Sig. Giovanni Muti, ma lo sa che lei รจ proprio un monello. A distanza di tanto tempo ha scoperto che in me si celava un Josef Mengele. Io pensavo di averla fatta franca scrivendo la favola del Pifferaio Magico, ma a lei non si puรฒ nascondere niente.
Robert Browing.
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Il pifferaio magico
Hamelin รจ una piccola e strana cittร della Prussia, arroccata su un colle gaio e fiorito. Tutte le strade scendono di lร verso un ampio fiume.
Vi fu un tempo in cui la gente qui viveva felice.
Ma un brutto giorno avvenne una terribile invasione: topi, topi ovunque... e cosรฌ gagliardi da spaventare i gatti piรน coraggiosi! Mordevano i neonati nelle culle, divoravano in un battibaleno enormi forme di cacio, leccavano la salsa sotto gli occhi delle cuoche, pappavano interi barili di sardine e... fischiavano, stridevano cosi forte, da coprire persino le chiacchiere delle donne. Fssch.....sgrr... ssch! Il loro sibilo era in cinquanta e piรน toni, dai piรน gravi ai piรน acuti.
Fu da allora che gli abitanti di Hamelin cominciarono ad ispirare un' immensa pietร !
Il sindaco, disperato, arrivรฒ ad offrire mille fiorini a chi fosse riuscito a liberare il paese da un simile incubo.
Una mattina arrivรฒ in cittร un forestiero: era secco e allampanato, aveva negli occhi una luce strana e sul volto lo stesso colore giallognolo del cielo di Hamelin in quella fosca giornata di novembre.
I suoi occhi guizzavano come le fiammelle delle candele quando vi si butta il sale e l'uomo misterioso si mise a suonare. Ed ecco, alla terza nota, un rosicchio assordante levarsi d'improvviso: grasc... crosc... grig... sgrr... e milioni e milioni di topi riversarsi sulle strade. Sbucavano a frotte dalle case, codine dritte e baffetti a punta, saltellando, ruzzolando, traballando, famiglie intere a dozzine, a ventine; mogli e mariti, fratelli e sorelle, topi bianchi e neri, grigi e rigati, grassi e magri, tutti dietro al pifferaio che suonava e suonava facendo scorrere le lunghe dita nervose sul suo magico strumento.
....Tutti dietro a quella musica che diceva pressappoco cosi " O topi, il mondo non รจ che una grande credenza.. " e somigliava al rumorino del cacio quando vien grattato, delle mele mature pestate ben bene nel mortaio per ricavarne il sidro, di vasi di conserva scoperchiati, di fiaschi di sciroppo stappati, di barattoli di burro sfasciati .... E via e via fin dentro le acque gelide del fiume, dove annegarono tutti allegramente.
Che scampanio in cittร , che festa per le strade! Ora che l'incubo era finito, la gioia di un tempo era tornata nei cuori della gente di Hamelin.
Ed ecco, tra la folla, farsi largo il pifferaio - Sono venuto a riscuotere i miei mille fiorini - disse senza esitazione. Il sindaco impallidรฌ.
- Mille fiorini? E dovrei sborsarli a quel vagabondo? Giร giร - rispose beffardo - chi affoga non risuscita... se volete un boccale di vino da bagnarvi la bocca, non vi sarร negato, quanto ai mille fiorini, non era che una burletta .... cinquanta saranno anche troppi!
- Giusto, giusto! - gridรฒ la folla.
Un lampo di collera passรฒ negli occhi del forestiero. Egli non disse nulla e si allontanรฒ, ma riapparve subito dopo nella piazza principale. Allora sotto gli sguardi di una piccola folla attonita, aggrinzรฒ le labbra, soffiรฒ dentro il piffero magico e ne trasse tre dolcissime note....Subito un brusio festoso, un batter di manine, un calpestio di zoccoletti, un rimbalzar di voci fresche echeggiรฒ nella piazza e.... decine, centinaia di bambini con le guancette rosee e gli occhietti vispi, biondi e bruni, paffuti e mingherlini, si misero in marcia dietro il pifferaio.
Invano padri e madri, balie e nutrici cercarono di trattenere le loro creature, i loro piedi restavano incollati ai ciottoli della piazza e le loro labbra non avevano voce...
Il pifferaio attraversรฒ la cittร poi si volse. - Verso il fiume? - domanderete voi. Ebbene no, questa volta si diresse dalla parte opposta, verso la grande montagna. Giunto fin lร , il fianco del monte si apri ed egli vi entrรฒ seguito da tutti i bambini. Poi lentamente la parete si richiuse.
A nulla servรฌ il pianto delle madri, che ogni giorno raggiungevano la montagna e appoggiavano gli orecchi contro la roccia per cercare di udire la voce dei loro bambini....La montagna era fredda e silenziosa e non si sarebbe riaperta mai piรน.
