esigenze superiori di partito”. E’ la stessa ragione per cui gli elbani temono il comune unico che, se Dio non voglia, fosse amministrato dagli uomini del PD, questi non esiterebbero a venderci per obbedire ai compagni più alti in grado.
Piaggese DOCG
Un saluto ad una persona che ci lascia, uno di noi, un elbano, che nella sua passione ha fatto conoscere nel mondo il nome della nostra isola..., la sua era una passione pulita...
Si avvicina il Natale e mi mancherà salutarti mentre addobbi Portoferraio, ciao Claudio....
Rimarrai per sempre nei nostri cuori. Grazie per averci emozionato con le Tue prodezze sportive. Manola Galletti
Da [URL]www.provincia.livorno.it[/URL] :
I lavori delle commissioni consiliari. In agenda: trasporto pubblico locale, privatizzazione della Toremar e istruzione
La seconda commissione è convocata domani, martedì 5 ottobre, alle 15, a palazzo Granducale. Al primo punto all’ordine del giorno l’audizione delle organizzazioni sindacali di categoria del Trasporto Pubblico Locale.
Seguirà l’audizione dell'amministratore unico della Toremar, com.te Angelo Roma, sul percorso di privatizzazione della Compagnia. Saranno presenti l’assessore ai rapporti con le isole e i piccoli comuni, Catalina Schezzini e l’assessore ai trasporti Piero Nocchi.
Livorno, 4 ottobre 2010
[COLOR=red]Siamo al 05 ottobre 2010 , non abbiamo avuto la notizia della richiesta di proroga per un anno alla UE , non abbiamo avuto la notizia che le buste siano sono state aperte , visto che andava tutto bene , ci sarà allora l'affidamento diretto entro fine anno ?
Chi sarà il beneficiario di un bel regalo di Natale per una dozzina d'anni , navi comprese ? [/COLOR]
Gimmi Ori
P.S.
Elba Unita Avanti Tutta Destinazione Firenze
Ciao Fabrizio e un saluto a tutti i.......camminatori, oggi si sono svolti i funerali di Caludio, ero presente alla tumulazione...... che vita di M.....c'era parecchia gente, compagni di lavoro amici... fortunato chi ti ha conosciuto.
La ristrutturazione dei bilanci continentali farà piombare l’Europa in una profonda recessione. La soluzione, secondo il premio Nobel per l’economia, è l’uscita della Germania da Eurolandia e la conseguente svalutazione della moneta unica
Costretta a fare i conti con una crisi sempre più conclamata, l’Unione europea si prepara alla messa a punto del più ambizioso piano di ristrutturazione debitoria di sempre. Dalle tragedie greche alle sommesse ballate irlandesi, passando per i noti guai iberici e i fardelli contabili italiani, i programmi “lacrime e sangue” cui tutti sembrano ormai rassegnati potrebbero non bastare. E il traguardo della definitiva ripresa potrebbe coincidere con l’affermazione di uno scenario a dir poco sconvolgente: la fine del sistema monetario europeo per come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi.
A lanciare l’allarme è stato niente meno che Joseph Stiglitz, non esattamente un osservatore qualsiasi. Secondo il premio Nobel per l’Economia 2001, quello intrapreso dai governi europei rischia di essere un viaggio senza ritorno. Almeno per la moneta unica. La situazione è grave, anzi, gravissima e i piani di austerity contabile, per quanto necessari, potrebbero rivelarsi controproducenti scatenando una recessione destinata a dilagare nell’intero continente. Da qui la clamorosa soluzione: l’addio alla moneta unica da parte della Germania, principale economia di Eurolandia, e il salutare abbandono a una conseguente e provvidenziale svalutazione dell’euro per gli altri Paesi.
