Se gli esiti della entusiasmante manifestazione pro Ospedale del 16 u.s. dovessero essere pari alla stragrande partecipazione avremmo risolto i nostri problemi, ma non me la sento di essere ottimista e spero sinceramente di poter essere smentito. Come ho più volte scritto i danni arrecati alla nostra Sanità Elbana sono così tanti e di rilievo che per la loro risoluzione non resterebbe che sperare in un miracolo. E, si badi, qui i tanto ricordati tagli dei Governi non c’entrano proprio niente, al contrario, ciò che conta veramente è il buco di bilancio della Sanità Regionale, che origina ormai da qualche lustro (senza che nessuno se ne accorgesse, pare!) e che ammonterebbe a centinaia e centinaia di migliaia di euro (vedi Massa). In conseguenza di ciò, privilegiando Piombino, Livorno e altri Ospedali, l’ultima accettata cadrebbe sul Reparto Chirurgico dell’Ospedale che produrrebbe non più di 200 interventi all’anno, tanto da giustificare un provvedimento riorganizzativo al ribasso. Questo è quanto sostengono l’Assessore dott. Marroni e la dott. Calamai nella intervista rilasciata da questa ultima, alla “Nazione”.
Credo che un buon gestore della Cosa Pubblica dovrebbe, prima ancora di tagliare, ammesso e non concesso che tale provvedimento fosse la giusta soluzione a giustificazione di una deprecabile gestione, indagare sui motivi della scarsa redditività operatoria, così si fa in una Azienda!. Ma se così fosse ci troveremmo ovviamente di fronte a tanta buona fede, non è così purtroppo. Il fatto è che il nostro Ospedale è sempre stato un orpello al servizio di altre Strutture del continente e perché no, di altri interessi. Chi, potendo anagraficamente andare indietro con la memoria, non certo Marroni e Calamai, ricorderebbe come anche negli anni 70 avevamo un primario chirurgo della Università di Pisa senza nessun aiuto, e che salvo le urgenze, gli interventi venivamo programmati quando era possibile contare sulla presenza di 2 giovani medici volontari non ancora abilitati. Si ricorderà che il Primario di allora alla ricerca di alternative si diresse verso altri Lidi dove finì egregiamente la sua Carriera. Già allora si chiedevano insistentemente e vanamente supporti strumentali e di personale al fine di produrre di più e meglio. Tale politica nefasta ha continuato incessantemente e indisturbata l’opera di svilimento a danno dell’Ospedale e dell’Elba. Da allora venditori di fumo si sono succeduti, ma la verità è che non c’è mai stata la volontà politica di dare dignità all’Ospedale e all’Elba che, troppo occupata e illusa dal boom turistico, ha tralasciato di interessarsi di tanti servizi essenziali per un sano sviluppo dello stesso. Negli anni 2000/2005 un battage pubblicitario della USL preannunciò l’arrivo di un valido Primario chirurgo, ma quando questi rese pubbliche tante carenze, dopo avere insistentemente richiesto supporti anche strumentali al fine di aumentare e migliorare l’attività del Reparto, nacque un contenzioso con la ASL, tanto da condurre il Primario, dopo lunga riflessione, alle dimissioni anzi tempo. Tanto accadde non ostante Il Reparto chirurgico avesse raggiunto, sembra di ricordare, 400/450 interventi annui, importando per la prima volta pazienti anche dal continente. Oggi, come sappiamo, il modus operandi della politica non è cambiato, anzi si, è peggiorato. Spesso veniamo a conoscenza di strumentazioni obsolete, inadeguate e guaste per lunghi periodi, non esiste nel Reparto chirurgico un ecografo che consentirebbe diagnosi più veloci senza ingolfare ulteriormente la Radiologia già carente. E’ vero che molti elbani si rivolgono spontaneamente a strutture ospedaliere del continente infatti il nostro territorio è meta, fortunatamente, anche di eccellenze delle medicina, poi ci sono gli amici degli amici, ma questo capita ovunque a Livorno come a Canicattì, pertanto ciò non può giustificare provvedimenti punitivi.
E’ altrettanto vero che i nostri medici non si sono mai peritati di inviare fuori dell’Elba pazienti con patologie da eccellenze cliniche e chirurgiche, senza alcun bisogno di investimenti milionari i cui costi di realizzazione e di mantenimento graveranno per sempre sui contribuenti.. Per dirla tutta e in breve vogliamo che si possano espletare in loco tutti i protocolli medici previsti e che i trasferimenti si effettuino per i casi veramente particolari. Quindi lasciar passare e accettare l’idea di inefficacia e inefficienza della struttura in questione, senza che chi ha diretto responsabilmente le cose sino ad oggi e non avendo mai fatto alcunchè per migliorarle, togliendoci anche l’ultima siringa, non si faccia cogliere neppure dal dubbio della mala gestione. Tutto questo ci spinge ancora di più a rifiutare giustificazioni tendenziose e a manifestare con forza in difesa dei nostri diritti, cosa che abbiamo fatto e che auspico continueremo a fare, perché a mio modesto parere siamo appena all’inizio.
[COLOR=darkblue]Sergio Bicecci. [/COLOR]
