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LEGA NORD TOSCANA da LEGA NORD TOSCANA pubblicato il 13 Gennaio 2012 alle 17:13
[SIZE=4][COLOR=green]La Manovra Monti aggraverà sensibilmente la malattia di quella toscana [/COLOR] [/SIZE] [COLOR=seagreen]Lazzeri: “Imu dell’Asl 10 di Firenze aumenterà di 1 milione di euro. Rossi si attivi subito per non far aumentare almeno l’Iva per le Aziende sanitarie”. Interrogazione della Lega Nord Toscana [/COLOR] Il buco delle aziende sanitarie toscane per il 2010, in attesa di conoscere l’entità di quello eventuale per il 2011, sfiora i 132 milioni di euro. Ma ad aggravare i conti malati della sanità toscana ci si mette anche Decreto Salva-Italia che prevede la sostituzione dell’Ici con la ben più gravosa Imu e l’eventualità, non tanto remota, di un innalzamento di due punti delle aliquote Iva del 10% e del 21% che passeranno così rispettivamente al 12% e al 23%. «L’IMU del Governo Monti – precisa il consigliere regionale della Lega Nord Toscana e membro della IV° commissione Sanità, Gian Luca Lazzeri – è cosa ben diversa da quella proposta dal precedente Governo». Pur godendo dell’esenzione per gli immobili istituzionali, come per esempio gli ospedali, per tutti gli altri vi sarà «una vera e propria stangata dovuta ai meccanismi della nuova imposta che possono rendere notevolmente più salato il conto presentato dai Comuni alla sanità toscana, con aumenti che possono superare del 60-70% quanto richiesto dalla vecchia Ici. Per esempio, l’Asl 10 di Firenze passerà verosimilmente da una Ici di circa 1,6 milioni ad una Imu di circa 2,6 milioni». Secondo l’esponente del Carroccio, «probabilmente, a partire da ottobre, ci sarà una morsa fiscale dovuta alla Manovra Monti tale da avere effetti devastanti su una sanità già malata come è quella toscana». Infatti, l’Iva addebitata in fattura alle Aziende sanitarie è sostanzialmente indetraibile e, quindi, rappresenta un costo. Aumentando l’Iva, aumentano anche i costi delle varie Asl. Per Lazzeri, «oltre alle sempre più necessarie misure di razionalizzazione delle risorse e di taglio dei molti costi inutili, è necessario che il Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, chieda con urgenza al Governo che, in ogni caso, l’Iva sui beni ceduti e sui servizi prestati alle Aziende del Sistema sanitario non venga in alcun modo modificata e che, in tutti i casi, sia garantito il permanere delle aliquote del 10% e del 21%». Il consigliere leghista, che ha già presentato un’interrogazione in merito, afferma che «è necessario, inoltre, che l’Assessorato competente ci informi circa l’entità dei maggiori oneri fiscali che peseranno sui conti della sanità toscana e su come intenda farvi fronte». Insomma, una parte dei soldi che dovrebbero essere destinati alla cura dei cittadini rischiano di tornare a Roma in misura massiccia sotto forma di balzelli.
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