Le tesi di Stiglitz, inserite nella prefazione alla nuova edizione del suo ultimo libro Freefall e rivelate in esclusiva dal Sunday Telegraph, sono a dir poco dirompenti. In pratica si tratterebbe di chiudere i conti con il modello di moneta unica conosciuto fino ad oggi abbattendo una volta per tutte quella che per molti Paesi rappresenta un’incrollabile certezza: la necessità di una valuta forte. L’ipotesi sembra folle ma a conti fatti nemmeno troppo illogica. Dopo aver soccorso il suo sistema finanziario (sborsando all’incirca 4mila miliardi di euro), l’Unione non può più fare a meno di ristrutturare i suoi conti. Il piano, che prevede forti manovre correttive per le nazioni caratterizzate da un rapporto debito/Pil superiore al 60%, appare però destinato a rinviare la ripresa a data da destinarsi.
E’ la solita vecchia storia della coperta troppo corta. Si tira per un verso – taglio alla spesa e pressione fiscale – allo scopo di adeguare i conti ma, così facendo, si lascia scoperta l’economia reale abbattendo i consumi e favorendo la recessione. Per ovviare al problema, almeno in parte, si dovrebbero tagliare i tassi per svalutare così la moneta e sostenere le esportazioni ma nell’ambiente attuale, caratterizzato da un costo del denaro prossimo allo zero, i margini di manovra nell’area euro restano ridottissimi. Una realtà di cui è ben consapevole il Fondo Monetario Internazionale che, in un rapporto pubblicato in questi giorni, ha sottolineato come le politiche di austerity perseguite oggi da tutte le economie avanzate siano destinate a provocare effetti positivi nel lungo periodo ma anche più negativi del solito nel breve. Una profezia difficile da smentire.
La moneta unica, lascia intendere Stiglitz, non rappresenta più in modo coerente un’Europa sempre più eterogenea. Mentre la Germania si avvia chiudere l’anno con il tasso di crescita più elevato dai tempi della riunificazione (+3,3% secondo il Fmi), nazioni come Spagna e Irlanda tendono ormai apertamente al collasso. La Spagna in particolare, spiega il premio Nobel, «rischia di entrare in quella spirale perversa che aveva caratterizzato l’Argentina nel decennio passato» prima che quest’ultima decidesse di abbandonare l’aggancio con il dollaro per tornare successivamente a crescere. Un’esperienza replicabile da qusta parte dell’oceano solo con un euro debole. A meno che qualcuno non rispolveri prima dracme e pesetas…
[URL]www.crocierelines.it[/URL]
E' passata una settimana e mezzo e la bandiera sulla Torre de Martello non si sa niente......... :bad:
per DANI:ti ricordo che IL BALUARDO ha vinto nel 1999,2001,2003,2005.2006.2010.....quindi a casa mia sono 6...la cena sarà organizzata al più presto...ed è certo che possono partecipare tutti...ti terrò informata...ciaooo...FORZA BALUARDO
In tre giorni tre volte l'elicottero... e ringraziamo Dio che c'è... ma questo dimostra che fra poco il nostro ospedale sarà annientato.... che tristezza... e che paura...... lottiamo per il nostro ospedale...per la nostra salute..per il futuro dei nostri figli...ora è tempo buono .. ma se c'era bisogno ieri sera che era tempo brutto col c...o l'elicottero veniva all'elba ........lottiamo per il nostro ospedale ...INCATENIAMOCI all'ospedale.....
Abbiamo percorso insieme migliaia di chilometri e affrontato un’infinità di curve con la spregiudicatezza, il coraggio, la capacità e la forza della nostra gioventù. Oggi Tu non ce l’hai fatta a finire quella Prova Speciale, la più importante della Tua vita e non per colpa del Navigatore che ti ha letto la “nota “ sbagliata, ma a causa di un maledetto destino che Ti ha fatto imboccare troppo presto quel bivio sbagliato che prima o poi anche tutti noi dovremo percorrere. Ciao Claudio. Rimarrai sempre nel mio cuore e sempre Ti ricorderò come esempio di Grande Campione. Ci ritroveremo lassù, quando Dio farà imboccare anche a me quello stramaledetto bivio e anche a me sventolerà la bandiera a scacchi di “Fine Prova”. Ciao . Roy Cardelli
Porto Azzurro, 4 ottobre 2010 - Tutti i rallisti elbani, sono uniti nel ricordare Claudio Caselli, grande pilota degli anni passati. L’amico Claudio ci ha lasciato oggi dopo una lunga malattia. Con lui se ne va pezzo di storia del rallysmo elbano e non solo. Claudio Caselli, come tutti noi elbani, amava la gara di casa e nel 1992 la vinse con una Lancia Delta. Vinse anche nel 2000, il campionato due ruote motrici gruppo A. Noi tutti ci stringiamo alla famiglia nel porgere le condoglianze, certi che rimarra per sempre nel cuore di noi tutti.
