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Una vita al nero e l'Italia da Una vita al nero e l'Italia pubblicato il 19 Gennaio 2012 alle 17:37
Quella descritta da una vita al nero รจ purtroppo l'elba che conoscio anch'io , non tutta certo ma una buona parte , sufficiente a screditare il resto, sano, serio e laborioso nel rispetto delle leggi. Uscendo dall'elba viene da riflettere sull'affondamento della nave al giglio : certamente il comandante sapeva dirigere e governare una nave di quelle dimensioni , aveva avuto certamente le istruzioni e le conoscenze necessarie e non era ovviamente la prima volta che era al comando. Allora quelo che รจ successo da cosa รจ dipeso? superficialitร  , eccessiva confidenza col mezzo, mancato rispetto delle regole della navigazione , incapacitร  a reggere lo stress , codardia ? forse tutte assieme miscelate . Certo viene da pensare che pur con tutti i limiti descritti non poteva non aver descritto l'incidente ai suoi della Costa, forse il silenzio e i termpi persi tra collisione e richiesta di aiuto per distress sono stati concordati con la direzione sua per cercare di contenere tutte le ricadute negative , sicuramente รจ stato fortemente sottoconsiderato l'avvenimento . Questi tecnici super preparati , super allenati diventano facilmente dei palloni gonfiati , perdono la calma, amano osare e rischiare forse per stupire qualche fanciulla , piegati all'inchino ed al saluto verso la terra ferma , una consuetudine nota a tutti , inclusa la capitaneria che certo non poteva immaginare una mossa cosรฌ idiota e pericolosa . Insomma siamo forse meglio dei tecnici e dei comandanbti di altri paesi ma siamo STRANI ed รจ per questo che ho detto NO al nucleare .
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