Il baluardo ha vinto 6 volte:
1999 : "Napoleone e la Vantina 1814"
2001 : "Le due bande"
2003 : "Capoliveri - Australia, storie di emigrazione"
2005 : "Lo sciopero del 1911"
2006 : "La Nascita del Comune di Capoliveri 1906"
2010 : "Illustri e onorevoli concittadini 1955 "
Fortezza 4
Fosso 3
Torre 1
Non assegnato per maltempo 1
Il Caporione si chiama Daniele Marigliani!!
Il Turismo, in senso generale, è una attività umana ad lato contenuto estetico ed etico. Il Turismo è gestito, pubblicizzato, immaginato, come azione altamente corretta, traboccante Civiltà, Onestà e Senso Etico. In poche parole Turismo&Civiltà sono sinonimi.
Che impressione possono mai avere i nostri Ospiti di un’ Isola, ancorché Verde&Blu, che pubblicizza i suoi collegamenti marittimi con prezzi che variano ogni giorno ed ad ogni momento della stessa giornata ? Una giungla di tariffe e di condizioni (guarda caso sempre capestrali per l’ Ospite ) per attraversare un canale di 12 miglia marittime, della durata di 50 minuti ? Costi occulti, supplementi non motivati, obbligazioni contrattuali da terzo mondo, nessun rispetto per l’utente per arrivare fino all’ irrisione dell’ utente stesso ?
E’ l’isola d’Elba l’oggetto del desiderio, non la traversata su vetusti traghetti. Siamo noi, la nostra Civiltà e la nostra Socialità, a far traghettare l’ Ospite. Il traghetto è solo un mezzo per congiungersi ai propri desideri o alle proprie necessità.
Non può avere il costo di una crociera ed il servizio di un cargo.
L’isola Verde&Blu si deve riunire attorno alle persone di buona volontà che portano con orgoglio ed amore la bandiera delle Tre Apri sulle loro spalle, chiunque essi siano: Cittadini qualunque, associazioni economiche, sindacati, raggruppamenti politici.
Non neghiamo agli armatori la possibilità, il dovere, di fare utili ne vogliamo stabilirne la misura o le modalità. Ma il buon senso, il senso etico, la convivenza con gli altri, deve avere la meglio sull’egoismo più aberrante, sulla rapina a balena armata, sulla stupidità di certi pseudo manager ( mega direttori fantozziani ) che in cambio di stipendi incredibilmente non meritati, si lasciano rubare gli utenti, i passeggeri, due volte al giorno senza profferir parola.
Il loro culo è sempre al caldo, protetti da altri uomini inutili. Il nostro si sta facendo sempre più freddo. Solo la parte dirimpettaia e pendente del culo bolle e ribolle, come il mosto nei tini.
Il vignaiolo ottembrino
Per Florio PACINI:
Voglio dare un contributo al tuo quesito:
Come può una Banca prestare 20 Milioni di euro ad una società che ne vale appena 8?
Di norma per avere un prestito di 20 milioni bisogna avere un valore minimo 50 milioni. Cosa penserà la Corte dei Conti di un bene pubblico ceduto al di sotto del valore?
Le Banche alle AZIENDE/SOCIETA' ,in caso di richieste di FINANZIAMENTI chiedono sempre i BILANCI degli ultimi 2/3 anni e quello provvisorio dell'anno in cui viene fatta la richiesta di Fin.to.Questo per avere un quadro piu' preciso dell'andamento dell'AZIENDA/SOCIETA' .Quindi nel ns caso si dovrebbero andare a vedere alcune delle voci piu' importanti del Bilancio : 1)Valori patrimoniali (valore del Naviglio,con aggiornamento all'attuale stato di fatto), 2) CREDITI in particolare, le " ENTRATE"( Contributi statali/Regionali ed incasso dei Biglirtti),3) DEBITI( verso Banche eo altri soggetti).Comunque nel na caso importante sono le " ENTRATE" che determinano la " CREDIBILITA e CAPACITA' finanziaria ''per far fronte ad eventuali PRESTITI.
LA SOSTANZA E' TUTTA QUI'.
Spero di aver contribuito a chiarire meglio la situazione.
X ELENA :
il baluardo ha vinto 5 e non 6 volte... il capo rione non è marcello miriglianni ma bensì il figlio... inoltre volevo chiederti se sai quando c'è la cena del rione e se si può partecipare tutti...
Claudio sarai sempre nei nostri cuori e mi raccomando lassu' non ti arrabbiare con nessuno.
Ciao.
[SIZE=4][COLOR=darkblue]“GENERAL ABBATUCCI” E “POLLUX”: DUE RELITTI, DUE TESORI E TANTI MISTERI [/COLOR] [/SIZE]
In giro per i mari del mondo ci sono gruppi organizzati che calano i loro strumenti (non sempre illegalmente) sui relitti tesorieri, arraffano ogni ben di dio a portata di benna e, infine, lo mettono all’asta. Tale operazione viene spesso chiamata ‘sauvetage’ con un morbido sostantivo francese che possiede un’estensione semantica più birichina e accattivante rispetto a ‘salvataggio’, l’equivalente termine italiano.
Com’è noto, la fortuna di essere oggetto di uno scrupoloso ‘sauvetage’, iniziato nel febbraio 2000 e durato più di un mese, è toccata al Polluce ( o più esattamente “Pollux”, com’è scritto sulla campana di bordo), il quale, speronato dal Mongibello, se n’ era rimasto sul fondo del mare di Capoliveri per ben 159 anni (1841-2000), solo con il suo fiabesco tesoro. Poi, mediante una truffa da strapazzo, tanto ridicola nelle premesse (recupero di piombo a 103 metri di profondità) quanto esemplare nei risultati ( il bottino in oro, gioielli e pietre preziose fu ingentissimo), i sauveteurs/ razziatori portarono indisturbati il frutto del loro ‘lavoretto’ all’asta Dix Noonan Webb di Londra, forse brindando alla barba di chi, prima e durante e dopo, avrebbe dovuto vigilare.
Nella speciale graduatoria dei ‘sauvetages’ l’Elba si classifica solamente al secondo posto: la priorità cronologica spetta di diritto alla Corsica, la cui costa nord-occidentale nel maggio 1996 è stata teatro di uno spettacolare recupero a 2660 metri di profondità. Ventiquattro miglia al largo della città di Calvi un team di ‘sauveteurs’ si è preso cura di un altro paquebot tesoriero, il “General Abbatucci” della compagnia Valery Frères & Fils, affondato in seguito a una collisione con la nave norvegese Edward Hwidt e poi negletto per 127 anni (1869-1996).
La storia, drammatica e assai poco conosciuta, è fra le più classiche. Il 6 maggio 1869, alle ore 9, l’Abbatucci (282 tonnellate di stazza) parte da Marsiglia con destinazione Civitavecchia, celando nelle sue stive un sostanzioso malloppo (“several million French francs”, affermano i bene informati) destinato al Papa Pio IX. Inoltre si favoleggia che, insieme con parecchi gioielli e una montagna di monete d’oro (150 mila?), ci fosse addirittura un carico di lingotti d’oro per il Vaticano e per la difesa dell’Urbe. La vicenda si inquadra in un periodo convulso per i destini dell’Italia risorgimentale: di non molto precedente è l’ infruttuoso tentativo di prendere Roma da parte di Garibaldi (sconfitta di Mentana del 3 novembre 1867), di poco successiva è la breccia di Porta Pia (20 settembre 1870).
Rintoccano le 2,30 del 7 maggio 1869. Tira un forte vento da SSW, il mare è grosso e piove fitto fitto. Il capitano dell’Abbatucci, Francesco Niccolai, lascia la cabina di comando inzuppato fino al midollo. Appena entrato nel suo alloggio, sente un boato che scuote la nave. Torna in coperta e vede che il brigantino Edward Hwidt, dopo aver aperto con la prua una profonda fenditura sulla fiancata prodiera di destra, si sta sfilando e si discosta a luci spente, senza preoccuparsi di prestare soccorso. Niccolai, d’istinto, tenta due manovre temerarie, accostando di poppa e permettendo ad alcune persone di trasbordare e di salvarsi. Ma il possente brick norvegese (500 tonnellate di stazza) si allontana di nuovo, di proposito. Le paratie stagne dell’Abbatucci tengono per un’ora e mezzo, ma alle 4 circa la nave imbarca un mare d’acqua e affonda in due minuti. I morti sono una cinquantina, ma sarebbero stati molti di più se in aiuto dei naufraghi non fosse sopraggiunto il tre alberi Embla, anch’esso battente bandiera norvegese. Il danneggiato Hwidt e i sopravvissuti, seminudi, vengono accompagnati nel porto di Livorno.
Il resoconto di questo autentico dramma del mare viene riportato perfino sul giornale londinese “The Times” del 13 maggio 1869. Quattro mesi dopo a Livorno si apre il processo che va fino in Cassazione (1870). I giudici sentenziano che la colpa del tremendo scontro è dell’Abbatucci, che non è riuscito a tenere la serrata. Ma ne esce con una condanna anche il capitano dell’Edward Hwidt, Jonas Jensens, perché non ha soccorso i superstiti.
Poi un silenzio lunghissimo cala sull’Abbatucci, sul suo tesoro e sui suoi morti. Fino a quando, il 19 maggio 1996, dopo 32 giorni di ricerca in un’area di mille miglia quadrate, la compagnia inglese Blue Water Recoveries individua il relitto negli abissi delle acque di Calvi. Il sonar ne mostra la sagoma e l’équipe si appresta al recupero del ricco carico. Sulla tolda del rimorchiatore d’alto mare si riversano, in mezzo al fango, un numero imprecisato di importanti manufatti aurei: anelli, bracciali, catene, orecchini, spille, collane, croci, orologi . E inoltre vetri, porcellane, lingotti di rame, bronzi. E, soprattutto, tante monete d’oro: sterline della Regina Vittoria, venti franchi della Seconda Repubblica Francese e di Napoleone III, venti lire di Carlo Alberto di Savoia. L’anno dopo - per la precisione il 7 ottobre 1997 - i reperti approdano per la vendita presso la casa d’aste Christie’s di Londra e, come si dice, vengono dispersi fra numerosi acquirenti.
Il finale, dunque, è molto amaro, almeno secondo il mio arcaico modo di vedere. Ma come si qualificano le vicende pregresse? Si tratta di tragica fatalità o di speronamento programmato? Di casualità o di servizi segreti all’opera? Allo stato attuale ogni risposta ha la stessa validità. Quel che sappiamo con certezza è che l’Abbatucci è presente in almeno due azioni pro Garibaldi. La prima è del 1859 ed è documentata da una lapide nella darsena medicea di Livorno dovuta a Targioni Tozzetti, mentre la seconda è in piena spedizione dei Mille: l’Abbatucci, guarda caso in rada a Catania, viene 'catturato' da Garibaldi per trasportare i suoi in Calabria.
A mio avviso i numerosi interrogativi che avvolgono Polluce e Abbatucci rimarranno in gran parte irrisolti perché i ‘sauveteurs’, in entrambi i casi, hanno squartato scafi e attrezzature di bordo decontestualizzando suppellettili e carico. Così facendo, essi hanno distrutto per sempre le preziose pagine di storia risorgimentale che i due ‘paquebots’ racchiudevano.
[COLOR=darkblue]Michelangelo Zecchini [/COLOR]
[COLOR=darkred]Ristorante pizzeria cerca per l'anno 2011 [/COLOR]
n°1 cuoco/a
n°1 pizzaiolo/a
per info. giorgio [COLOR=darkred]3356181042 [/COLOR]
no perditempo
